UN PROGETTO DI
5 Febbraio 2026
11:28

Il Consiglio comunale di Genova sollecita il Governo sullo stop agli animali nei circhi. Ma perché i Comuni non possono vietarli?

Spesso ci si chiede perché i Comuni non intervengono per fermare i circhi che usano ancora gli animali negli spettacoli. La risposta è che non possono: solo la legge statale disciplina in materia. Legge che esiste ma la cui attuazione è stata già posticipata tre volte. Ecco perché la mozione del Consiglio comunale di Genova è un atto simbolico ma molto importante: un messaggio al Governo perché provveda a rendere la normativa efficace al più presto.

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Due tigri durante uno spettacolo in un circo (foto d’archivio)

Il Consiglio comunale di Genova ha approvato all'unanimità una mozione che ha un valore molto importante, sebbene solo simbolico, per il destino degli animali che ancora vengono sfruttati negli spettacoli itineranti e nei circhi. Si tratta di un sollecito rivolto al Governo per l'attuazione, rimandata già tre volte, della Legge n.106 del 2022 che vieta definitivamente questa pratica ma che è ancora in attesa del decreto attuativo.

L'ultimo rinvio è stato ad opera del ministro della Cultura Giuli, promotore di un Disegno di Legge apposito lo scorso giugno per lo spostamento temporale che ha di nuovo rimandato l'attuazione della 106 al 31 dicembre 2026. In quest'ultima occasione è stata rilevante anche la velocità del Governo nel prendere l'ennesima decisione di posticipare gli effetti della legge: l'Esecutivo ha infatti agito con grande anticipo, considerando che la data prevista di attuazione era quella del 17 agosto 2025.

La mozione genovese, che era stata presentata dalla Consigliera Francesca Ghio di Avs, secondo la Lav rappresenta "un segnale politico significativo e trasversale, che rafforza la richiesta rivolta al Governo affinché ponga fine ai continui rinvii e dia finalmente attuazione alla Legge delega sullo spettacolo, assumendosi la responsabilità di una scelta ormai non più procrastinabile”.

Ad oggi sono diversi i Comuni che si sono impegnati per vietare la presenza dei circhi nelle città. Ma possono farlo? E come? Perché questo è un punto nodale della questione e spesso, nonostante le istanze dei tanti cittadini contrari, la sensazione è che le istituzioni locali tacciano ma la realtà è un'altra ed è poco nota: ciò che le amministrazioni pubbliche possono fare, in realtà, è ben poco.

Il nostro ordinamento infatti prevede che sia la legge statale a disciplinare in materia e che i Comuni possano intervenire solo e soltanto in modo trasversale, ovvero se i gestori degli spettacoli itineranti violano altre normative come, ad esempio, la mancanza di specifiche autorizzazioni relative all'occupazione di suolo pubblico o l'assenza di obblighi legati alla sicurezza o ancora in caso di verificati problemi dal punto di vista della circolazione su strada e così via. Un'altra opzione che consente il divieto è se ci sono degli abusi amministrativi, come l'aver affisso senza concessione le locandine con cui si fanno pubblicità: proprio quest'ultima fattispecie è quella che ha permesso recentemente al Sindaco di Bacoli, comune del Napoletano, di bloccare l'attendamento di un circo.

Tirando le somme, dunque, per capire esattamente cosa significa il messaggio che arriva dal Comune di Genova al Governo c'è bisogno di questa chiave di lettura, altrimenti non si comprende come realmente stanno le cose.  E' come se il Consiglio comunale sostanzialmente abbia detto all'Esecutivo: "Noi non possiamo fare nulla per fermarli definitivamente, ma voi avete in mano la legge e dovete solo attuarla. E vi sollecitiamo a farlo".

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