
Nel Capodanno che verrà, quando il 2026 dirà addio e subentrerà il 2027, sui canali di Amsterdam o nei campi di girasole e di tulipani tipici dei Paesi Bassi il bagliore dei fuochi d'artificio e, soprattutto, il rumore assordante e terrorizzante per gli animali dei botti non si vedranno e non si ascolteranno più. L'Olanda ha deciso: con l'arrivo del prossimo anno sarà divieto assoluto in tutto il Paese di utilizzare fuochi d'artificio per uso privato.
Attraverso un percorso legislativo che ha visto la prima approvazione da parte del Parlamento con un'approvazione già passata in Senato nel 2025, il Paese così dirà addio all'attuale legislazione in merito, il "Vuurwerkbesluit", ovvero il Decreto del 2002 che stabiliva le regole cui doveva attenersi chiunque (privati e professionisti) utilizzasse i fuochi d'artificio. Questa normativa sulla tutela della salute umana, ovvero conteneva indicazioni volte a ridurre incidenti e lesioni. Ma ora si va appunto verso il divieto assoluto per i cittadini, a fronte di mettere fine anche a ingenti spese pubbliche relative sempre a casi di incidenti che coinvolgono puntualmente molte persone ma con un'ottica One Health, ovvero finalizzata alla tutela di tutti, inclusi gli altri animali e anche la flora, considerando che gli effetti dei botti e dei fuochi artificiali si ripercuotono anche sull'ambiente.
Sono anni che in questa parte d'Europa si discute sul tema ma, a differenza dell'Italia, si prendono anche concreti provvedimenti rispetto a un dato di fatto: non solo l'inutilità ma anche appunto i danni che provoca un modo di festeggiare che comporta danni all'ambiente, agli altri animali e anche agli esseri umani. L'Olanda, dunque, è arrivata a stabilire che nel prossimo Capodanno non ci saranno fuochi e botti ma il fatto che si è posticipata questa decisione ancora ad un altro anno in realtà ha creato polemiche da parte dei cittadini che da tempo hanno sostenuto le iniziative politiche volte al divieto assoluto. E non si deve pensare che in questa parte di Nord Europa siano tutti d'accordo rispetto al divieto: anche nei Paesi Bassi infatti sparare i fuochi a Capodanno e in altre occasioni di festa è considerata una tradizione e c'è chi non è d'accordo al divieto.
Insomma, quello che per chi da questa parte d'Europa può sembrare un grande risultato per chi ha a cuore il benessere degli animali nel paese dei tulipani è un traguardo raggiunto fin troppo in ritardo, lì dove si devono superare come sempre gli interessi di determinate categorie che avranno risvolti negativi, ovvero i venditori di questo tipo di materiale. Per loro sono stati prefigurati dei rimborsi attraverso delle compensazioni economiche e il periodo di latenza tra l'effettiva messa in opera della nuova legge serve proprio per questa transizione.
Non esistono dati né nazionali né europei ufficiali sul numero di animali che ogni anno perdono la vita a Capodanno a causa dei botti. Secondo un articolo pubblicato sul sito di Eurogroupforanimals.org, ovvero l'organizzazione europea che raggruppa associazioni e gruppi che tutelano il benessere degli animali, si stima che "quasi l'80% di cani e gatti prova paura durante gli spettacoli pirotecnici, spesso nascondendosi, tremando o cercando di scappare. Per oltre un terzo degli animali domestici, lo stress persiste anche dopo la fine del rumore. I veterinari segnalano persino casi di animali che si sono ammalati o sono morti a causa del panico. Anche la fauna selvatica soffre. Sono stati visti uccelli prendere il volo in massa di notte, con conseguenti sfinimenti, collisioni o morte. Ricci, cervi e altre specie vengono spaventati e costretti a uscire dai loro rifugi, il che li espone a rischi sulle strade o in zone sconosciute".