
La tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto) è uno degli uccelli più diffusi e comuni che oggi si possono osservare nelle città italiane. È facile incontrarla nei parchi, nei giardini pubblici o persino sui balconi dei palazzi, dove spesso si posa su ringhiere, antenne e fili elettrici.
Nonostante oggi sia una presenza quasi scontata, la tortora dal collare non è una specie che è sempre stata così comune, anzi. Arriva da oriente, per questo nel nome comune completo c'è la parola "orientale": proviene infatti dall'Asia e dal Medio Oriente. A partire dalla metà del 900 ha iniziato una rapida espansione naturale verso l'Europa occidentale e in Italia è arrivata per la prima volta intorno agli anni 60. Da allora la sua diffusione è stata sorprendentemente veloce.
Nel giro di pochi decenni questa specie ha colonizzato quasi tutta la penisola, trovando negli ambienti urbani e agricoli condizioni ideali per vivere. La sua capacità di adattarsi agli ambienti modificati dalle attività umane – come città, paesi e campagne coltivate – ha favorito una vera e propria "esplosione demografica". Oggi è tra gli uccelli più facili da vedere vicino alle abitazioni.
Il suo nome comune deriva da una caratteristica molto evidente: un sottile collare nero incompleto presente sul collo, che permette di riconoscerla molto facilmente.
Dove vive e cosa mangia la tortora dal collare

La tortora dal collare è ormai diffusa praticamente in tutta Italia, dalle pianure fino alle zone collinari e urbane. È particolarmente comune nelle città, nei piccoli paesi e nelle campagne, mentre è più rara nelle aree montane e nelle foreste molto fitte. Predilige infatti ambienti aperti o semiaperti, dove siano presenti alberi o strutture artificiali su cui posarsi e nidificare, ma anche prati e campi dove poter cercare da mangiare.
È diffusa in quasi tutti i parchi urbani, nei giardini, lungo i viali alberati, nelle zone agricole e nei centri abitati. Nidifica spesso su grandi conifere, come pini e cedri del Libano, ma in realtà come i piccioni con cui è imparentata, si adatta facilmente anche su balconi, terrazze e grosse piante in vaso.
La sua dieta è composta soprattutto da semi e granaglie. In natura, si nutre principalmente di semi di piante spontanee, ma nelle zone agricole e urbane sfrutta anche risorse offerte indirettamente da noi, come chicchi di cereali, scarti alimentari o mangime lasciato a terra. Occasionalmente può mangiare anche piccoli frutti, germogli e insetti, ma questi rappresentano solo una parte secondaria della sua dieta.
Com'è fatta la tortora dal collare: le caratteristiche fisiche

La tortora dal collare è una delle specie più facili da riconoscere. Ha un aspetto elegante e piuttosto slanciato, tipico delle tortore in generale, più "aggraziate" rispetto ai "cugini" piccioni. Il piumaggio è generalmente grigio-beige chiaro, con tonalità leggermente rosate sul petto. La caratteristica più evidente è il sottile anello nero sul lato posteriore del collo, bordato di bianco: è proprio questo "collare" aperto sulla gola a darle il nome. Maschi e femmine sono praticamente identici e non presentano differenze evidenti nell'aspetto.
Qualcuno talvolta la confonde con un piccione domestico, che sappiamo poter avere un piumaggio molto variabile nei colori e talvolta simile a quello di una tortora. In realtà, sono due uccelli piuttosto diversi: il piccione è molto più robusto e compatto, e di solito ha colori scuri, zampe rosse e piume verdi e viola iridescenti sul collo.
Potrebbe essere confusa anche con la tortora selvatica (Streptopelia turtur), ma quest'ultima è più piccola e presenta un piumaggio rossastro e "tartarugato" sull'ala e una macchia "zebrata" ai lati del collo. Inoltre, è molto più elusiva e difficile da vedere, soprattutto in città.
Altra caratteristica inconfondibile e che tutti abbiamo sentito almeno una volta nella vita è il suo canto ritmico e malinconico (duu-dùùùù-du). Lo si sente soprattutto in primavera e i nestate, durante la stagione riproduttiva, e viene spesso emesso mentre la tortora è in bella mostra: poggiata su cime degli alberi, antenne, comignoli e altre strutture. Serve a segnalare la propria presenza alle altre tortore e ad attirare un partner. Per questo deve essere percepito forte e chiaro.
Cosa fare se si trova una tortora dal collare caduta dal nido

Dal momento che questa specie vive spesso nei giardini, nei parchi e nei centri abitati, non è raro trovare giovani tortore a terra durante la stagione riproduttiva. Come per ogni uccello caduto dal nido, prima di intervenire è importante osservare bene la situazione. Se l'uccello ha già il piumaggio completo, riesce a camminare o saltellare, non si trova in pericolo immediato e non è evidentemente ferito, probabilmente si tratta solo di un giovane appena uscito dal nido.
In questa fase i piccoli non volano ancora bene e passano qualche giorno a terra o sui rami bassi mentre i genitori continuano a nutrirli. In questi casi la cosa migliore è lasciarlo dov'è, a meno che non ci siano pericoli immediati. Diverso è infatti il caso in cui si trovi in una strada trafficata, ci siano gatti o altri pericoli nei paraggi, oppure se il pullo è ancora senza piume – e quindi molto piccolo – e non riesce nemmeno a reggersi in piedi.

In questi casi è possibile raccoglierlo con delicatezza, metterlo in una scatola di cartone con alcuni fori per l'aria e portarlo il prima possibile a un centro di recupero per la fauna selvatica (CRAS). Provare ad allevarlo in casa potrebbe sembrare un gesto di aiuto, ma oltre a essere illegale, è anche molto difficile. I giovani uccelli hanno infatti esigenze alimentari e comportamentali molto specifiche e crescere a stretto contatto con gli esseri umani può compromettere la loro capacità di sopravvivere una volta liberi.
Per questi motivi, quando si trova un qualsiasi animale selvatico in difficoltà e vogliamo davvero aiutarlo, la scelta migliore è sempre affidarlo a personale specializzato.