
A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, l'emergenza legata alla frana che da giorni interessa parte del territorio continua a tenere la comunità con il fiato sospeso. Il movimento del terreno non si è arrestato e la situazione resta in costante evoluzione. Numerose famiglie sono state evacuate, molte strade chiuse o parzialmente interdette e le scuole, dopo una fase di stop, sono state riaperte con molte cautele. Tecnici e amministrazione locale stanno monitorando costantemente l'area, ma l'incertezza resta alta e nessuno può dire con sicurezza come evolverà la frana nei prossimi giorni.
In questo contesto tanto complesso, l'attenzione è comprensibilmente rivolta soprattutto alla sicurezza delle persone. C'è però un aspetto che rischia di passare in secondo piano, come spesso accade nelle emergenze: la situazione degli animali, in particolare di cani e gatti randagi o di quelli che già vivevano in condizioni di forte disagio. A raccontarlo a Kodami è Mariella Blanco, presidente dell'associazione "I randagi di Niscemi", da anni impegnata sul territorio nella tutela degli animali.
Qual è la situazione attuale a Niscemi?
La frana continua ad espandersi, oggi c'è stata la riapertura delle scuole, ma la situazione è in costante divenire e nessuno si può sentire al sicuro. Noi in rifugio non abbiamo subito danni per ora, ma la situazione non è semplice. Se il rifugio dovesse essere sgomberato, non avremmo una destinazione immediata dove trasferirli.
Quali sono le principali difficoltà legate agli animali?
A Niscemi ci sono tanti randagi e molti animali tenuti in condizioni drammatiche, senza microchip, a catena, sempre all'aperto. Il Comune sta lavorando in questi giorni insieme a una ditta per monitorare e gestire i randagi, ma la situazione in questo momento di emergenza è ancora più difficile per noi volontari e per chi si occupa di animali. Potrebbe peggiorare da un momento all'altro e loro sono purtroppo sempre gli ultimi.

Negli ultimi giorni siete riusciti a intervenire sui casi più urgenti?
Le situazioni più complicate sono state fortunatamente risolte, come i cavalli che abbiamo visto tutti e che sono stati spostati in terreni più sicuri e alcuni randagi che abbiamo recuperato nei giorni scorsi. Ora al rifugio abbiamo 45 animali, oltre quelli liberi che controlliamo su tutto il territorio.
E per gli animali delle persone evacuate?
I cani di alcune delle persone che sono state evacuate fortunatamente hanno trovato una sistemazione tra amici e parenti, ma ci preoccupa molto la situazione dei gatti. Il centro storico si sta riempiendo, probabilmente perché molte persone che avevano gatti semiliberi li hanno lasciati completamente soli e in strada.

Come state cercando di aiutarli?
Stiamo mettendo più postazioni di cibo e acqua, ma diventa sempre più difficile aiutare gli animali in questa situazione.
State chiedendo aiuti economici?
Non vogliamo sfruttare l'onda della disgrazia, né chiediamo soldi. Vorremmo solo che le persone non si dimenticassero anche degli animali. Gli aiuti e il supporto per le persone e gli sfollati sono arrivati e stanno arrivando, giustamente, ma per gli animali non abbiamo ricevuto neppure una scatoletta.

Qual è il vostro appello finale?
Voi che leggete e guardate la TV, non dimenticatevi degli animali. Già normalmente facciamo fatica ad aiutare gli animali di Niscemi, ma ora è diventato ancora più difficile. Se chiudono anche l'ultimo accesso, come faremo? Lo ripeto, non vogliamo soldi, ma solo un po' di cibo per aiutare gli ultimi.