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Il video virale del cane sul tappeto rosso del Congresso in Cile: una lezione di convivenza con i “cani comunitari”

Un cane si rilassa sul tappeto rosso durante la "Cuenta Pubblica" in Cile. E' un video del 2023 che ritorna a girare e quell'animale rappresenta la comunità dei cani liberi che vivono nei giardini del palazzo del Congreso Nacional curati ed accuditi dal personale e amati dai cittadini come molti altri nel Paese che favorisce la convivenza tra la nostra specie e il "miglior amico dell'uomo" senza persone di riferimento fisse.

13 Marzo 2026
12:29
Immagine
Il cane sul tappeto rosso durante "cuenta pubblica" al palazzo del Congreso Nacional in Cile

La cerimonia della Cuenta Pubblica è un evento importantissimo in Cile. Si tratta del momento in cui il Presidente in carica si rivolge al Congresso Plenario per rendere conto della situazione amministrativa e politica del Paese. Da alcuni giorni sta girando un video del 2023 in cui si vede che tra ministri, senatori e deputati sul tappeto rosso c'è un cane che partecipa a suo modo all'evento, mostrandosi del tutto rilassato e poco propenso a lasciare la scena alle persone che sono sul posto.

Il video è dunque in giro da molto tempo, ma continua a essere ripubblicato e riproposto su account social da tutto il mondo. Ciò che manca puntualmente però è la vera storia di quel cane e anche di molti altri come lui. Una realtà che ci mostra la meraviglia della convivenza con degli animali liberi e come sia possibile integrarli nella nostra comunità umana senza necessariamente trasformarli nella proprietà di qualcuno o accalappiarli e incarcerarli nei canili.

Il cane che si vede nelle immagini, infatti, fa parte dei cosiddetti perros comunitarios del Congresso, ovvero cani che che vivono stabilmente nell’area del Parlamento e che vengono accuditi da anni dal personale.

In Cile è molto diffusa la cultura della coesistenza con i cani liberi che sono appunto definiti "comunitari", proprio perché non hanno un singolo umano di riferimento ma c'è la comunità locale dei cittadini che bada al loro benessere. Come si vede dal video, infatti, il cane ha un collare e una medaglietta che simboleggiano proprio la sua appartenenza al territorio e, nello specifico, al fatto che abita nell'area del palazzo del Congreso Nacional de Chile che si trova a Valparaíso.

Ebbene sì: nella sede ufficiale del Parlamento cileno, che ospita i membri sia della Camera dei Deputati che del Senato durante gli incontri plenari, i cani liberi stanziano nei giardini e nei cortili degli uffici, sono curati dal personale e mai sono allontanati nemmeno durante gli eventi importanti come la "cuenta" perché fanno appunto parte del contesto.

Si tratta di cani che hanno dunque una costante familiarità con le persone, abituati al rapporto con i lavoratori del palazzo e molto socievoli, frutto della coesistenza basata sul rispetto delle loro necessità, vocazioni e soprattutto della loro libertà di scelta. Questi cani comunitari, in fondo, non sono diversi dai nostri "cani di quartiere" che si vedono purtroppo in pochi nelle regioni del Sud Italia oggi ma che negli anni precedenti al 1991 erano all'ordine del giorno in qualsiasi realtà del nostro Paese.

Quando c'è infatti una collaborazione tra umani e cani si crea la possibilità di lasciar vivere il territorio anche al "miglior amico dell'uomo" visto finalmente non solo come un animale strettamente familiare che ha ragione di essere solo se vive nelle nostre case, ma come un essere vivente che come tutti gli animali al mondo è nato in natura. Sorprende sempre, infatti, quando si parla di cani venire a conoscenza che l'80% dei cani al mondo del resto è senza una persona fissa di riferimento e che solo il restante 20% è il "pet" che tutti conosciamo.

L’aspetto più interessante di questa storia non è quindi la scena, pur divertente in sé, come i video sui social ci inducono a pensare aggiungendo colonne sonore allegre e titoli ad effetto. La visione di queste immagini deve assolutamente far comparire un sorriso, per carità, ma in funzione della verità dei fatti che sono quelli che stiamo descrivendo e traendo una lezione importantissima da questa "abitudine" dei cileni per una convivenza quanto più serena possibile tra cani liberi e persone anche in Italia.

Perché c'è un aspetto sociale importante nel curare la relazione con i cani che non hanno persone di riferimento fisse: la loro presenza in luoghi pubblici, scuole, uffici o università è indicativa della capacità umana di saper accudire senza possedere e soprattutto per le nuove generazioni induce a maggiore sensibilità e attenzione all'altro che si trasforma anche in cura e gentilezza trasposte poi nelle relazioni umane.

Sia chiaro, questi cani – come tanti altri in ogni parte del mondo potrebbero essere – sono seguiti da tutti i punti di vista: castrati o sterilizzati per evitare sovrappopolazione canina che diventerebbe ingestibile, identificati con microchip e seguiti dalle persone del posto.

Il cane che attraversa la alfombra roja del Congresso cileno dunque è un simbolo di tutto ciò, non solo "l'animale carino" che piace sui social.. Non è un  "povero randagio" capitato lì per caso o il cane di proprietà sfuggito al contenimento dei suoi proprietari ma un cane che fa il cane in mezzo a persone che lo rispettano.

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