
L’erba gatta (Nepeta cataria) è una pianta aromatica perenne diffusa in Europa e in molte aree temperate del mondo. Deve il suo nome comune al fatto che l’odore sprigionato dalle sue foglie esercita su molti gatti un’attrazione stimolante e euforizzante. Vediamo perché.
Cosa attira i gatti verso l'erba gatta?
Il segreto è racchiuso in una sostanza volatile chiamata nepetalattone, presente nelle foglie e nei fusti. Quando la pianta viene strofinata o spezzata, questa molecola si libera nell’aria e raggiunge l’apparato olfattivo del gatto. Oltre al nepetalattone, anche altri composti aromatici contribuiscono a rendere l’odore particolarmente interessante per i mici.
La percezione dell'erba gatta non avviene solo attraverso il naso, ma coinvolge anche gli organi vomeronasali, cioè strutture specializzate situate nel palato che permettono di analizzare segnali chimici complessi. Attratto da questi aromi, il gatto se trova foglie strofinate o il fusto spezzato, andrà a strusciarsi con la testa e con il corpo, a rotolarsi sopra la pianta o mordicchiarne le parti più tenere, come se volesse impregnarsi completamente dell’aroma.
Gli effetti dell'erba gatta sui mici
L’erba gatta ha sul micio un'azione stimolante che provoca una breve fase di eccitazione. Questo stato di euforia è legato principalmente al nepetalattone, che agisce su specifiche aree del sistema nervoso attraverso l’olfatto. La fase attiva dura in genere pochi minuti, al termine dei quali subentra un periodo di calma e rilassamento.
Non si tratta di un effetto permanente né di una dipendenza chimica: dopo l’esposizione, molti gatti diventano temporaneamente meno sensibili all’odore. Può avere benefici sull’equilibrio mentale e corporeo, soprattutto nei mici che vivono molto in casa.
L'erba gatta fa male al micio: quando non darla
In generale, l’erba gatta è considerata sicura e non sono segnalati effetti collaterali rilevanti nei gatti sani. Tuttavia, se il micio soffre di disturbi gastrointestinali come flatulenza, diarrea o stipsi, è prudente risolvere prima questi problemi. Una cautela particolare è necessaria anche in caso di gastrite cronica: poiché la pianta può indurre il vomito, nei soggetti con apparato digerente sensibile potrebbe aumentare l’acidità gastrica e peggiorare i sintomi.