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11 Febbraio 2026
10:00

È vero che gli elefanti non sanno saltare? Perché non ci riescono

Gli elefanti sono tra i pochissimi animali che non sanno saltare: colpa del peso, delle zampe e della loro anatomia, progettata più per sostenere che per spingere il corpo verso l'alto.

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Un elefante africano di savana (Loxodonta africana), l’animale terrestre più grande e pesante del pianeta

Gli elefanti sono famosi per molte cose: sono i più grandi animali terrestri viventi, hanno una memoria straordinaria, una vita sociale complessa e sono incredibilmente intelligenti. Ma sono noti anche per un'altra caratteristica piuttosto insolita: sono tra i pochissimi animali incapaci di saltare. Persino altri animali molto grossi ci riescono, come rinoceronti e ippopotami, protagonisti di un curioso studio che ha dimostrato come, trottando alla massima velocità, riescono a sollevare tutte e quattro le zampe da terra per brevi istanti.

Gli elefanti, invece, non riescono mai a staccare contemporaneamente tutti gli arti dal suolo e non perché siano pigri o goffi. È invece una conseguenza diretta della loro anatomia, delle dimensioni abnormi e del modo in cui il loro corpo è costruito per sostenere un peso del genere in modo efficiente e sicuro.

Perché gli elefanti non possono saltare

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Il corpo e le zampe di un elefante non sono progettate per il salto e infatti non ci riescono

Saltare significa spingere il corpo verso l'alto con forza sufficiente da vincere la gravità e restare sospesi in aria, anche solo per una frazione di secondo. Per farlo servono muscoli potenti, articolazioni flessibili e una struttura scheletrica capace di assorbire l'impatto dell'atterraggio. Gli elefanti, tuttavia, sono biologicamente progettati per tutt'altro. Le loro zampe sono lunghe, dritte e funzionano come colonne portanti.

A differenza però di molti altri mammiferi, le articolazioni di ginocchia, caviglie e piedi hanno una mobilità molto limitata. Questo riduce la possibilità di accumulare e rilasciare energia elastica, un meccanismo fondamentale per il salto. Inoltre, i muscoli delle zampe sono più adatti a sostenere il peso e a spingere il corpo in avanti, piuttosto che verso l'alto. Un altro fattore chiave è anche la distribuzione del peso.

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Anche quando corre, un elefante ha sempre almeno una delle zampe a contatto col terreno

Un elefante adulto può pesare diverse tonnellate e questo carico grava su ossa e articolazioni che, pur essendo molto robuste, sarebbero sottoposte a stress enormi durante un ipotetico salto. L'atterraggio, in particolare, potrebbe persino causare fratture o gravi danni ai tessuti. Diversi studi biomeccanici hanno anche analizzato e approfondito il movimento e la locomozione degli elefanti per capirne limiti e possibilità.

Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology ha per esempio dimostrato che, anche quando corrono, gli elefanti asiatici mantengono sempre almeno una zampa a contatto con il suolo e non entrano mai in una vera fase di "volo", come accade negli altri animali terrestri, inclusi gli ippopotami. Un altro studio, pubblicato su Interface, ha analizzato invece la struttura muscolo-scheletrica dei "piedi" e dei tendini, evidenziando come siano ottimizzati per ammortizzare il peso e non per generare salti.

In breve, quindi, gli elefanti non saltano perché il loro corpo è un compromesso evolutivo: perfetto per sostenere masse enormi e muoversi su lunghe distanze, ma completamente inadatto a movimenti esplosivi verso l'alto.

Quanto pesa in media un elefante: le dimensioni

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Tutte e tre le specie viventi di elefanti non possono saltare. In foto un gruppo di elefante asiatici (Elephas maximus)

Oggi esistono tre specie viventi di elefanti, leggermente diverse per dimensioni, habitat e peso. L'elefante africano di savana (Loxodonta africana) è il più grande di tutti, nonché l'animale terrestre vivente più grosso. I maschi adulti possono raggiungere i 3-4 metri di altezza alla spalla e pesare tra le 5 e le 6 tonnellate, con alcuni individui eccezionali che superano anche le 6,5 tonnellate. Le femmine sono più piccole e in media pesano tra le 3 e le 3,5 tonnellate.

L'elefante africano di foresta (L. cyclotis) è invece il più piccolo e più schivo e vive esclusivamente in alcune porzioni di foresta pluviale dell'Africa centrale. I maschi raggiungono in genere le 3-4 tonnellate, mentre le femmine pesano intorno alle 2-3 tonnellate. È anche la specie di elefante a maggior rischio: nella Lista Rossa IUCN sono infatti inseriti nella categoria "In pericolo critico", quella immediatamente precedente all'estinzione.

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Gli elefanti africani di foresta (Loxodonta cyclotis) sono la specie più piccola, ma anche quella che rischia maggiormente l’estinzione

C'è poi l'elefante asiatico (Elephas maximus), diffuso in Asia meridionale e sud-orientale, e più piccolo dei suoi parenti africani di savana. I maschi pesano in media tra le 4 e le 5 tonnellate, mentre le femmine raramente superano le 3 tonnellate. Anche la struttura del corpo è più compatta, ma resta comunque incompatibile con il salto.

In tutte e tre le specie, le dimensioni e il peso sono il principale limite fisico. Gli elefanti non sono fatti per saltare, e in natura non ne hanno nemmeno bisogno: la loro forza, la stazza e l'intelligenza sono più che sufficienti per sopravvivere senza mai dover staccare tutte e quattro le zampe da terra.

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