
I conigli vedono il mondo in modo molto diverso dal nostro. Sono innanzitutto animali dicromatici, cioè possiedono solo due tipi di recettori per i colori (i cosiddetti coni) invece dei tre presenti nell’occhio umano. Questo significa che distinguono soprattutto sfumature di blu e verde, mentre percepiscono poco o nulla il rosso.
Tuttavia, vedono piuttosto bene in condizioni di scarsa luce e, soprattutto, hanno un campo visivo di quasi 360 gradi, con soltanto due piccoli punti ciechi. È un adattamento fondamentale per una specie che, in natura, deve sempre avere "gli occhi aperti" e individuare rapidamente eventuali predatori.
Come funziona la vista dei conigli

La posizione degli occhi spiega molto sulla vista dei lagomorfi. Nei conigli e nelle lepri, come in realtà in molti altri animali erbivori, gli occhi sono collocati lateralmente, ai lati della testa. Questa disposizione consente a ciascun occhio di coprire così un'ampia porzione di spazio. Combinandoli, infatti, un coniglio può raggiungere un campo visivo di circa 340-360 gradi, molto più esteso rispetto ai circa 180-190 di un essere umano. In pratica può controllare quasi tutto ciò che lo circonda senza muovere la testa.
Esistono però due piccole aree che non riesce a vedere. Il primo punto cieco si trova proprio davanti al muso, sotto al naso: è il motivo per cui spesso non percepisce bene il cibo immediatamente davanti alla bocca e si affida molto all'olfatto e alle vibrisse (i "baffi" sensoriali). Il secondo punto cieco si trova invece dietro la testa, molto stretto, ma presente.
Un altro aspetto importante è la visione binoculare, cioè la porzione di spazio vista contemporaneamente da entrambi gli occhi. Nei conigli è relativamente ridotta rispetto ai predatori. Questo significa che hanno una percezione della profondità meno precisa della nostra, ma in compenso riescono a controllare una porzione di ambiente molto più ampia. Questa ampiezza eccezionale del campo visivo è legata proprio alla posizione laterale degli occhi, ma anche alla struttura del cranio.
Quali colori riescono a distinguere

Dire che un coniglio vede "in bianco e nero" è un mito. In realtà la loro vista è, come detto, dicromatica. All'interno della retina – lo strato interno dell'occhio che contiene le cellule sensibili alla luce – sono infatti presenti due tipi di coni, sensibili soprattutto a lunghezze d'onda corte (blu) e medie (verde). Manca invece un terzo tipo di cono, quello sensibile alle lunghezze d'onda lunghe (rosso), che è presente negli esseri umani e in molti altri primati.
Rispetto ai cani, che sono anch'essi dicromatici, la percezione dei colori è quindi molto simile: riescono a discriminare il blu dal verde, ma mostrano difficoltà con il rosso. Rispetto agli esseri umani, invece, il mondo dei conigli è quindi meno ricco di sfumature, ma questo non rappresenta uno svantaggio nel loro ambiente naturale, dove riconoscere rapidamente movimento e contrasti è decisamente più importante che distinguere mille tonalità.
Come vedono i conigli di notte

Se di giorno la loro vista non è particolarmente "colorata" e nitida rispetto a quella umana, al crepuscolo e di notte i conigli mostrano un altro punto di forza. Essendo animali crepuscolari, attivi quindi soprattutto all'alba e al tramonto, la loro retina contiene un'alta densità di bastoncelli, le cellule specializzate nella visione in condizioni di scarsa luminosità. I bastoncelli non distinguono i colori, ma sono estremamente sensibili alla luce.
Inoltre, come molti animali che si muovono in ambienti poco illuminati, i conigli possiedono una struttura chiamata tapetum lucidum, uno strato riflettente situato dietro la retina che "rimanda indietro" la luce non assorbita, dando una seconda possibilità ai fotorecettori di catturarla. È lo stesso meccanismo che fa brillare gli occhi di alcuni animali quando vengono illuminati al buio da una torcia o dai fari di un'automobile.
Grazie a queste caratteristiche, i conigli vedono quindi meglio di noi in condizioni di luce debole, anche se con minore definizione dei dettagli. Ancora una volta, si tratta di un adattamento evolutivo: percepire in anticipo un movimento nell'ombra può infatti fare la differenza tra la vita e la morte per un animale che deve stare sempre attento a volpi, lupi, faine, aquile e tantissimi altri predatori. E avere un campo visivo di quasi 360 gradi è decisamente molto utile.