
L'Australia è piena di animali pericolosi. Squali bianchi, coccodrilli marini, serpenti velenosi e ragni giganti, eppure c'è un solo animale che terrorizza davvero gli australiani: il casuario, spesso etichettato come l'uccello più pericoloso del mondo.
Il casuario – o meglio, i casuari, perché le specie sono tre – sono grossi uccelli imparentati con struzzi, emù e nandù, appartenenti al gruppo dei paleognati, uccelli "primitivi" e, in molti casi, incapaci di volare.
Vivono nelle foreste tropicali dell'Australia e della Nuova Guinea e sono diventati famosi soprattutto per il loro aspetto "preistorico" e per la brutta reputazione di animali estremamente "aggressivi". Una fama che, come spesso accade, nasce dall'incontro tra biologia, etologia e, soprattutto, dalla percezione umana.
Perché il casuario è considerato l'uccello più pericoloso del mondo

Il motivo principale per cui i casuari sono considerati gli uccelli più pericolosi al mondo è uno solo: le loro zampe. Il casuario ha tre dita per ogni "piede", ma uno in particolare – quello più interno – colpisce per dimensioni e forma, poiché dotato di un artiglio lungo fino a 12 centimetri, affilato e ricurvo, spesso descritto come "a pugnale". Non è un'arma offensiva nel senso classico, ma più uno strumento di difesa. In caso di minaccia, il casuario può colpire con calci potenti e precisi, puntando proprio sul suo lungo artiglio.
Inoltre, parliamo di un animale possente, che può superare i 50 chili di peso e raggiungere anche oltre 1,70 metri di altezza, con muscoli delle zampe estremamente sviluppati. In diversi casi documentati – rari, ma reali – gli attacchi verso gli esseri umani hanno provocato ferite gravi e, in almeno due episodi accertati dal 1900 a oggi in Australia, anche la morte.
Secondo uno studio pubblicato nel 2001 sul Journal of Zoology e che ha analizzato decine di interazioni tra esseri umani e casuari, il 75% degli attacchi avviene però quando gli uccelli vengono avvicinati, disturbati o quando – soprattutto nel caso di turisti curiosi e poco consapevoli – le persone cercano di dargli da mangiare. È quindi più corretto, quindi, dire che il casuario è potenzialmente pericoloso, soprattutto se infastidito o reso confidente dagli esseri umani, piuttosto che un animale aggressivo per natura.
Caratteristiche e habitat del casuario

Come già anticipato, esistono tre specie diverse di casuario. Il casuario meridionale (Casuarius casuarius), quello più grande, conosciuto e presente anche in Australia; il casuario uniappendicolato o settentrionale (C. unappendiculatus), diffuso solo in Nuova Guinea; e il casuario nano o di Bennett (C. bennetti), più piccolo e compatto, meno conosciuto e anch'esso diffuso solo in Nuova Guinea.
Tutte le tre e specie condividono però alcune caratteristiche inconfondibili: il piumaggio nero e ispido, il collo e la testa privi di piume e colorati di blu, rosso o viola, e una cresta ossea sulla testa chiamata anche "casco", che unita alle dimensioni e al bipedismo, contribuisce a restituire un'immagine "preistorica" di questi uccelli. Questo casco non serve solo a "sfondare" la vegetazione, ma probabilmente ha anche funzioni legate al riconoscimento e alla comunicazione visiva e forse anche nell'amplificazione dei suoni a bassa frequenza emessi dai casuari.
L'habitat tipico dei casuari è la foresta pluviale tropicale, densa e umida, dove questi uccelli si muovono con sorprendente agilità nonostante la mole. Tuttavia, quelli australiani, talvolta si spingono fuori dalla foresta e si avventurano anche in spiaggia e in aree periurbane.
Dove vive e cosa mangia il casuario

La distribuzione delle tre specie è limitata a una delle aree più antiche e "biodiverse" del pianeta, ovvero l'Oceania. Il casuario meridionale vive in un'area abbastanza ristretta del nord-est dell'Australia e in Nuova Guinea; quello settentrionale è diffuso soprattutto nella parte settentrionale della Nuova Guinea; il casuario di Bennett vive invece nelle zone montuose e più impervie dell'isola.
Dal punto di vista della dieta, il casuario è un uccello principalmente frugivoro, cioè si nutre di frutti. Può mangiare decine di specie diverse di bacche e frutti tropicali, molti dei quali tossici per altri animali. In questo senso è una specie chiave per gli ecosistemi in cui vive: ingerisce i semi e li disperde su grandi distanze attraverso le feci, contribuendo così alla rigenerazione della foresta. Occasionalmente può integrare la dieta con funghi, insetti, piccoli vertebrati o carogne.
Comportamento e abitudini del casuario

I casuari sono uccelli solitari e molto territoriali. Ogni individuo occupa un'area molto ampia e tende a evitare il contatto con altri adulti, fatta eccezione per il periodo riproduttivo. Proprio la riproduzione, presenta però un aspetto curioso e abbastanza insolito tra gli uccelli: dopo l'accoppiamento, è esclusivamente il maschio a occuparsi della cova delle uova e dell'allevamento dei pulcini per diversi mesi, difendendoli con decisione, anche dagli esseri umani.
È proprio durante il periodo riproduttivo e della cura dei piccoli che il casuario può diventare più pericoloso per gli esseri umani: un maschio con i piccoli o un individuo in cerca di un partner, può reagire anche con aggressività a comportamenti dal suo punto di vista minacciosi e a invasioni di spazi. La maggior parte dei problemi nasce quando l'habitat viene frammentato e i centri abitati e le aree naturali entrano in contatto o quando gli uccelli perdono la naturale diffidenza verso le persone a causa di comportamenti umani sconsiderati.
Il casuario, più che un "mostro", è quindi solo un animale selvatico come tanti altri. Certo, con quel suo lungo artiglio a forma di pugnale può essere estremamente pericoloso, ma come sempre molto dipende soprattutto da noi e da come ci relazioniamo con i selvatici. Se proviamo ad avvicinarci per scattare una foto, a toccarli o peggio, a dargli da mangiare, ecco che i rischi di incidenti con "l'uccello più pericoloso del mondo" aumentano, così come la probabilità di farsi male.