
Un sondaggio commissionato da Galaxus a YouGov ha stabilito che l'Italia, tra le nazioni comparate, è il paese in Europa con il più alto tasso di presenza di cani e gatti nelle famiglie e anche quella in cui accadono cose "particolari" che emergono dal report, come il preferire di fare un regalo al quattro zampe piuttosto che a un parente o ad un amico.
Gli animali nelle case europee, italiani al primo posto della classifica
Ebbene sì, nelle nazioni prese come riferimento (Austria, Svizzera, Francia, Italia e Germania) le persone si dividono in generale esattamente a metà, secondo i dati raccolti, tra chi vive con un animale domestico (50%) e chi no. Nella fetta delle persone che hanno al fianco un gatto o un cane, gli italiani si classificano sul primo gradino del podio: il 39% degli intervistati, con una poca significativa differenza in termini di preferenza del +1% per i cani (57%) rispetto ai gatti (56%).

L'istituto di ricerche di mercato YouGov ha intervistato 5.125 persone in Germania, Svizzera, Austria, Francia e Italia sui loro animali domestici e sulle loro abitudini nel vivere con un cane e con un gatto. In una classifica di preferenze specifiche tra la convivenza con un gatto o un cane, il nostro paese primeggia anche per essere quello in cui si preferisce la relazione con il "miglior amico dell'uomo", mentre è la Svizzera la patria degli amanti dei gatti.

Nei paesi europei confrontati nel report, c'è qualcosa che lega tutti: il posto dove dorme il gatto o il cane è simile in tutte le case del Vecchio Continente. Non vi sono infatti discrepanze rilevanti tra italiani, svizzeri, austriaci, francesi, tedeschi e svizzeri rispetto alla percentuale di animali che a seconda della risposta riposano nella cuccia, sul divano o nel letto con la persona di riferimento:

In Italia sia comprano più regali per i propri animali domestici che per i parenti
Come accennato, una fattispecie in cui gli italiani si distinguono dagli altri europei è quella che riguarda esprimere affetto verso il proprio animale domestico… riempendolo di regali. Ebbene sì, secondo quanto appurato nel sondaggio, "in Italia, un animale domestico su quattro riceve più regali di un cognato, di un genitore o di altri parenti stretti". Fanalino di coda in questo senso è la Svizzera, dove di fronte a questa domanda solo il 27% degli intervistati ha dichiarato, ad esempio, di comprare un regalo a Natale per il cane o il gatto contro il 45% degli italiani. Ma a condurre la classifica dei doni sotto all'albero per gli animali domestici in realtà è l'Austria con un bel 53%. L'Italia è prima in assoluto, però, andando a vedere tutte le informazioni raccolte sul tema dei regali, soprattutto a prescindere da festività generali e nel preferire di fare un dono al proprio animale domestico piuttosto che a parenti o ad amici.

Quanto si spende in Europa per la cura degli animali domestici
In termini di spesa mensile, noi siamo al secondo posto: più di noi spendono per i loro animali gli svizzeri, ma gli italiani si posizionano al primo posto nella fascia di prezzo tra i 25 e i 49 euro, dimostrando che il costo medio di mantenere un animale domestico è abbastanza elevato. Come spesso abbiamo sottolineato su Kodami, ciò accade sia per l'assenza di sostegni economici pubblici per chi vuole ad esempio adottare un animale ma anche per il costo dei farmaci veterinari che hanno un prezzo superiore rispetto al corrispondente per umani. E' sempre bene sottolineare questo aspetto, in un Paese in cui quando si sceglie di vivere con un animale che bisogna mettere in conto anche le spese relative alle cure e al sostentamento per fare una scelta responsabile o consapevole.

Spesa media in Europa per cani e gatti (fonte: sondaggio YouGov)
Il ruolo sempre più centrale di cani e gatti nelle nostre vite
Tutti questi dati emersi dal sondaggio servono per capire quanto cani e gatti, nei paesi analizzati ma soprattutto in Italia, hanno ormai evidentemente assunto un ruolo importante nella società civile umana. La politica però rimane al palo rispetto al rinvigorire e, anzi, riformulare proprio le norme sulla "proprietà responsabile" che significa mettere nero su bianco delle regole valide per tutti che riguardano in primis proprio il rivedere il concetto di benessere animale e le condizioni minime per una corretta convivenza in una realtà a misura d'uomo. Per benessere, ad esempio, è ora di edurre le persone che non si tratta solo di una cura legata ai bisogni fisiologici dell'animale ma anche dell'aspetto psicologico nell'appagare le sue necessità. Per quanto riguarda invece la convivenza, sicuramente è la relazione con il cane che è quella più sotto l'occhio del ciclone quando accadono avvenimenti legati a comportamenti aggressivi. E' ora, dunque, che il legislatore prenda in considerazione ipotesi serie di una legge che abbia però funzione in ottica di una logica preventiva e non solo punitiva, una normativa che punti principalmente all'educazione delle persone sulla necessità di conoscere l'etologia della specie e, appunto, che spinga a percorsi di adozione consapevoli.
"L'Italia è il paese che amo", diceva anni fa Silvio Berlusconi, annunciando la sua discesa in campo. E il fondatore di Forza Italia in fondo aveva identificato con molta precisione una delle grandi passioni dei suoi concittadini: l'amore per gli animali domestici, in particolare il cane. Il "Cavaliere" ha fatto dell'animalismo uno dei suoi "marchi di fabbrica" per pubblicizzarsi al meglio, sebbene poi poco abbia realizzato dal punto di vista pratico, e ancora oggi molti politici puntano alla pancia dei cittadini che hanno un quattro zampe al fianco. Farà gola ancora a molti, dunque, quanto questo sondaggio fa emergere per attrarre consensi. Importante solo che non si tramutino poi le promesse in nulla di fatto, come succede proprio dai tempi dell'Italia berlusconiana e che invece i voti ricevuti dai cosiddetti "animalisti" si traducano in decisioni pratiche e utili a tutta la cittadinanza, in fondo, non solo a che vive con un cane o con un gatto.