
Ogni cane ha una propria personalità ed è diverso da qualsiasi altro individuo. Eppure, spesso sentiamo parlare di razze particolarmente "testarde" o difficili da educare. In realtà, non è esattamente così, anche se alcune possiedono inclinazioni più marcate verso determinate attività o comportamenti che possono contribuire a determinare la personalità e alcuni particolari comportamenti, che potremmo anche definire "ostinati".
Molto dipende dalle cosiddette motivazioni, cioè quelle spinte innate che possono orientare il comportamento di un cane. Si tratta, in altre parole, dei bisogni e dei desideri che guidano le sue azioni: inseguire qualcosa che si muove, difendere il proprio territorio, controllare l’ambiente o restare sempre vicino alla propria persona di riferimento. Queste motivazioni sono state "potenziate" anche dalla selezione umana, perché per secoli abbiamo allevato i cani affinché svolgessero compiti specifici, come la caccia, la guardiania o la conduzione delle greggi.
In alcune razze queste spinte sono particolarmente "intense" e possono influenzare molto il comportamento e l'educazione di un cane. Per questo alcuni vengono definiti "testardi" o difficili da “addestrare”. In realtà, semplicemente, hanno solo bisogni molto forti che, se non vengono compresi e incanalati nel modo giusto, possono far sembrare il cane più "ostinato". La chiave sta quindi nel capire quali sono le sue motivazioni e costruire un percorso educativo che le tenga in considerazione.
Quali sono le razze di cani più "ostinate"

Quando si parla di cani considerati più "ostinati", spesso si fa riferimento a razze con particolari motivazioni molto forti. Alcuni gruppi, per esempio, presentano una motivazione predatoria molto sviluppata, come i terrier o i cani da caccia, selezionati per inseguire e catturare animali. Altri possiedono una forte motivazione territoriale, tipica dei cani da guardiania e dei molossoidi, che li porta a controllare e difendere con forza lo spazio in cui vivono.
Ci sono poi cani con una forte motivazione competitiva, cioè il desiderio di confrontarsi con altri individui nel contendere un oggetto, come alcuni cani da pastore o gli stessi terrier. Di razze con motivazioni molto spiccate ce ne sono molte, ma tra le tante eccone cinque rappresentative e spesso considerate particolarmente "testarde", proprio per la forza di alcune delle loro motivazioni.
Il Jack Russell Terrier

Il Jack Russell è piccolo, ma incredibilmente determinato, un po' come tutti i terrier. È stato infatti selezionato per la caccia alla volpe e ad altri animali che si rifugiano nelle tane. Questo significa che possiede una motivazione predatoria molto intensa e una grande perseveranza. Quando qualcosa cattura la sua attenzione – un oggetto in movimento, un animale – può diventare estremamente concentrato e poco incline a interrompere ciò che sta facendo.
Il Siberian Husky

L'Husky è un cane selezionato per trainare slitte su lunghe distanze. Ha quindi una fortissima motivazione cinestesica, cioè il bisogno di muoversi e correre. È però anche molto indipendente: per lavorare in muta nelle spedizioni artiche doveva prendere decisioni rapide e autonome. Questa indipendenza può farlo apparire "testardo" o poco incline a collaborare, ma in realtà è il risultato di una selezione che premiava la capacità di agire senza dover attendere continuamente indicazioni.
Il Cane da pastore abruzzese maremmano

Il Maremmano – che ha recentemente cambiato il suo nome ufficiale – è stato selezionato per proteggere greggi e pascoli dai predatori. Di conseguenza, possiede una forte motivazione territoriale e protettiva, cioè il bisogno di controllare lo spazio e mantenere lontani gli intrusi. Per questo può risultare molto determinato nelle sue decisioni e poco incline a seguire "comandi" che percepisce come inutili rispetto al suo desiderio principale: la guardiania.
Il Bassotto

Il Bassotto è famoso per il suo carattere deciso, nonostante le dimensioni. E non è un caso: nasce infatti come cane da caccia in tana, selezionato per entrare nei cunicoli e affrontare animali come tassi e volpi. Questo lavoro richiedeva coraggio, determinazione e autonomia, qualità che oggi si traducono in un cane molto intelligente e socievole, ma anche parecchio ostinato quando decide di perseguire un obiettivo.
L'Akita Inu

