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17 Febbraio 2026
6:30

Giornata Nazionale del Gatto, quanto ci costa mantenere un micio oggi: quasi 150 euro in più nel 2025

Il 17 febbraio in Italia si celebra la Giornata Nazionale del Gatto, ma vivere con un felino domestico sta diventando sempre più costoso. Secondo un'indagine recente, nel 2025 mantenere un gatto in Italia è costato in media 767 euro l'anno.

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Vivere con un gatto in Italia costa in media 767 euro l’anno

Il 17 febbraio in Italia si celebra la Festa o la Giornata Nazionale del Gatto, un appuntamento ormai fisso dedicato a uno degli animali domestici più amati al mondo. La ricorrenza è tutta italiana: a livello globale, infatti, la Giornata Internazionale del Gatto cade l'8 agosto ed è promossa dall'International Fund for Animal Welfare per sensibilizzare sull'adozione e sul benessere dei felini domestici.

Ma mentre sui social i feed sono sempre più pieni di foto e video di mici, c'è un tema concreto e sempre più attuale che riguarda milioni di famiglie: mantenere un gatto costa sempre di più.

Secondo infatti un'indagine commissionata da Facile.it all'istituto di ricerca EMG Different, nel 2025 mantenere un gatto in Italia è costato in media 767 euro l'anno, con un aumento di 149 euro rispetto ai 12 mesi precedenti (per un cane anche di più). Un incremento che pesa, sia per le tasche degli italiani che per il benessere dei milioni di felini che vivono nel nostro paese e che sono considerati sempre più come membri della famiglia a tutti gli effetti.

Aumentano le spese veterinarie: quanto costa in Italia avere un gatto

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La spesa più alta rimane quella del cibo, mediamente circa 240 euro l’anno

Entrando più nel dettaglio, l'indagine fotografa le principali voci di spesa per chi vive con un micio. Al primo posto c'è il cibo, con una media di 240 euro l'anno. Segue il veterinario, che arriva a 107 euro annui in media salvo naturalmente imprevisti, che possono far salire i costi anche oltre 500 euro. Al terzo posto troviamo lettiere, sabbie e altre spese legate all'igiene (circa 82 euro).

Ma il dato più significativo riguarda gli aumenti. Nel corso del 2025, le spese cresciute di più sono state proprio quelle legate ai controlli veterinari, con un incremento medio di 44 euro all'anno per animale. Per fare un confronto, il cibo è aumentato di "soli" 27 euro. Quando si parla di "controlli veterinari" si intendono visite di routine, vaccinazioni, esami del sangue, ecografie e altri test diagnostici obbligatori.

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Ad aumentare di più rispetto nel 2025 sono state però le spese veterinarie con un incremento medio di 44 euro all’anno

L'aumento delle spese ha spinto molte persone che vivono con un cane o un gatto anche a cambiare abitudini: circa 2,4 milioni dichiarano di cercare costantemente sconti e promozioni, 1,9 milioni acquistano formati scorta per risparmiare. Il dato più preoccupante, però, è un altro: quasi 4 milioni di italiani hanno rimandato visite o esami diagnostici proprio per motivi economici. Una scelta comprensibile in tempi di difficoltà, ma molto rischiosa.

Ritardare una visita può significare intercettare una malattia quando è già in fase avanzata, con terapie ancora più invasive e costose. L'aumento delle spese veterinarie per gatti (ma anche cani) è del resto un tema ricorrente, spesso sottolineato anche dagli stessi veterinari. Come ha infatti spiegato recentemente a Fanpage.it Marco Melosi, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), "Oggi gli animali vengono considerati al pari dei beni di lusso, le loro spese vengono tassate con l'Iva al 22%, la stessa che c'è sui liquori".

Quali sono le terapie e farmaci più costosi per i gatti

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Oltre alle spese veterinarie di routine, col tempo si aggiungono i costi per le malattie croniche legate all’età che avanza, come insufficienza renale o diabete

Tra le spese fisse ci sono ovviamente i trattamenti di routine, come vaccini, antiparassitari, controlli annuali (un esame del sangue standard costa attorno ai 50-100 euro), ma a questi si sommano spesso le eventuali terapie impreviste e le cure che aumentano man mano che i mici invecchiano. Tra le più costose troviamo le cure per le malattie croniche, come insufficienza renale o diabete, che richiedono controlli ancora più frequenti e farmaci continuativi.

L'insufficienza renale cronica, infatti, è una delle patologie più diffuse nei gatti anziani. È una malattia progressiva che compromette la funzione dei reni e richiede esami periodici, diete specifiche e talvolta terapie endovenose. Anche il diabete felino comporta costi ricorrenti: insulina, siringhe, controlli glicemici. La crescita dei costi è inoltre legata anche all'innovazione tecnologica e all'aumento delle attenzioni da parte di chi vive con un animale, sempre più orientato verso un maggiore benessere e cure specialistiche e personalizzate.

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Adottare consapevolmente un gatto significa anche valutare gli oneri economici che lievitano anno dopo anno

In questo scenario si inserisce anche il tema delle assicurazioni sanitarie per gli animali, ancora poco diffuse in Italia, ma in crescita. In paesi come Regno Unito e Svezia sono infatti la norma, mentre nel nostro paese rappresentano ancora una scelta minoritaria (il 22% delle persone ha sottoscritto una polizza a tutela del proprio animale). La Giornata Nazionale del Gatto è quindi un'occasione per celebrare il legame profondo con i nostri amati felini, naturalmente, ma anche per ricordare che la convivenza comporta anche responsabilità economiche.

Convivere con un gatto non significa solo accoglierlo in casa, ma garantire cure adeguate per tutta la sua vita, che può superare i 15 o 20 anni. Ecco quindi che all'interno del concetto di adozione consapevole non rientrano più solo la compatibilità del nostro stile di vita con quello dell'animale o la conoscenza della sua etologia e delle sue necessità, ma anche gli oneri economici che lievitano anno dopo anno. E 767 euro possono incidere su molte famiglie e, inevitabilmente, anche sulla vita di tanti felini domestici.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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