UN PROGETTO DI
3 Marzo 2026
16:31

La Protezione civile adesso si occuperà a livello nazionale anche degli animali nelle situazioni di calamità: il nuovo decreto

Il 24 febbraio scorso è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto 21 gennaio 2026, "Indicazioni operative concernenti le attività di protezione civile in materia di soccorso e assistenza agli animali". Questa normativa sancisce obbligatoriamente e per la prima volta a livello nazionale che gli operatori della Protezione civile devono occuparsi in caso di calamità "o eventi di origine antropica" anche degli animali presenti sul territorio.

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E' una svolta importantissima relativamente al riconoscimento dell'importanza della tutela e della protezione anche degli altri esseri viventi che abitano in Italia ed è passata in silenzio, quando si dovrebbe annunciare con gli squilli di tromba. Il 24 febbraio scorso è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto 21 gennaio 2026, "Indicazioni operative concernenti le attività di protezione civile in materia di soccorso e assistenza agli animali". Questa normativa sancisce obbligatoriamente e per la prima volta a livello nazionale che gli operatori della Protezione civile devono occuparsi in caso di calamità "o eventi di origine antropica" (ovvero causati dall'uomo) anche degli animali presenti sul territorio nelle attività di soccorso.

E' un passo importante da parte del Dipartimento della Protezione Civile che in questo modo riconosce da un punto di vista anche formale l'importanza del benessere animale nell'ambito della gestione delle emergenze. Prima di questo decreto, le operazioni dei volontari erano tutte finalizzate alla messa in sicurezza dei cittadini, delle infrastrutture e della tutela dell'ambiente. Ora è stata messa nero su bianco quali procedure vanno seguite quando la Protezione Civile interviene in luoghi in cui è necessaria la sua presenza anche per provvedere agli animali. Nel testo infatti si leggono le motivazioni che hanno portato a questa decisione, tra cui i riferimenti normativi che consentono di emanare le nuove procedure, come nel passaggio in cui viene esplicitato che tutto quello che ne consegue con il cambiamento di indicazioni delle azioni da mettere in atto deriva dall'aver considerato:

"…Che il soccorso e l'assistenza agli animali sono parte integrante dell'intervento del Servizio nazionale della protezione civile, come sancito all'art. 1 e all'art. 2, comma 6, del decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018; Ritenuto necessario procedere all'emanazione di specifiche indicazioni operative in merito alla pianificazione e la gestione delle attivita' di soccorso e assistenza agli animali, in seguito o in previsione degli eventi di cui all'art. 7 del decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018…".

Cosa farà la Protezione civile per gli animali con il nuovo decreto: soccorso e accoglienza

Dal punto di vista pratico, la Protezione Civile si occuperà di prestare soccorso "tecnico" e azioni di pronto intervento, ovvero di procedere a mettere in salvo gli animali nei luoghi di calamità ed emergenza in cui si troveranno ad operare i volontari che avranno competenze adeguate all'approccio da tenere con gli altri esseri viventi. Si parla infatti anche di assistenza veterinaria specifica e di procedure legate anche, ad esempio, allo sgombero di strutture in cui gli animali sono ospitati nel caso in cui si verifichino eventi che ne mettono a rischio la vita.

Importantissimo è il riferimento al prevedere accoglienza a famiglie che hanno animali al seguito e dunque la necessità di avere strutture che accolgano le persone insieme ai loro animali quando accade qualcosa che va ad incidere sulla vita del gruppo in quanto tale, senza differenza di specie. Basta pensare, del resto, ai tanti terremoti avvenuti in Italia in cui abbiamo visto persone che venivano obbligate a separarsi dai loro animali e che hanno scelto di non farlo, rifiutando l'ospitalità in alloggi messi a disposizione dalle Istituzioni.

"In particolare, le indicazioni forniscono gli indirizzi utili ad affrontare diversi scenari di intervento – precisano nel comunicato stampa dalla Protezione Civile – sia nelle fase di pianificazione che di gestione dell’emergenza, tra cui: la gestione degli animali recuperati in ambito di soccorso tecnico urgente; la tutela della salute e del benessere degli animali da allevamento in caso di danneggiamento delle strutture di stabulazione o di evacuazione preventiva; la continuità o il ripristino dell’assistenza veterinaria nelle aree interessate da calamità; la tutela della salute e del benessere degli animali da compagnia che si trovano al seguito della popolazione assistita nelle aree di accoglienza".

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