
I gatti sono animali incredibilmente resistenti e adattabili, ma naturalmente non sono invincibili. Possono tollerare temperature vicine allo zero per brevi periodi e in condizioni particolari, ma già sotto i 7 °C il rischio di ipotermia – cioè l'abbassamento pericoloso della temperatura corporea – aumenta sensibilmente. Proprio per questo, i gatti randagi che vivono in strada durante l'inverno devono necessariamente trovare ripari sicuri e luoghi più caldi dove dormire la notte.
In città come in campagna, i felini randagi cercano quindi posti chiusi, protetti dal vento e dall'umidità, e spesso scelgono spazi e luoghi molto vicini a noi che trattengono meglio il calore. Dormire in un posto più riparato e caldo in inverno è una questione di vera e propria sopravvivenza.
I rifugi dei gatti per il riposo durante l'inverno

Durante i mesi più freddi, i gatti randagi sfruttano qualunque ambiente possa offrire loro riparo e isolamento termico. I luoghi più comuni sono spesso cantine, garage aperti, capannoni, sottoscala, vecchi edifici abbandonati e cortili interni. Anche siepi fitte, cumuli di legna, cassonetti o intercapedini tra i muri possono diventare rifugi e tane temporanei. Un comportamento noto, ma molto rischioso e spesso sottovalutato, è quello di rifugiarsi nei motori delle auto o di altri veicoli.
Dopo lo spegnimento, il motore rimane caldo anche per diverso tempo e rappresenta una fonte di calore molto invitante per un animale che vive in strada. È una scelta rischiosa, perché può avere conseguenze fatali se il veicolo viene avviato senza controlli. Proprio per questo, in inverno è sempre una buona abitudine battere leggermente sul cofano prima di accendere l'auto e controllare che non ci siano gatti all'interno o sotto il veicolo.
Accanto ai rifugi "spontanei", ci sono poi anche quelli creati dalle persone più sensibili o dai volontari che si occupano delle colonie feline. Scatole di cartone, cassette di plastica, contenitori in polistirolo o piccole cucce isolate con coperte e cuscini diventano veri e propri salvavita. L'importante è che siano sollevate da terra, asciutte, protette dalla pioggia e dal vento e con un'apertura non troppo grande, così da trattenere meglio il calore.
I gatti possono morire di freddo?

Naturalmente, anche i gatti possono, come tutti gli altri animali, morire di freddo. Il rischio aumenta inevitabilmente quando le temperature scendono vicino o sotto lo zero, soprattutto se il freddo è accompagnato anche da pioggia, neve o vento. Il rischio più alto riguarda soprattutto i gatti già debilitati, più anziani, molto giovani, malati o feriti, che hanno meno riserve energetiche e una capacità ridotta di termoregolare.
L'ipotermia non arriva sempre all’improvviso e può svilupparsi anche lentamente, indebolendo progressivamente l'animale, rendendolo meno reattivo e più esposto ad altri pericoli, come predatori e investimenti stradali. Per questo, un gatto esposto in strada che appare apatico, immobile o insolitamente docile in pieno inverno potrebbe trovarsi già in difficoltà.
Come aiutare i gatti randagi nelle notti d'inverno

Aiutare un gatto randagio non significa improvvisare. In Italia, la gestione dei gatti liberi spetta ai Comuni, quindi la prima cosa da fare è segnalare la presenza di un animale in difficoltà alle associazioni locali o al Servizio Veterinario dell'ASL locale. In alternativa, si può contattare la Polizia Locale, che può attivare le procedure più corrette. Se il gatto è in pericolo immediato, questi enti possono e devono occuparsi della cattura, delle cure veterinarie e della messa in sicurezza.
Nel quotidiano, però, ognuno di noi può fare però la sua parte. Offrire cibo e acqua, sostenere i volontari e le associazioni che si occupano di segnalare, sterilizzare e monitorare le colonie, oppure aiutare ad allestire cucce e rifugi adeguati. Piccoli gesti, che se fatti con attenzione e con il coinvolgimento di enti e persone che si occupano di gestire e monitorare il randagismo e accudire le colonie feline, possono fare una grande differenza, soprattutto in inverno.