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8 Gennaio 2026
10:55

Il salvataggio di un cane e di un cervo bloccati sul lago ghiacciato: la storia a lieto fine

Un Siberian Husky e un giovane esemplare di cervo sono stati soccorsi dopo essere rimasti bloccati su un lago ghiacciato in Maryland, negli Stati Uniti. Qual è la corretta interpretazione del comportamento dei due animali? Le immagini ci dicono molto di più di quello che immaginiamo.

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Il Siberian Husky e il cervo bloccati sul lago ghiacciato in Maryland

Un cane e un cervo bloccati su un lago ghiacciato, con il primo che sembra "proteggere" il secondo, inerme e disteso sul manto freddo. E' la scena che si sono trovati di fronte dei soccorritori in Maryland, al Blair's Valley Lake, dove le temperature in questa stagione sono particolarmente rigide e anche gli animali possono ritrovarsi in situazioni difficili da cui non sanno come uscirne.

Insieme nella difficoltà: gli scatti del cane e del cervo bloccati sul lago ghiacciato

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Una delle foto diffuse dai soccorritori del cane e del cervo bloccati sul lago ghiacciato

Cosa sia accaduto prima che le foto che vedete in questo articolo fossero scattate non è dato saperlo: la divisione dei servizi di emergenza dello Stato ha diffuso gli scatti sul profilo Facebook ufficiale descrivendo solo le modalità del soccorso prestato e sottolineando che il cane, un Siberian Husky, è stato riportato dalla sua persona di riferimento e il cervo assistito fino a quando si è ripreso e ha ritrovato la sua libertà.

"Le nostre squadre sono intervenute per un salvataggio sul ghiaccio al Blair's Valley Lake (14038 Blair's Valley Rd.) che ha coinvolto un cane e un cervo che si erano avventurati sul ghiaccio sottile. Le unità di intervento includevano la Compagnia dei Vigili del Fuoco di Clear Spring, il Servizio di Emergenza Sanitaria di Clear Spring, la Barca 2 della Compagnia dei Vigili del Fuoco di Williamsport e la Barca del DES della Caserma dei Vigili del Fuoco di Hancock, con il DES che forniva supporto per il soccorso. Gli equipaggi hanno lavorato insieme, utilizzando una zattera di salvataggio con personale addestrato al soccorso su ghiaccio per raggiungere entrambi gli animali in sicurezza.Sia il cane che il cervo sono stati portati sani e salvi a riva. Il cane è stato ricongiunto al suo proprietario e gli equipaggi sono rimasti con il cervo mentre si riprendeva. Il cervo è poi tornato nel bosco con le proprie forze".

Dopo la descrizione dell'intervento, il dipartimento ha diffuso anche un "promemoria sulla sicurezza" rivolto chiaramente a chi, come la persona di riferimento del cane, ne ha permesso l'allontanamento che lo ha portato a bloccarsi sul lago ghiacciato. Tra le raccomandazioni, utili in qualsiasi parte del mondo dove vi siano condizioni meteo che mettono a rischio l'incolumità, quella di non avventurarsi mai da soli nei tentativi di salvataggio.

Il comportamento dei due animali: come è interpretabile da un punto di vista etologico

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Un soccorritore attende che il cervo si riprenda dallo choc

E' interessante, guardando questi scatti, interrogarsi sul comportamento di entrambi gli animali, cercando di non avere una prospettiva antropocentrica, ovvero non pensando cosa avremmo fatto noi al posto dell'uno e dell'altro, soprattutto perché è facile cadere nella visione più "umana" ed emotiva di interpretazione di questi meravigliosi scatti, ovvero che il cane sia rimasto accanto al cervo "per proteggerlo".

Leggendo i commenti al post, infatti, è una delle osservazioni più frequenti insieme a quella in cui i commentatori se la prendono con chi ha lasciato il cane libero dal guinzaglio. Dal punto di vista etologico, l'interpretazione più semplice è invece che l'Husky abbia visto il cervo e che la sua motivazione predatoria l'abbia spinto ad inseguirlo. I due animali, poi, si sono ritrovati entrambi in una condizione di difficoltà e l'immobilismo dell'ungulato, messo in atto tanto come strategia difensiva quanto anche probabilmente dovuto allo choc per la situazione in cui si è trovato, abbia fermato la spinta predatoria del cane.

A differenza del "cugino" lupo, infatti, il canis lupus familiaris non completa la cosiddetta "sequenza predatoria". Del parente selvatico infatti il cane conserva alcuni comportamenti che però si sono evoluti in modo diverso. In particolare la cosiddetta "sequenza predatoria" prevede che le varie fasi (individuare-fissare-avvicinarsi- inseguire- mordere- afferrare-uccidere-sezionare) nel cane si concludano prima dell'uccisione e del sezionamento della preda, come invece avviene per il lupo. Ciò è dovuto alla convivenza millenaria con l'essere umano e alla selezione operata nel corso dei secoli che ha reso "Fido" il "miglior amico dell'uomo". Per comprendere meglio questo aspetto, basta pensare ai cani da caccia e al loro utilizzo: se uccidessero le prede, ma soprattutto se se le mangiassero, banalmente la loro funzione sarebbe del tutto inutile per homo sapiens.

Nello specifico il Siberian Husky ha una motivazione predatoria molto alta e anche complessa da gestire per chi ha deciso di vivere con un cane di questa razza a fianco. Se un soggetto di questa tipologia incontra un animale incrociato in un ambiente naturale, difficilmente si fermerà e anzi partirà all'inseguimento per catturarlo. 

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