
Che senso ha andare in pubblico, raccontare con tanto di battute una storia che altro non è che un abbandono e una mancata educazione di cani e figli, e riderne di gusto? La diretta interessata, l'attrice americana Jennifer Lawrence, non deve essersi posta questo dubbio, lì dove del resto è nota per le sue uscite in pubblico particolarmente auto ironiche ma che questa volta hanno fatto però ridere ben poco. La protagonista di quello che vi stiamo per raccontare, se non fosse famosa, probabilmente non avrebbe ricevuto la stessa attenzione per le sue dichiarazioni ma proprio perché è un personaggio pubblico ciò che ha candidamente ammesso ha lasciato perplessi, e anche arrabbiati, i suoi fan principalmente e poi migliaia e migliaia di persone sui social.
L'attrice che è diventata nota al pubblico internazionale per la sua interpretazione del ruolo di Katniss Everdeen, l'eroina di "Hunger Games", ha raccontato durante un incontro con il pubblico in occasione dell'uscita del nuovo film in cui recita ("Die my love") di aver ceduto il suo Chihuahua ai genitori dopo che il cane ha morso il figlio Cy, di tre anni. Questa dichiarazione, però, non è stata fatta con la necessaria e relativa presa di coscienza di un sistema familiare multi specie evidentemente fallimentare se un cane arriva a mordere un componente del suo gruppo, ma con un tono dispregiativo non solo nei confronti del suo animale ma della specie tutta: ""È quasi come se non riconoscessi i cani in questo momento. Li vedo solo come una minaccia. Uno di loro ha morso mio figlio e mi ha fatto venire voglia di annientare tutti gli altri cani. Ho pensato: ‘Ti faccio fuori, tu e la tua fo***** famiglia e i tuoi fo**** amici. Andrò in Cina e mi prenderò cura dei tuoi amici laggiù. Chiunque ti somigli è morto".
Il Chihuahua chiamato "Principessa Pippe Calzelunghe" era stato adottato da un rifugio nel 2017. Praticamente l'attrice ha sì ceduto il cane ai genitori, ma in buona sostanza ha dato via un compagno di vita con cui ha condiviso almeno 5 anni di esistenza, a fronte di un accadimento la cui dinamica necessariamente va attribuita alla mancanza di monitoraggio da parte degli adulti della famiglia, inclusa chiaramente lei. Oltretutto l'attrice americana si era costruita anche parte della sua fama intorno a questa scelta di aver preferito un cane di canile ad un eventuale acquisto, quando aveva deciso di prendere con sé il Chihuahua e in Usa era definita dai media una "dog lover". Ora però ha evidentemente proprio cambiato idea, per quanto ha dichiarato, aggiungendo anche che ha preso un gatto, chiamato Fred, in "sostituzione" del cane e ha pure dato un parere sulla specie in generale: “Penso che siano molto fraintesi. Sono degli str**** e chi non ama questa cosa dei gatti non capisce che è proprio questo il bello che hanno”.
Dunque, messe in fila tutte le considerazioni da "fine etologa" di Jennifer Lawrence, le eccezioni da fare sono in fondo poche ma devono essere molto, molto chiare. La prima è quella che abbiamo in parte già fatto trasparire tra le righe della descrizione di quanto ha detto l'attrice americana: episodi di aggressioni domestiche a carico soprattutto di bambini dipendono essenzialmente da interazioni scorrette da parte di questi ultimi nei confronti dei cani. Ciò che è avvenuto nella casa di Lawrence purtroppo accade sistematicamente dentro le mura di molti appartamenti in ogni parte del mondo, perché ci sono adulti che non hanno capito nulla del loro cane e nulla hanno insegnato ai loro figli. L'introduzione di un bimbo a un animale va fatto con consapevolezza e per gradi, soprattutto lì dove la relazione esistente tra persone di riferimento e animale è già viziata da una mancanza di rispetto reciproco degli spazi e della necessità di avere veri e propri luoghi di riposo in cui il cane si sente rispettato e non invaso. Non si conosce, chiaramente, quali erano le condizioni in cui viveva il Chihuahua di Jennifer Lawrence, ma per come ne parlava lei stessa in altre occasioni sembrava che per lei fosse una sorta di bambino più che il cane di famiglia.
Altro aspetto preoccupante è pure l'idea che si è fatta dei gatti, definendoli banalmente "str…." e confermando che la bellezza di quest'altra specie, che evidentemente pure non conosce, è proprio quella. Anche sul felino domestico Lawrence rischia di cadere nello stesso errore di valutazione, sembra più che altro evidentemente dettato da ignoranza e poca considerazione delle altre specie come individui dotati di personalità uniche a prescindere dall'appartenenza a una razza o meno, pure con il povero Fred che potrebbe in fondo reagire a qualche incauta e non voluta provocazione dei bambini di casa (l'attrice ha anche un altro figlio piccolo) con un bel graffio.
Cosa farà la star americana in quel caso? Ci si aspetta che pure il gatto trovi un'altra casa, magari, e che a quel punto passi ai conigli o altri animali domestici pur di poter raccontare, ancora, un altro "aneddoto" evidentemente divertente per lei ma decisamente molto poco utile a far sì che la società umana comprenda quanto poco siamo attenti alle necessità degli altri esseri viventi che pretendiamo si trasformino in quei "peluche" che ci ostiniamo a voler accanto.