
Di questi 2000 Beagle in Italia non sarebbe mai arrivata alcuna notizia se non vi fosse un'azione unica da parte di un team di avvocati per salvarli non solo da un destino atroce, ovvero il loro utilizzo nella sperimentazione, ma anche dalle pessime condizioni di detenzione in cui sono tenuti nell'allevamento di cuccioli Ridglan Farms, Inc. nel Wisconsin, Stati Uniti.
Della sperimentazione su questa razza di cani in Italia se ne è parlato spesso, sin dai tempi della grande protesta di Green Hill che portò alla liberazione degli animali detenuti nell'allevamento omonimo a Montichiari (Brescia) e liberati nel 2012, e recentemente per la causa che va avanti da tempo da parte delle associazioni animaliste nei confronti dell'azienda farmaceutica Aptuit che continua a praticare test sui cani che importa da altri paesi ma che accumula su territorio italiano a Verona.
Ma di casi che accadono in altre parti del mondo, come appunto quello che sta accadendo in Wisconsin, sui nostri media arriva poco sebbene questo specifico evento è decisamente degno di nota proprio per come lo stanno affrontando le associazioni animaliste locali. Il Nonhuman Rights Project (NhRP) e l' Animal Activist Legal Defense Project (AALDP) hanno infatti intentato causa presso la Corte Circondariale della Contea di Dane per conto dei duemila Beagle, adulti e cuccioli, appellandosi però al riconoscimento che la protezione dalla crudeltà è un diritto legale che appartiene agli animali stessi e che i tribunali possono intervenire per prevenire ulteriori danni. Secondo la documentazione presentata, gli avvocati delle associazioni affermano che i cani sono regolarmente sottoposti a maltrattamenti in violazione della legge del Wisconsin sulla crudeltà verso gli animali ma gli esperti di diritto hanno chiesto alla corte però non di procedere con sanzioni amministrative ma di procedere secondo il cosiddetto habeas corpus, un principio legale tipico del diritto anglosassone che in questo modo per la prima volta verrebbe applicato ad altri esseri senzienti e non a una persona.
Cosa sta succedendo ai beagle del Wisconsin
Per capire esattamente di cosa si tratta, è necessario però prima descrivere l'antefatto che lo consentirebbe. L'azienda sotto l'occhio del ciclone alleva i Beagle da anni per destinarli alla sperimentazione. Sottoposta a diversi controlli, nel 2025 erano state accertate delle violazioni gravissime che avevano portato all'accusa nei confronti dell'allevatore di reiterati maltrattamenti sugli animali con l'aggravante della crudeltà. Nonostante la provata colpevolezza, era stata data la possibilità al titolare di firmare un accordo che prevedeva la rinuncia alla licenza di allevamento che Ridglan ha accettato ma che sarà effettivo solo a partire dal primo luglio prossimo.
Nel lasso di tempo necessario per l'applicazione della legge, i cani sono rimasti nelle disponibilità dell'allevatore e, secondo le organizzazioni animaliste, in condizioni anche peggiori rispetto a quelle che erano state riscontrate.
Il primo "habeus corspus" chiesto per gli animali
A questo punto della battaglia legale si inserisce la richiesta dell'habeas corpus: si tratta di una locuzione latina che riguarda un atto approvato negli Stati Uniti nel lontano 1679 che sancisce che un imputato deve conoscere la causa del suo arresto e per questo motivo deve essere portato di fronte al giudice attraverso un'ordinanza. L'espressione completa è "habeas corpus ad subjciendum" ("abbi la disposizione della tua persona" e ora praticamente i legali delle associazioni stanno sostanzialmente richiedendo non di portare i 2000 cani in un'aula di giustizia ma di ottenere un provvedimento d'urgenza da parte della Corte in cui viene nominato qualcuno che si occupi dei cani fin quando non si risolve il caso dal punto di vista legale per una loro sistemazione finale.
Justin Marceau, direttore dell'AALDP e professore presso la Sturm College of Law dell'Università di Denver, ha così commentato sui media locali questa attività difensiva: ""L'habeas corpus è sempre stato uno strumento per contrastare le ingiustizie. Applicarlo per proteggere i Beagle gravemente maltrattati è un'estensione di quella tradizione, non una rottura".
A conferma della spiccata sensibilità dell'opinione pubblica del Wisconsin su questo caso che ha davvero scosso le coscienze dei cittadini, gli avvocati hanno anche reso noto un sondaggio in cui il 94% degli elettori dello Stato ritiene che i cani abbiano il diritto legale di essere liberati dallo stato di crudeltà in cui si trovano e l'86% è favorevole all'intervento del tribunale quando le leggi sulla crudeltà sugli animali non vengono applicate in modo adeguato. Best Friends Animal Society e One Tail at a Time, altre due associazioni che operano sul territorio attraverso i loro rifugi, si sono offerte di recuperare e ospitare i Beagle in attesa della risoluzione dell'accordo preso dalla Corte con l'allevatore.