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10 Febbraio 2026
18:25

Che differenza c’è tra processionaria e bruco americano, uno solo è velenoso: come riconoscerli

Processionaria e bruco americano si somigliano, ma solo la prima è pericolosa: aspetto, comportamento e distribuzione aiutano a riconoscerla.

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Processionaria (a sinistra) e bruco americano sono entrambi pelosi, ma solo la prima è pericolosa per esseri umani e animali domestici

Con l'avvicinarsi della primavera, nei parchi, nei giardini e lungo i viali alberati compaiono spesso dei bruchi "pelosi" che attirano l'attenzione – e a volte la preoccupazione – di chi li incontra. Tra i più confusi ci sono quelli della famigerata processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e dell'ifantria americana (Hyphantria cunea), conosciuta anche come "bruco americano". Entrambi sono le larve di due diverse specie di falene e a un primo sguardo possono sembrare molto simili.

In realtà, però, le differenze tra i due lepidotteri sono diverse e importanti, soprattutto perché solo la processionaria è realmente pericolosa per persone e animali domestici. Saper distinguere questi due bruchi permette quindi di evitare allarmismi e paure inutili da un lato e di evitare comportamenti rischiosi dall'altro, come toccare o avvicinarsi a un insetto che può provocare seri problemi.

Caratteristiche fisiche e differenze tra processionaria e bruco americano

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Il bruco americano ha peli molto lunghi nello stadio di sviluppo finale ed è di solito più chiaro della processionaria

La processionaria del pino è un bruco dall'aspetto piuttosto compatto, lungo fino a circa 4 centimetri, di colore bruno-grigiastro. Il corpo è ricoperto da una fitta peluria, apparentemente morbida, ma in realtà formata da setole urticanti microscopiche. Sul dorso sono spesso visibili bande più scure e più chiare. Una delle sue caratteristiche più note è il comportamento da cui deriva il suo nome: i bruchi si spostano in lunghe file ordinate, uno dietro l'altro, come in una processione.

Il bruco americano, invece, ha un aspetto abbastanza diverso. È generalmente più chiaro (anche se il colore varia molto), con un corpo biancastro o giallastro, punteggiato da piccoli tubercoli scuri e ricoperto da peli molto lunghi negli stadi di sviluppo fianali, ma non urticanti. Può raggiungere dimensioni simili o leggermente superiori a quelle della processionaria, ma non si muove mai in processione. Come la processioanria, però, vive e si alimenta all'interno di grandi nidi sericei, simili a ragnatele, presenti però solitamente su latifoglie e non conifere.

Dove vivono e cosa mangiano i due lepidotteri

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L’ifantria americana non è presente nelle regioni del Sud Italia

La processionaria del pino è una specie tipica dell'area mediterranea ed è molto diffusa in tutta Italia, soprattutto dove sono presenti pini e altre conifere. Le sue larve si nutrono quasi esclusivamente degli aghi di diverse specie di pino, come il pino domestico e il pino nero, causando spesso danni agli alberi anche molto importanti.

L'ifantria americana, come suggerisce il nome, è invece una specie aliena originaria del Nord America, introdotta accidentalmente in Europa. In Italia è presente soprattutto nel Centro-Nord, mentre non è attualmente diffusa nel Sud Italia. A differenza della processionaria, il bruco americano è polifago, cioè si nutre di tante specie vegetali diverse: gelsi, aceri, noci, alberi da frutto e numerose piante ornamentali.

Anche per questo i suoi nidi si trovano spesso su alberi molto diversi tra loro, mentre quelli della processionaria sono quasi sempre associati ai pini.

Come distinguere la processionaria dal bruco americano

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I bruchi della processionaria si muovo quasi sempre in fila

Per distinguere i due bruchi, se non si è un esperto, è più utile partire da alcuni elementi che non sono legati all'aspetto esteriore. Il primo è l'albero su cui si trovano: se si tratta di un pino, la probabilità che sia processionaria è molto alta; se invece il nido è su un albero a foglia larga, come un gelso o un acero, è più probabile che si tratti di ifantria americana.

Un altro indizio importante è il tipo di nido. La processionaria costruisce nidi bianchi e compatti, simili a batuffoli di cotone, posizionati tra i rami più alti. L'ifantria americana realizza invece nidi più simili a grandi ragnatele che avvolgono rami e foglie, spesso molto evidenti.

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Un nido di "bruchi americani"

Anche il comportamento aiuta facilmente a capire quale delle due specie abbiamo di fronte: vedere bruchi che camminano in fila indiana sul terreno o sui tronchi tipico della processionaria. Il bruco americano resta quasi sempre all'interno del suo nido e non si sposta in gruppo in questo modo.

Infine, la distribuzione può aiutare subito a eliminare almeno una delle due specie:  il "bruco americano" è presente in tutte le regioni del Nord Italia, in particolare in Pianura Padana, con segnalazioni anche in Toscana e nelle Marche. È invece assente nelle regioni del Sud, dove però sono comunque presenti diverse altre specie simili: i bruchi di molte falene sono "pelosi".

Perché la processionaria può essere pericolosa

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I "peli" della processionaria sono urticanti e molto pericolosi sia per noi che per i nostri animali domestici

Conoscere come sono fatti e quali bruchi è più probabile incontrare è molto importante, considerando la pericolosità della processionaria. Questa specie è infatti molto "famosa" per i suoi peli urticanti, che possono anche staccarsi facilmente ed essere trasportati dal vento, causando reazioni anche senza un contatto diretto con il bruco. Negli esseri umani possono provocare dermatiti, prurito intenso, arrossamenti, problemi agli occhi e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie.

Nei cani e in altri animali domestici, invece, il rischio è ancora maggiore: il contatto con la bocca, la lingua o il naso può causare anche necrosi dei tessuti, gonfiori gravi e richiedere un intervento veterinario urgente.

Per questo è fondamentale non toccare mai i bruchi o i nidi sospetti e segnalare la presenza della processionaria alle autorità competenti. Senza cadere in pericolosi allarmismi, a prescindere da se sappiamo riconoscere o meno la specie di bruco che abbiamo di fronte (come detto, ce ne sono tante simili e quasi tutte innocue), quando ci troviamo di fronte a un bruco bruno-grigiastro e soprattutto peloso, è sempre buona norma restare a distanza e non toccarlo.

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