
In Florida, uno degli stati più caldi degli Stati Uniti, il freddo è tornato a farsi sentire. E con lui un fenomeno che ormai, ciclicamente, riempie le cronache locali e i social: le iguane che cadono dagli alberi. Non è un modo di dire né un’esagerazione giornalistica. Durante le ondate di freddo più intense, migliaia di iguane verdi vengono "stordite" dalle basse temperature e precipitano dai rami dove erano appollaiate.
Negli ultimi giorni un'ondata di aria gelida ha colpito buona parte degli Stati Uniti, causando gravi disagi e persino vittime umane in diversi stati, da New York al Texas. Il freddo è arrivato fino in Florida, dove in alcune zone le temperature sono scese intorno ai 4°C. Per noi può sembrare poco, ma per animali "a sangue freddo" come le iguane è una soglia critica.
Perché le iguane cadono dagli alberi quando fa freddo
Le iguane verdi (Iguana iguana) sono rettili, quindi animali a sangue freddo, o più correttamente "ectotermi". Questo significa che non producono calore corporeo come noi mammiferi o gli uccelli, ma dipendono dalla temperatura dell'ambiente per regolare le proprie funzioni vitali. Quando il clima diventa troppo freddo, il loro metabolismo rallenta drasticamente e il loro corpo "smette" di funzionare, in un certo senso.
Sotto una certa soglia di temperatura, che in genere si aggira intorno ai 4 °C ma può variare in base alla dimensione dell'animale, le iguane entrano in uno stato chiamato torpore. È una sorta di "stand-by biologico", simile al letargo: l'animale riduce l'attività, perde parte del controllo muscolare e può apparire rigido o immobile, quasi congelato. Gli individui più grandi resistono in genere un po' meglio al freddo, mentre quelli più piccoli vanno in torpore prima.
Molte iguane, soprattutto quelle che vivono nelle aree urbane, trascorrono solitamente la notte sugli alberi. Quando quindi il freddo le stordisce e i muscoli non riescono più a stringere i rami, semplicemente perdono la presa e cadono a terra. È per questo che, dopo una notte particolarmente fredda, può capitare di trovarle a erra sui marciapiedi, nei giardini o sulle strade, apparentemente morte o "congelate".
Non sono morte (e sono una specie aliena invasiva in Florida)

In realtà, gli animali solitamente non muoiono. Le iguane sono vive, ma temporaneamente immobilizzate a causa del freddo. Quando infatti le temperature risalgono, possono "svegliarsi" anche piuttosto rapidamente. Avvicinarsi o tentare di toccarne una può essere anche pericoloso, soprattutto se l'animale sta iniziando a riprendersi dal torpore. I maschi adulti possono superare il metro e mezzo di lunghezza e pesare anche 6-7 kg: hanno denti affilati, artigli forti e una coda lunga e muscolosa che usano come una frusta per difendersi.
Le iguane verdi non sono però originarie della Florida. Sono arrivate dall'America Centrale e del Sud e sono state introdotte nel corso dei decenni soprattutto attraverso il commercio di animali esotici. Sono quindi considerate una specie aliena invasiva: si riproducono rapidamente, competono con la fauna locale e causano danni a vegetazione, argini, giardini e coltivazioni scavando tane nel terreno.
Proprio per questo, ogni ondata di freddo rappresenta per le autorità locali un'occasione per ridurne il numero. La Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (FWC) ha recentemente autorizzato la cattura e la rimozione delle iguane stordite dal freddo anche senza permesso specifico. Gli animali catturati possono essere consegnati ad alcuni uffici della per essere soppressi in modo considerato "umano" oppure inseriti nei circuiti per il commercio legale di animali vivi da "compagnia".
Un fenomeno che si ripete
Quella delle iguane che "piovono" dagli alberi non è una novità né un evento eccezionale. Succede ogni volta che il freddo intenso arriva fino in Florida. È il risultato diretto dell'incontro tra un clima insolito per la regione e una specie che, semplicemente, non è adattata a temperature così basse e che di solito vive in luoghi dove quasi mai fa così freddo. Era già successo negli inverni scorsi e il fenomeno ritorna ciclicamente a ogni nuova ondata di freddo, di solito tra dicembre e gennaio.
Le iguane, del resto, non sono gli unici animali in difficoltà a causa del freddo insolito che ha colpito la regione. Le autorità locali stanno recuperando anche decine di tartarughe marine trovate spiaggiate o in difficoltà, mentre centinaia di lamantini si stanno radunando in zone ricce di sorgenti naturali, dove le temperature dell'acqua sono mediamente molto più calde di quelle circostanti.
Per quanto possa sembrare quindi curioso o quasi irreale, si tratta "semplicemente" dell'effetto delle temperature su un animale "a sangue freddo" che non dovrebbe essere lì e che a causa degli esseri umani si ritrova invece a dover fronteggiare un clima e una situazione inattesa a cui non è preparato. L'ondata di freddo passerà, la maggior parte delle iguane si riprenderà rapidamente dal torpore e tornerà alla vita di tutti giorni, fino alla prossima ondata di gelo.