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26 Gennaio 2026
10:44

Il lupo non è più una specie “rigorosamente protetta”: pubblicata la decisione in Gazzetta ufficiale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che lo prevede, anche in Italia come in tutta l'Unione europea il lupo ha meno tutela e protezione. Regioni e Provincie autonome sono adesso più libere di stabilire prelievi forzati e piani di abbattimento.

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I lupi italiani, ma in realtà in tutta Europa, non godono più della nostra totale protezione. E per nostra si intende quella dell'essere umano che ha deciso, da questa parte di mondo, di declassare il canis lupus lupus da specie "rigorosamente protetta" a solo "protetta". Può sembrare un cambiamento di non grande spessore, ma con la pubblicazione lo scorso 21 gennaio in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 6 novembre 2025 cambiano in maniera sostanziale le regole di convivenza con il "selvatico per eccellenza".

La decisione presa dal Ministero, in realtà, è consequenziale a quanto è stato stabilito in Europa e comporterà che nei vari paesi dell'Unione, ovviamente Italia compresa, si avrà molto più margine per stabilire i piani di gestione della specie che prevedono anche le cosiddette "quote di abbattimento" che prima avevano vincoli stringenti e che ora consentono di non dover ricorrere alle deroghe straordinarie che precedentemente andavano richieste. Il lupo, infatti, era incluso nell'Allegato IV della cosiddetta "Direttiva Habitat" che norma in materia di rapporti con le altre specie proprio in funzione della conservazione della biodiversità nel Vecchio Continente. Da quando è entrato in vigore il declassamento del lupo, in buona sostanza dal punto di vista prettamente giuridico la specie è passata dall'essere inclusa nell'Allegato IV, ovvero quello in cui si classificano le specie sottoposte a una protezione "rigorosa", all'Allegato V, in cui ci sono gli animali protetti ma per i quali le regole di gestione sono più elastiche.

Il declassamento del lupo è stato deciso a livello politico nonostante le formali richieste, attraverso anche l'invio di due lettere, da parte di esperti a livello internazionale di non procedere in questo senso. Al di là delle organizzazioni di protezione e tutela animale, infatti,centinaia di scienziati di tutto il mondo scrissero al Segretario generale della Convenzione di Berna per chiedere di non permetterlo perché "una simile scelta non è basata sulla scienza". Nelle missive si evidenziava in particolare che era invece un'altra la strada da intraprendere, mettendo in luce il ruolo ecologico della specie che si pone all'apice di un ecosistema in cui la sua presenza regola quella di altre e specialmente limita l'espansione degli ungulati.

Ma in Europa non si sono sentite altre ragioni se non quelle di agricoltori e allevatori colpiti da attacchi ai capi di bestiame e lo stesso è avvenuto in Italia, dove nel dicembre scorso con 122 voti a favore, 7 contrari e 63 astenuti la Camera ha approvato la legge di delegazione europea che, tra le altre disposizioni, conteneva appunto anche la riduzione della tutela del lupo.

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