L'Akita Inu è una razza giapponese originariamente utilizzata per la caccia a prede anche molto grandi, diventato poi anche da guardia e da difesa. È un cane piuttosto noto per la sua forte indipendenza e sicurezza in sé stesso. È riflessivo, riservato e non cerca continuamente indicazioni dal proprio umano, ma tende piuttosto a valutare le situazioni in modo autonomo, caratteristica che spesso viene interpretata erroneamente come testardaggine.
Perché alcuni cani sono più "testardi" di altri
Molte delle differenze tra le varie razze di cani dipendono in gran parte dalla selezione operata dagli esseri umani nel corso dei secoli. Abbiamo creato centinaia di razze diverse per svolgere compiti specifici: cacciare, custodire proprietà, guidare greggi o trainare slitte. Questa selezione non ha riguardato solo l’aspetto fisico, ma anche il comportamento.
Per esempio, un cane da caccia doveva essere molto concentrato sull'inseguimento della preda, mentre un cane da guardiania doveva restare sempre vigile e pronto a difendere il proprio territorio. Queste caratteristiche sono state quindi rafforzate generazione dopo generazione, fino a diventare spesso tratti tipici di alcune razze, anche se non vengono più allevate da decenni per svolgere questi compiti: è un'eredità talmente forte che si conserva anche in casa.
Questo, naturalmente, non significa che tutti i cani appartenenti una stessa razza si comportino esattamente allo stesso modo. La personalità individuale, l'ambiente in cui cresce e soprattutto le esperienze che fa fin da quando è cucciolo giocano un ruolo decisivo nello sviluppo del carattere.
Inclinazioni e motivazioni dei cani "ostinati"

Semplificando parecchio, sono soprattutto alcune particolari motivazioni a rendere un cane più "ostinato" di un altro, o meglio, quando alcune di queste sono particolarmente forti e in un certo senso prendono il sopravvento su tutte le altre. Tra queste, c'è sicuramente la motivazione predatoria, ovvero il desiderio di inseguire tutto ciò che si muove, tipico di molti cani da caccia e terrier. Un cane ama inseguire qualsiasi cosa, può talvolta essere difficile da gestire.
Ci sono poi la motivazione territoriale e competitiva, cioè il bisogno di difendere e controllare lo spazio in cui si vive e la spinta a contendere un oggetto con altri. Anche queste motivazioni possono complicare un po' la gestione di un cane, soprattutto nei confronti di estranei o altri animali.
Allo stesso modo, anche la spinta a esplorare e controllare il territorio o muoversi molto, ovvero la motivazione perlustrativa e quella cinestesica, possono condizionare molto la gestione di un cane, soprattutto quando non può esprimerle appieno. Infine, c'è poi la motivazione possessiva, che può spingere un cane a fare di tutto per mantenere per sé tutto ciò che reputa importante, come cibo, giochi, cuccia, ma in alcuni casi anche persone.
Quando queste motivazioni sono molto più intense di altre, il cane tende a insistere nel comportamento che lo gratifica, anche se la persona cerca di interromperlo. È proprio questa perseveranza che viene spesso interpretata come ostinazione.
Come relazionarsi con un cane "ostinato"

La prima cosa da ricordare è che un cane non è "testardo" per capriccio. Sta semplicemente seguendo le proprie motivazioni, a meno che non ci siano problemi comportamentali legati a traumi, esperienze negative o a una cattiva gestione.
Per questo, il modo migliore per educarlo è capire cosa lo motiva davvero e usare queste spinte come alleate: offrire attività che soddisfino le sue motivazioni; proporre esercizi e giochi che stimolino mente e corpo; costruire una relazione basata sulla collaborazione e sulla fiducia; evitare punizioni o metodi coercitivi, che possono creare frustrazione.
Più in generale, però, indipendentemente dalla razza, è sempre consigliabile intraprendere un percorso educativo personalizzato con un educatore o un istruttore cinofilo. Ogni cane è un individuo unico e un professionista può aiutare a trovare le strategie più adatte per vivere insieme in modo sereno, evitando problemi e interventi più "pesanti" e strutturati in futuro. Anche nella relazione con un cane – come con qualsiasi essere vivente senziente – prevenire è sempre meglio che curare.
Capire le motivazioni del proprio cane, infatti, non significa solo educarlo meglio: significa soprattutto comprendere davvero e imparare a leggere il suo modo di stare nel mondo. Ed è proprio da questa comprensione che nasce una relazione davvero sana, consapevole, bidirezionale ed equilibrata.