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Nello sconfinato regno degli animali, c'è chi mette al mondo decine, a volte centinaia di figli, ma anche chi fa una scelta diametralmente opposta, ovvero avere pochi o anche un solo cucciolo per volta. Questi sono gli animali unipari, una categoria a dire il vero abbastanza ristretta che comprende però alcune tra le specie più grandi, longeve e sociali del pianeta, come per esempio gli elefanti, le balene, gli oranghi e gli albatros. Ma perché fare un solo figlio alla volta?
Dietro questa apparente "inefficienza" si nasconde una strategia evolutiva molto precisa, conosciuta in zoologia come strategia K. Gli animali unipari investono infatti molte energie in ogni singola nascita: gravidanze lunghe, cure parentali prolungate, apprendimento sociale e spesso un forte legame tra madre e figlio, cosa che non potrebbero fare con tanti figli. Questo approccio si contrappone alla strategia R, tipica di molte specie che fanno tantissimi figli, spesso senza cure parentali, puntando più sulla quantità che sulla qualità.
Gli elefanti

Gli elefanti, sia quelli africani che quelli asiatici, sono probabilmente i simboli per eccellenza della riproduzione unipara. La gravidanza di una femmina dura fino a 22 mesi, la più lunga di qualsiasi animale terrestre. Alla nascita, il piccolo pesa circa 100 chili e necessita di anni di cure e insegnamenti.
Le femmine partoriscono di solito un solo cucciolo ogni 4-5 anni, e spesso ricevono aiuto da altre femmine del gruppo, la "nonna" e le "zie", che svolgono un ruolo fondamentale nell'educazione del piccolo. La lunga "infanzia" degli elefanti è anche legata alla loro complessa vita sociale, fatta di comunicazioni vocali, emozioni condivise e memoria collettiva.
Le balene

Anche le balenottere azzurre e altri grandi cetacei partoriscono un solo figlio per volta, dopo una gestazione di circa 11-12 mesi. I piccoli alla nascita sono già lunghi fino a 7 metri e vengono allattati per diversi mesi con un latte ricchissimo di grassi, necessario per affrontare le acque fredde dell'oceano e sviluppare uno spesso strato di grasso sottocutaneo.
Anche in questo caso, le cure parentali sono molto lunghe e complesse e le mamme e i piccoli comunicano continuamente con vocalizzazioni e suoni a bassa frequenza sviluppando un legame tra che può durare a lungo anche dopo lo svezzamento. Come negli elefanti, anche qui l'intelligenza e la complessità emotiva e cognitiva rendono la strategia unipara più vantaggiosa.
Gli oranghi

Tra i grandi primati, gli oranghi sono un caso eccezionale. Le femmine partoriscono un solo piccolo ogni 7-9 anni, uno degli intervalli più lunghi tra tutti gli animali. La gravidanza dura circa 8 mesi, ma la vera particolarità sta nella durata dell'infanzia: i piccoli restano con la madre per almeno 6-8 anni, imparando da lei tutto ciò che serve per sopravvivere nella foresta.
Le mamme orango sono tra le più attente e pazienti del regno animale. Questa lunga dipendenza è necessaria per apprendere tutti i segreti dell'essere un orango. Sapere dove trovare il cibo a seconda delle stagioni, riconoscere i frutti commestibili da quelli poco appetibili e imparare a orientarsi in un mondo tridimensionale come le intricate foreste asiatiche.
I rinoceronti

Tra i grandi erbivori unipari ci sono anche i rinoceronti. Le femmine danno alla luce un solo piccolo dopo una gestazione di 15-16 mesi e tra una gravidanza e l'altra passano almeno 3-4 anni. I piccoli restano con la madre fino a quando lei è pronta a partorire di nuovo e durante questo tempo imparano a conoscere il territorio, evitare i predatori e a interagire con i propri simili.
A differenza degli elefanti, i rinoceronti sono però animali solitari poco sociali, tuttavia anche per loro le cure materne sono fondamentali. È infatti la madre l'unico punto di riferimento per un cucciolo, che dipende da lei non solo per il latte, ma anche per la protezione dai predatori, come leoni e iene.
Gli albatros

Anche tra gli uccelli esistono animali unipari, come gli albatros, i veri signori degli oceani. Questi grandi uccelli marini depongono un solo uovo ogni 1-2 anni e dedicano mesi alla cura del pullo. Entrambi i genitori si alternano sia nell'incubazione dell'uovo che nell'alimentazione del piccolo, che resta nel nido anche per 8-9 mesi.
Gli albatros sono noti per formare coppie monogame che possono durare anche per tutta la vita. Il loro ciclo riproduttivo è molto lento, ma bilanciato da una vita tra le più longeve tra tutti gli uccelli. Wisdom, l'uccello più anziano al mondo, è un albatros di Laysan e alla veneranda età di 74 anni non ha ancora nessuna intenzione di smettere di avere figli.
Avere un solo figlio per volta non significa essere deboli o svantaggiati, ma al contrario è una strategia perfetta per le specie più longeve, intelligenti e sociali, dove l'investimento sulla qualità prevale sulla quantità. Investire tante energie in unico figlio funziona tanto quanto farne tantissimi e giocare di più sulle probabilità. Non esiste infatti un'unica strategia riproduttiva per migliorare il proprio successo riproduttivo, ma ogni specie ha evoluto quella più adatta alla propria biologia, al proprio stile di vita o al proprio habitat.