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5 Gennaio 2026
15:55

Chi è il merlo, l’uccello tutto nero simbolo dell’inverno

Il merlo, facilmente riconoscibile per il suo piumaggio nero, è uno degli uccelli più comuni e legati all’inverno, tra tradizioni, leggende, canto e sorprendenti capacità di adattamento alla vita in città.

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Un merlo maschio, facilmente riconoscibile per il piumaggio completamente nero e il becco giallo–arancio

Il merlo (Turdus merula) è uno degli uccelli più comuni e riconoscibili presenti in Europa. Lo incontriamo nei boschi, parchi, nei giardini, lungo i viali alberati e persino sui balconi delle città, dove si muove saltellando tra marciapiedi e auto. È una presenza ormai familiare, quasi scontata, eppure il merlo è una specie con una storia naturale interessantissima, legata a tradizioni popolari e dalle eccezionali capacità di adattamento.

Nella sua versione femminile, la "merla", è per diventato anche simbolo dell'inverno più rigido, legato ai celebri "giorni della merla", gli ultimi di gennaio, considerati tradizionalmente i più freddi dell'anno.

Secondo la leggenda, proprio il canto del merlo annuncerebbe inoltre la fine dell'inverno e l'arrivo di tempi più miti, un piccolo segnale di rinascita quando il freddo sembra ormai non voler mollare la presa e che, nella realtà, preannuncia l'imminente stagione riproduttiva degli uccelli.

Caratteristiche fisiche dei merli

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Le femmine di merlo hanno un piumaggio più o meno uniformemente marrone con strisce e gocciolature più chiare

Il merlo è un uccello di medie dimensioni, lungo circa 24-25 centimetri, con un corpo robusto, ali relativamente corte e una coda abbastanza lunga. Il maschio adulto è inconfondibile: piumaggio completamente nero, becco giallo-arancio brillante e un sottile anello giallo attorno agli occhi. È proprio questo contrasto netto che lo rende uno degli uccelli più facilmente riconoscibili anche da chi non ha alcuna esperienza con il birdwatching.

La femmina, la "merla", è invece di colore marrone scuro, con il petto leggermente più chiaro e maculato. Anche il becco è più spento, tendente al marrone o al giallastro. Questa differenza tra maschio e femmina prende il nome di dimorfismo sessuale, un termine che indica quando i due sessi di una specie hanno un aspetto diverso, cosa molto frequente negli uccelli. Anche i giovani, sia maschi che femmine, nel primo anno di vita sono più o meno simili alle femmine adulte. Con la muta, poi, i maschi diventano completamente neri e col becco giallo.

A volte, tuttavia, capita di osservare merli parzialmente bianchi o addirittura completamente chiari come la neve. Non si tratta di una specie diversa, ma di individui affetti da leucismo o albinismo. Nel leucismo manca parzialmente la pigmentazione delle piume, mentre nell’albinismo la mancanza di melanina è totale e coinvolge anche occhi e pelle. Sono condizioni rare e spesso rendono questi uccelli più vulnerabili ai predatori, ma che nel merlo sembrano essere più frequenti che in altre specie, vista la frequenza con cui vengono avvistati e fotografati merli bianchi.

Dove vivono e cosa mangiano i merli

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Il merlo è una delle specie che meglio si è adattata a vivere anche in giardini e ambienti urbani

In origine il merlo era una specie tipicamente forestale, legata quindi ai boschi e alle aree rurali, cosa che in realtà è ancora oggi. Negli ultimi decenni, però, alcuni merli ha compiuto una vera e propria conquista delle città. Oggi il merlo è infatti uno degli uccelli urbani più comuni e diffusi, capace di sfruttare parchi, giardini e siepi come se fossero piccoli frammenti di bosco.

Questa "urbanizzazione" ha però cambiato profondamente le sue abitudini. I merli che vivono in città tendono infatti a essere stanziali, cioè restano nello stesso territorio tutto l'anno. Il clima urbano è più mite, il cibo è disponibile anche in inverno e la presenza umana, per quanto caotica, offre innumerevoli opportunità. I merli che continuano a vivere nei boschi o in campagna, invece, sono spesso migratori parziali: in autunno e inverno si spostano verso zone più calde o più ricche di risorse, per poi tornare a nord in primavera.

Dal punto di vista della dieta, il merlo è un uccello onnivoro. Si nutre di insetti, lombrichi e altri piccoli invertebrati, che cerca sondando e scavando il terreno con il becco. In autunno e inverno consuma invece molte più bacche, frutti e semi. In città, poi, non disdegna nemmeno gli avanzi di cibo umano, dimostrando una grande flessibilità, indispensabile per sopravvivere in ambiente urbano.

La proverbiale intelligenza dei merli: cosa c'è di vero

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In città, il canto del merlo è tra i primi a risuonare verso la fine dell’inverno e ad annunciare l’imminente arrivo della primavera

Non esistono veri e propri proverbi popolari che parlino esplicitamente dell'intelligenza dei merli, se non in riferimento a specie esotiche – tipo il merlo indiano – che tuttavia non sono veri e propri merli. Eppure questo uccello viene spesso associato alla furbizia e alla capacità di "cavarsela" in ogni situazione. Più che di intelligenza astratta, si tratta quindi di un'intelligenza molto più pratica, legata alla sopravvivenza e all'adattamento.

Il merlo è infatti estremamente abile nell'adattarsi a contesti nuovi e imprevedibili, come l'ambiente urbano, che è forse uno degli ecosistemi più difficili e mutevoli in assoluto: rumore, traffico, presenza costante di esseri umani, cambiamenti rapidi e imprevedibili. Eppure, riesce costantemente a modificare il proprio comportamento, a cambiare orari di attività, a sfruttare nuove fonti di cibo e a nidificare in periodi e luoghi insoliti.

In questo senso, il merlo non è quindi solo il simbolo dell'inverno che finisce, ma anche un esempio evidente e sotto i nostri occhi di adattamento e resilienza. Un uccello così comune, spesso dato per scontato, che racconta molto di come la biodiversità riesca ancora a convivere – e a reinventarsi – anche tra asfalto e cemento, persino nel cuore delle nostre caotiche e frenetiche metropoli.

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