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12 Febbraio 2026
17:38

Che differenza c’è tra tartaruga hermanni e tartaruga greca

Testuggine di Hermann e tartaruga greca sono due specie molto simili, ma possono essere riconosciute per alcuni dettagli del carapace, della coda e delle zampe posteriori.

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La testuggine di Hermann (a sinistra) e quella greca dono molto simili, tranne che per alcuni dettagli del carapace, della coda e delle zampe posteriori

La testuggine di Hermann (Testudo hermanni) e la testuggine greca (Testudo graeca) sono le specie di tartarughe di terra più comuni e anche le più conosciute dal grande pubblico. A prima vista possono sembrare quasi identiche e infatti si somigliano molto per dimensioni, forma e colori. Tuttavia, le due specie possono essere riconosciute osservando alcuni dettagli del carapace (la parte superiore del guscio), della coda e delle zampe posteriori. Sono differenze piccole, ma importanti, soprattutto per chi si occupa di conservazione.

Entrambe le specie, infatti, sono particolarmente protette. Sono inserite negli elenchi della CITES (la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate) e sono tutelate da normative europee e nazionali. Questo significa che il loro commercio è rigidamente regolamentato e che, ovviamente, non possono essere prelevate in natura. La detenzione è consentita solo con documenti regolari che ne attestino l'origine legale e tracciabile.

Caratteristiche fisiche e differenze tra testudo hermanni e tartaruga greca

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Le principali differenze tra T. graeca e T. hermanni. Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale

Le principali differenze tra Testudo hermanni (testuggine di Hermann) e Testudo graeca (testuggine greca) si trovano in alcuni dettagli anatomici. Il primo elemento da osservare è lo scuto sopracaudale, cioè la piastra del carapace situata appena sopra la coda. Nella testuggine di Hermann lo scuto è diviso in due, mentre in quella greca è formato da un'unica piastra. È uno dei caratteri più utilizzati per distinguerle, anche se possono esserci rare eccezioni in entrambe le specie.

Un altro dettaglio importante è la coda. La testuggine di Hermann presenta all'estremità della coda un piccolo astuccio corneo, una sorta di "unghia" rigida e appuntita, più evidente soprattutto nei maschi. Nella testuggine greca, invece, questo elemento è quasi sempre assente.

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Una testuggine greca

Osservando le zampe posteriori si può infine notare un'altra differenza: la testuggine greca possiede dei tubercoli cornei sulle cosce, cioè piccole protuberanze dure ricoperte di cheratina. Nella testuggine di Hermann questi tubercoli non sono presenti. Anche in questo caso esistono delle eccezioni e una certa variabilità individuale, ma nel complesso questi tre elementi – scuto sopracaudale, astuccio sulla coda e tubercoli sulle cosce – permettono di distinguere le due specie con buona affidabilità.

Alimentazione: cosa mangiano le due specie di testuggini

Entrambe le specie hanno un'origine mediterranea e condividono molto anche dal punto di vista della dieta. In natura si nutrono principalmente di erbe spontanee, foglie, fiori, germogli e in generale di piante selvatiche ricche di fibre. Tra queste, ci sono tarassaco, piantaggine, malva, trifoglio e altre piante di campo. La loro dieta è povera di proteine animali (anche se non sono completamente assenti) e ricca di fibre e calcio, un elemento fondamentale per la crescita e la solidità del guscio. La frutta, invece, ricopre una minima parte della dieta.

Comportamento e abitudini della testuggine hermanni e della tartaruga greca

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L’astuccio corneo sulla punta della coda di Testudo hermanni. Foto da Wikimedia Commons

Entrambe le specie, come detto, sono tipiche degli ambienti mediterranei: vivono in zone calde, soleggiate, con vegetazione bassa e cespugliosa. Sono come gli altri rettili animali ectotermi, cioè regolano la loro temperatura corporea attraverso l'ambiente esterno. Per questo trascorrono molte ore al sole per riscaldarsi. Durante le ore più calde dell'estate cercano invece riparo all'ombra o sotto la vegetazione per evitare il surriscaldamento. In inverno, invece, entrano in letargo (più correttamente brumazione), riducendo al minimo il consumo energetico.

Sono animali solitari, come quasi tutte le altre testuggini, e gli incontri avvengono soprattutto nel periodo riproduttivo. I maschi possono essere molto territoriali e competere duramente tra loro per l'accesso alle femmine. La riproduzione avviene in primavera e inizio estate, con le femmine che scavano piccole buche nel terreno in cui depongono le uova, che si schiudono dopo alcune settimane, anche a seconda della temperatura.

In generale, entrambe le specie hanno abitudini molto simili, plasmate da un'origine comune e in ambienti molto simili lungo le sponde del Mediterraneo. Infine, c'è un altra caratteristica che accomuna queste due specie a tante altre testuggini: sono oggi tutte e due minacciate dalla perdita di habitat, dagli incendi, dall'agricoltura intensiva e dal traffico illegale. Proprio per questo la loro tutela è così importante e il loro commercio strettamente regolamentato.

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