
Dopo giorni di tentativi e un susseguirsi di operazioni complesse, la megattera soprannominata "Timmy" si è arenata di nuovo in una baia sabbiosa lungo la costa tedesca del Mar Baltico. Dopo aver ripreso il largo aver riacceso le speranze per un lieto fine, il cetaceo è di nuovo in difficoltà. Le autorità della costa baltica nel nord della Germania hanno quindi deciso di fermarsi. Attorno alla megattera è stata istituita una zona di protezione per lasciarla "morire in pace".
L'animale, un giovane maschio lungo circa 12 metri, si trova in acque basse vicino all'isola di Poel, non lontano dalla città di Wismar. Respira in modo debole e irregolare, si muove appena e non ha più la forza per liberarsi. "Abbiamo fatto tutto il possibile", ha spiegato il ministro dell'ambiente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, aggiungendo che qualsiasi ulteriore intervento rischierebbe di trasformarsi in accanimento sull'animale, senza reali possibilità di salvarlo.
Le lunghe e difficili operazioni di soccorso
Negli ultimi giorni si era tentato di tutto: mezzi meccanici per scavare un canale nella sabbia, stimoli acustici per guidarla verso acque più profonde, interventi diretti per rimuovere parte delle reti da pesca rimaste incastrate intorno al cetaceo. Per un breve momento, la balena era riuscita a tornare al largo, ma poco dopo si è nuovamente arenata. Da allora, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate.
Timmy si aggirava da settimane nel Mar Baltico, un ambiente molto diverso da quello in cui normalmente nuotano le megattere, cioè le acque aperte e più salate dell'Atlantico del Nord. Proprio la bassa salinità – cioè la ridotta quantità di sale nell’acqua – può infatti causare problemi alla pelle di questi cetacei, già osservati in questo individuo. A questo si aggiunge la presenza di reti da pesca e la difficoltà di orientarsi in un mare relativamente chiuso e poco profondo.
Continuare significa prolungare le sue sofferenze

Le megattere (Megaptera novaeangliae) sono grandi cetacei abituati a percorrere migliaia di chilometri tra aree di alimentazione e riproduzione. Quando finiscono in tratti di mare inadatti come il Baltico, possono disorientarsi, e se finiscono in acque troppo basse per sostenere il proprio peso (una megattera adulta può pesare anche 40 tonnellate) il rischio è altissimo: il corpo, non più sostenuto dall'acqua, comprime gli organi interni e rende difficile la respirazione.
La decisione di interrompere le operazioni di soccorso non è stata presa alla leggera. Gli esperti hanno spiegato che, per salvare Timmy, sarebbe stato necessario forzarla a muoversi con interventi troppo invasivi e stressanti, ma senza alcuna garanzia di successo. In condizioni così compromesse, continuare avrebbe significato prolungare la sofferenza. Se l'animale morirà, il corpo verrà recuperato e studiato per capire con precisione le cause del decesso.
Analisi di questo tipo aiutano a per migliorare le strategie di intervento e comprendere meglio cosa accade quando questi giganti del mare finiscono fuori rotta o spiaggiati.
Salvare i cetacei in difficoltà è quasi impossibile: il caso della balenottera di Napoli
La storia di Timmy, per molti versi, ricorda molto quella della balenottera comune trovata in difficoltà nel porto di Napoli lo scorso febbraio. I ricercatori della Stazione Zoologica di Napoli avevano spiegato a Fanpage.it che è molto difficile intervenire e aiutare animali così grossi. La balenottera, con molte difficoltà, era riuscita a uscire dal porto, ma qualche giorno dopo è stata trovata morta non troppo lontano.
Anche un cetaceo giovane o di dimensioni ridotte, molto spesso è troppo grande per qualsiasi tipo di azione diretta in acqua. Anche in quel caso, un ambiente inadatto, lo stress e le condizioni fisiche ormai già compromesse avevano reso impossibile un esito diverso. Con tutta probabilità, anche Timmy non riuscirà a farcela. E a volte, non bastano l'impegno e gli enormi sforzi messi in campo da istituzioni e volontari per soccorrere un animale in difficoltà.