
Mentre una parte della ricerca scientifica a livello internazionale sta facendo di tutto per incentivare i colleghi a non utilizzare più gli animali nella sperimentazione, il Vaticano “scende in campo” rinnovando la sua opinione sulla questione e incentivando l’uso delle altre creature che abitano la Terra per il miglioramento delle condizioni di salute degli esseri umani.
Il 24 marzo 2026 sono state diffuse le nuove linee guida della Chiesa cattolica a cura della Pontificia Accademia per la Vita che indaga le prospettive dei trapianti di organo dagli animali all'uomo, alla luce delle implicazioni mediche e morali. Nel testo vengono definiti i criteri medici ed etici dal punto di vista cattolico per i trapianti di organi animali negli esseri umani.
Le nuove linee guida del Vaticano per gli xenotrapianti
In buona sostanza il Vaticano conferma la sua opinione positiva a riguardo della sperimentazione e dedica un passaggio in particolare al tema dei xenotrapianti, a breve distanza poi con la decisione ora definitiva in Italia contenuta nel decreto Milleproroghe in cui è stato stabilito che si potrà di nuovo sperimentare sugli animali per le procedure mediche che consistono nel trapianto di organi, tessuti o cellule da una specie animale a un essere umano, e nelle ricerche sulle sostanze d’abuso. Nel "decreto Milleproroghe" sono stati infatti abrogati alcuni divieti relativi alla sperimentazione animale, come richiesto dall'Europa da molti anni.
Le nuove linee guida rivolte ai fedeli dalla chiesa cattolica non sollevano obiezioni sull’uso degli animali come fonte di organi, tessuti o cellule da trapiantare negli esseri umani e il Vaticano chiede solo che siano applicati gli standard bioetici previsti per ogni intervento medico.
“La teologia cattolica non pone preclusioni, su base religiosa o rituale, all’uso di qualsiasi animale come fonte di organi, tessuti o cellule da trapiantare negli esseri umani”, scrivono i prelati e nel documento viene sottolineato che i quesiti etici legati allo xenotrapianto non possono però trovare risposta senza una riflessione sulla persona umana e sugli animali che forniscono il materiale per il trapianto.
L'apertura già nel 2001 e i casi di trapianti
Nel video a seguire si possono ascoltare le parole del presidente della Pav, monsignor Renzo Pegoraro, che presenta la versione aggiornata deli documento di 88 pagine totali:
Il Vaticano in realtà aveva già dato il via libera a questo tipo di sperimentazione finalizzata agli xenotrapianti nel 2001, quando la tecnica era ancora in una fase embrionale di sviluppo e i trapianti di organi animali sono ancora molto rari nel mondo e uno dei casi più recenti è emerso dopo che il personale medico che aveva operato l’impianto di un rene di maiale su un uomo è intervenuto per l’espianto dopo nove mesi dal primo intervento. Il caso avvenuto al Massachusetts General Hospital rappresenta per la scienza un successo in realtà, perché si tratta del rene di un animale trapiantato che è durato di più all’interno di un essere umano.
Altri casi sono stati ad oggi fallimentari, come raccontano le cronache, e ancora non vi è alcuna certezza rispetto alla prospettiva di vita, appunto, che questo genere di operazioni possono davvero garantire agli esseri umani a fronte di un gran numero di animali che sono stabulati o allevati per la ricerca scientifica.
Tornando al Vaticano, in ogni caso la Santa Sede è stata chiara: Il documento, redatto con la consulenza di medici provenienti da Italia, Stati Uniti e Paesi Bassi, ha esortato gli scienziati a perseguire i trapianti sugli animali in modo "mirato, proporzionato e sostenibile".