UN PROGETTO DI
30 Gennaio 2026
10:47

Il tono della voce influenza la stabilità emotiva dei cani: allegro o arrabbiato cambia lo stato d’animo di Fido

A seconda del tono di voce che usiamo un cane reagisce emotivamente a quello che percepisce. Uno studio di alcuni ricercatori dell'Università di medicina veterinaria di Vienna ha testato alcuni soggetti che hanno cambiato la loro postura a seconda di come percepivano un tono di voce arrabiato, felice o neutro.

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Tra cane e umano c'è una relazione emotiva così forte che viene chiamata "osmosi emozionale". Si tratta di un vero e proprio contagio emotivo: ciò che provi si espande e viene assorbito dal tuo cane, animale che ha nel suo DNA una forte connotazione sociale e la capacità di provare empatia. Riguarda tutta la gamma delle emozioni e dei nostri sentimenti, tanto quando stiamo bene che quando proviamo sensazioni negative. Al di là della percezione c'è uno studio che oggi ci dice che anche nel modo in cui parliamo a Fido possiamo incidere su quello che prova, a seconda proprio del tono che usiamo proprio perché la comunicazione tra cane e umano passa attraverso corde emotive che sono dovute alla co evoluzione di due specie che si conoscono e "camminano insieme" nel mondo da 30, 40 mila anni.

Secondo i risultati della ricerca compiuta da alcuni esperti del Centro clinico per la salute e la ricerca sui piccoli animali dell'Università di medicina veterinaria di Vienna, indipendentemente da ciò che diciamo rivolgendoci al nostro cane, l'intensità che mettiamo nella nostra voce influenza le sue emozioni che possono essere lette attraverso la postura che assume il nostro compagno canino.

I ricercatori sono partiti dall'osservazione che in umana è noto che gli stimoli uditivi inducono "risposte di equilibrio biomeccanico" e hanno testato qual è  l'effetto delle voci sulla stabilità posturale dei cani che è una funzione motoria fondamentale che consente sia a noi che agli altri animali di mantenere la stabilità e prevenire le cadute.

In particolare sono stati testati 23 cani di varie razze, come 5 Labrador Retriever, 5 Border collie, 2 Golden Retriever, un Barboncino, un Pastore Belga Malinois, un Irish Tterrier, un Pointer e un Pinscher. Il peso dei cani variava dai 13 chili e mezzo fino ai 30 ed erano tutti soggetti tra l'anno e quattro mesi e i sei anni e tre mesi. Dei 23 cani, 13 erano maschi e 10 femmine e tra di loro sono stati scelti soggetti castrati/sterilizzati e interi. Questa informazione sulle "biografia" dei soggetti studiati è importante da mettere in luce perché al di là dei macro risultati che riportiamo a seguire, i ricercatori hanno correttamente sottolineato che "la considerazione di fattori quali le fasi della vita (età dei cani e le loro esperienze di vita precedenti) e il temperamento individuale potrebbero aver influenzato l'esito dei dati". Questa precisazione infatti è utile per ricordarci che ogni cane al di là delle motivazioni di razza e della genetica ha una sua personalità che è dovuta al grado di esperienze che ha maturato e alla sua sfera individuale emotiva, come del resto vale anche per noi esseri umani. Poi gli studiosi hanno considerato anche che la morfologia conta in questo tipo di test, soprattutto quella legata alla forma delle orecchie: "Sebbene non vi siano ricerche pubblicate sulle differenze specifiche di razza nell'elaborazione sensoriale delle voci umane o dati su come la forma dell'orecchio influenzi la capacità uditiva, questi fattori non possono essere esclusi come potenziali limitazioni dello studio".

Sottoposti a stimoli uditivi di voci umane neutre, arrabbiate o felici, i cani hanno risposto in maniera diversa e le voci che hanno ascoltato erano in una lingua sconosciuta agli animali, una femminile e una maschile. Gli animali sono stati posti su un tappetino sensibile alle oscillazioni del corpo che ha permesso di percepire le variazioni in base alla pressione applicata. Il dato di riferimento è stata la variazione nella "superficie di supporto", ovvero del punto esatto in cui può avvenire un movimento dovuto appunto ad una reazione emotiva causata dal suono che viene percepito.

Quando i cani hanno ascoltato un tono di voce arrabbiato, l'instabilità posturale è aumentata, ovvero i cani si sono mossi maggiormente per trovare una posizione d'equilibrio a causa della percezione di un'emozione negativa dovuta alla comprensione dello stato d'animo negativo della persona. Nel caso di una voce invece felice la reazione è variata a seconda dei soggetti. Dallo studio infatti emerge che la maggioranza dei cani (57%) si è mossa all'ascolto mentre il resto dei soggetti si è "freezato", ovvero bloccato in una postura che è stata interpretata dagli studiosi come di attesa rispetto a qualcosa di positivo che sta per accadere.

La scienza, a volte, per chi vive con un cane e lo conosce profondamente sembra solo confermare ciò che già sappiamo. Ma è molto importante che sia certificato con metodi non empirici che il rapporto che ci lega al nostro "miglior amico" è profondo a tal punto da influire sullo stato emotivo dei nostri compagni a quattro zampe.

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