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I video da milioni di views in cui i cani di canile scelgono le persone: quando dall’IA nascono buone idee

Milioni di visualizzazioni su TikTok per diversi video di IA che mostrano dei cani di canile scegliere loro la persona con cui vogliono passare il resto della vita. Si tratta di immagini che contengono un grande valore e un grande messaggio. E, in fondo, in condizioni ideali lasciar decidere al cane è decisamente la scelta giusta.

26 Febbraio 2026
12:09
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Milioni di visualizzazioni e centinaia di migliaia di commenti e condivisioni: è il grande successo che specialmente su TikTok stanno ottenendo dei video creati con l'Intelligenza Artificiale dove si vedono, in linea di massima, più o meno sempre le stesse scene. Ci sono delle persone sedute in silenzio, visibilmente emozionate, che aspettano. La "guest star" che entra in scena è un cane, ma non uno qualsiasi. Un individuo che vive in canile, alla ricerca – nel vero senso della parola – della sua persona di riferimento. Il cane cammina tra le persone, poi sceglie e tutti applaudono e si commuovono.

Ebbene sì: queste immagini colpiscono al cuore, complice anche una musica di sottofondo che tocca le corde delle emozioni e completa il quadro: perché l'idea dietro chi ha creato queste immagini è che sia  il cane a scegliere chi adottare.

Si tratta di un'inversione di paradigma che a livello virale ha ottenuto un successo strepitoso e che diffonde un messaggio molto profondo e in fondo anche giusto: l'adozione deve essere una scelta consapevole da parte di chi la fa e ciò include che non bisogna mai dimenticarsi che nessun cane è uguale a un altro. Perché bisognerebbe infatti andare al di là di quelle scelte che avvengono perché "ho avuto un colpo di fulmine" e capire se siamo poi, davvero, la persona giusta per quel singolo soggetto che ci "piace".

Ma è possibile che si metta in pratica nella realtà quello che l'Intelligenza virtuale ci ha permesso di "osservare"? Sì, ma con però le dovute conoscenze: soprattutto sull'etologia canina (ma anche umana, e vedremo perché) per far sì che sia l'animale che la persona si sentano a suo agio per favorire un percorso di adozione consapevole che auspicabilmente porti al "match perfetto".

Prima di tutto concentriamoci sul "set", ovvero il contesto in cui l'incontro dovrebbe avvenire perché il luogo è fondamentale proprio e anche per gestire quello che è il timone di un'adozione che se non guidato nella giusta direzione può portare a infrangersi sulla costa della delusione.

E quel timone è fatto di emozioni principalmente, che entrano in gioco sia da una parte che dall'altra. A bordo di questa nave su cui avviene l'incontro dunque è fondamentale che ci sia un nostromo, mentre persona e cane possiamo considerarli dei passeggeri che viaggiano verso la stessa meta e che devono sentirsi quanto più possibile sereni durante la navigazione.

A condurre dunque il momento dell'incontro è bene che ci sia un educatore cinofilo, insieme al volontario che conosce bene il cane, così che il vento delle emozioni tiri le vele verso una spiaggia serena in cui due individui possono iniziare a dialogare. Ma non con le parole. Ecco che subentra proprio quell'aspetto fondamentale che differisce le due specie: noi usiamo la comunicazione verbale, principalmente, i cani quella olfattiva – per noi imperscrutabile – ma anche e per fortuna quella posturale. E attraverso quest'ultima, leggendola e traducendola, possiamo così aiutare entrambi i componenti di quello che, si spera, sarà un binomio indissolubile a muoversi, e dunque a comunicare, nel migliore dei modi possibili.

Tutta questa poesia, unita in realtà già ad accenni che possono essere definiti tecnici, si traduce sostanzialmente nel cercare di far avvenire l'incontro in uno spazio quanto più neutro possibile, cosa difficile in canile ma che se già solo fosse in un'area sgambo (che non tutte le strutture hanno, purtroppo) o anche proprio in esterna sarebbe l'ideale.

Poi c'è da fare qualche raccomandazione all'umano di turno, più che altro perché tra di noi ci dovremmo capire quando parliamo l'un l'altro, sempre tenendo conto delle emozioni e dunque con pazienza e comprensione da parte di chi si occupa della mediazione. Invitare, ad esempio, la persona a non fare ciò che piace tanto in questi video: applaudire, ovvero a fare troppo "rumore" attraverso le parole. Noi umani del resto siamo fatti così e questa è davvero una richiesta difficilissima, perché di fronte soprattutto a un cane che vediamo come quello che effettivamente è, ovvero un individuo privato della libertà, tendiamo a commuoverci e a volergli dire che siamo lì per lui.

E ovviamente lo facciamo a parole, oltre a gesti che spesso sono "incomprensibili" per chi invece non desidera ad esempio subito essere toccato e ha i suoi tempi che dipendono proprio dal suo modo di recepire informazioni. Quindi lato umano, l'invito è semplicemente – più a parole che nei fatti, ci si rende conto – a mantenere la calma, rispettare i tempi del cane, dargli la possibilità di annusare l'ambiente e poi, proprio come si vede nei video IA, è altamente probabile che sarà lui o lei ad avvicinarsi. Oppure no: ma in ogni caso sarà solo poi una prima risposta, perché non è detto che tutti i cani abbiano piacere a stringere le distanze in tempi brevi.

Ed ecco allora che ci saranno altri incontri e la possibilità di confrontarsi con il "nostromo": un viaggio in nave del resto dura sicuramente più ore rispetto a quello che si può fare con un altro mezzo, ma è anche vero che nel "durante" si possono condividere molte più riflessioni e fare così la scelta giusta.

Il senso di tutto ciò è che dovremmo essere più "cane centrici" quando affrontiamo questo tema ma ciò significa, paradossalmente, non mettere il cane al centro come si vede in queste immagini, sottoposto comunque al passare in mezzo a un "corridoio della gloria" che metterebbe a disagio anche il più socievole, figuriamoci soggetti che mediamente vivono in una costante privazione sensoriale, in mezzo al frastuono sonoro degli abbai e dei latrati dei conspecifici. E, ricordiamolo, le cui relazioni con gli umani nei canili sono mediamente poche e limitate al massimo al vedere gli operatori entrare e uscire dai box per le operazioni di routine (pulizia gabbie, somministrazione cibo, varie ed eventuali legate a un aspetto prettamente burocratico e di gestione più che di relazione).

E' dunque possibile ipotizzare degli incontri mirati, studiati per mettere nella migliore condizione sia il cane che la persona e ci sono già realtà in cui questo avviene, grazie alla presenza di educatori e istruttori cinofili che lavorano nelle retrovie e che hanno impostato il "lavoro" già da molto tempo prima che quel determinato quattro zampe incontri poi quella determinata persona. Ci sono esperti che ogni giorno passano ore e ore nei canili e che quando arriva la richiesta d'adozione, fanno di tutto per creare appunto il contesto giusto in cui far avvenire non solo il primo incontro, ma anche quelli che necessariamente dovranno seguire prima che la famiglia si formi.

Allora la risposta a questi video di  Intelligenza artificiale è che è un bene che abbiano successo, perché mostrano in fondo qualcosa di molto vero e profondo: non siamo solo noi a scegliere, ma bisogna dare appunto la possibilità anche a "Fido" di farlo. Nel modo giusto. 

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