
I lombrichi sono vermi. Ma non tutti i vermi sono lombrichi. Può sembrare un gioco di parole, invece è una distinzione piuttosto importante. Il termine "verme" è infatti molto generico e non indica un gruppo preciso dal punto di vista scientifico. Non è una categoria tassonomica come "mammiferi" o "uccelli". È piuttosto un'etichetta informale che usiamo per descrivere animali dal corpo allungato, molle e privi di arti.
I lombrichi, invece, sono un gruppo ben definito. Sono un "tipo" particolare e ristretto di "vermi", con caratteristiche precise e una collocazione chiara nell'albero evolutivo. Sotto la parola "verme", infatti, si nascondono in realtà tantissimi animali anche molto diversi tra loro per biologia, evoluzione, aspetto e abitudini. Per capire davvero la differenza, bisogna partire da qui.
Chi sono i vermi

Per secoli, quando le conoscenze scientifiche e le tecnologie erano molto limitate, sotto il termine "vermi" ci finivano tutti quegli animali piccoli, senza zampe e con il corpo allungato e molle. Una categoria basata più sull'aspetto che sulla reale parentela evolutiva etichettata con il termine latino "vermes".
Dentro questa definizione ci finivano – e spesso finiscono ancora oggi – organismi molto diversi: i vermi intestinali, i piccoli invertebrati che vivono nel terreno, alcuni parassiti, fino alle larve di molti insetti come i "vermi" della farina o i bigattini usati come esca nella pesca. Ma le larve di insetti non sono affatto vermi neppure utilizzando la definizione generica "classica": sono infatti stadi giovanili di animali che da adulti avranno zampe, ali e un corpo completamente diverso protetto da un esoscheletro duro.
Oggi sappiamo che il termine "verme" non ha più o quasi alcun valore tassonomico, se non nel linguaggio comune per alcuni gruppi di invertebrati. Non identifica infatti un unico raggruppamento evolutivo, ma include animali appartenenti a diversi phyla (cioè i grandi gruppi dell'albero della vita). Alcuni vivono nel suolo, altri in mare, altri ancora all'interno del corpo di altri animali come parassiti.
In altre parole, "verme" è una parola utile, ma scientificamente imprecisa.
Lombrichi: dove vivono e cosa mangiano

I lombrichi appartengono al phylum Anellida – in italiano anellidi – lo stesso gruppo di cui fanno parte i vermi marini policheti e le sanguisughe. In particolare fanno parte della famiglia Lumbricidae e del gruppi anellidi clitellati, ovvero che hanno un "clitello", il rigonfiamento bene evidente situato nella parte anteriore di un lombrico e che svolge un ruolo cruciale nella riproduzione.
Il termine "anellidi" vuol dire letteralmente "anello": il loro corpo è infatti suddiviso in segmenti ripetuti, ben visibili a occhio nudo. Se osserviamo un lombrico da vicino, notiamo che è formato da tanti piccoli anelli uno dopo l’altro. Questa segmentazione è una caratteristica chiave del gruppo, tant'è che in passato questi animali venivano anche chiamati "vermi segmentati".
Esistono in tutto il mondo circa 670 specie di lombrichi, un numero probabilmente molto sottostimato, visto lo stile di vita criptico che hanno questi animali. Questi invertebrati vivono infatti nel suolo, soprattutto in terreni umidi e ricchi di sostanza organica. Respirano attraverso la pelle, che deve restare sempre umida per permettere gli scambi di ossigeno. È per questo che solo dopo la pioggia li vediamo più spesso in superficie.
I lombrichi si nutrono di materia organica in decomposizione: foglie morte, resti vegetali, feci, microrganismi presenti nel terreno e qualsiasi altra sostanza organica. Ingeriscono terra e materiale organico, che viene digerito e trasformato in sostanze più semplici. Le loro deiezioni contribuiscono a rendere il suolo più fertile e ha produrre l'humus. Scavando gallerie, inoltre, arieggiano il terreno e favoriscono la penetrazione dell'acqua. Per questo sono considerati organismi fondamentali per la salute del suolo e degli ecosistemi terrestri.
Altre specie di vermi

Oltre agli anellidi come i lombrichi, esistono come detto tanti altri grandi gruppi di animali invertebrati comunemente chiamati "vermi". Ci sono i nematodi, o “vermi cilindrici”, appartenenti al phylum Nematoda. Sono tra gli animali più abbondanti sulla Terra, spesso piccolissimi e invisibili a occhio nudo. Molti vivono nel suolo o in ambienti acquatici, altri sono parassiti di piante, animali, inclusi noi esseri umani.
Ci sono poi i platelminti, o "vermi piatti", del phylum Platyhelminthes. Hanno un corpo appiattito e comprendono sia specie a vita libera, come le planarie, che anche parassiti molto noti come tenie, meglio note come "verme solitario". In ambiente marino troviamo anche i policheti, sempre anellidi, ma dotati di piccole setole laterali e appendici, molto diversi dai lombrichi terrestri per aspetto e stile di vita.

I gruppi principali di vermi, storicamente, sono quindi questi tre: vermi piatti (platelminti), vermi cilindrici (nematodi) e vermi segmentati (anellidi). Tuttavia, esistono numerosi altri gruppi meno noti, come i nemertini (vermi a nastro), i nematomorfi, gli acantocefali e tanti altri, molti dei quali parassiti. Tutti questi animali possono essere chiamati "vermi" nel linguaggio comune, ma appartengono a gruppi e rami evolutivi distinti.
Ecco perché la differenza è importante: il lombrico è un animale ben preciso, con una storia evolutiva e caratteristiche definite. "Verme", invece, è solo una parola ombrello che raccoglie forme di vita invertebrate molto diverse tra loro.