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2 Gennaio 2026
10:59

Cessioni di proprietà in aumento: cosa significa questa “nuova” modalità di abbandonare i cani

I dati dell'Enpa sul 2025: "Registrato un aumento degli ingressi legati esclusivamente a cessioni provenienti da cittadini che si sono rivolti direttamente all’associazione. Quasi 20 mila cani abbandonati in questo modo durante l'anno passato"

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20 mila cessioni di proprietà nel solo 2025. E' questo il dato che Enpa ha diramato rispetto a un fenomeno sempre più "in voga": l'abbandono dei cani secondo la legge. Ebbene sì, accade da molto tempo ed è una forma per lasciare in canile il proprio cane che dovrebbe essere utilizzata solo per gravi motivi ma che è diventata appunto la forma più utilizzata.

La cessione di proprietà ha in qualche modo sostituito il "classico" abbandono dei cani legati ai pali o lasciati in strada. Questa fattispecie infatti resiste  nell'immaginario collettivo come forma di abbandono e quando accade riceve gli onori della cronaca perché fa tanto effetto a livello emotivo. Invece la realtà quotidiana di chi lavora o fa volontariato in rifugi e canili racconta di proprietari che sanno che possono portare l'animale in canile, pagando di solito una retta il cui costo e la cui durata differisce a seconda di quanto stabilito da Comuni e Regioni. Questa modalità consente, in fondo, di non ‘macchiarsi' così nemmeno del rischio della gogna pubblica nonché del reato di abbandono di animali che con la cosiddetta "legge Brambilla" ha portato a un inasprimento delle sanzioni.

"Cambiano le modalità, ma non la sostanza – scrivono dall'Enpa in un comunicato – Un animale ceduto vive lo stesso trauma di un animale abbandonato. Viene separato dal suo contesto, perde i riferimenti e si ritrova improvvisamente in rifugio".

L'Ente Nazionale della Protezione Animali ha così voluto tirare le somme rispetto a questo fenomeno, legandolo anche al periodo delle Festività: "Nei canili e rifugi il bilancio resta fortemente negativo: a fronte di tre cani che entrano, solo uno viene adottato. Una situazione che si aggrava ulteriormente nel periodo che precede il Natale, quando aumentano anche le richieste di cuccioli da ‘regalare' ".

La cessione di proprietà, come accennavamo, è del tutto legale. L'ipotesi è prevista nella 281/1991 che è la "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo" in cui però viene delegato agli enti comunali e regionali di regolare la fattispecie. La logica per la quale è nata questa possibilità era quella di favorire la riadozione del cane che può essere ceduto al canile solo in presenza di "gravi motivi" che principalmente attengono alla salute della persona di riferimento. Nasceva dunque con un'accezione positiva, per venire incontro a chi davvero si trova in difficoltà e favorire appunto una nuova adozione per il cane. Ma si è tramutata nei fatti in una sorta di "abbandono legalizzato", visto che è sempre mancato e continua a mancare da ormai più di trent'anni, ovvero da quando la legge quadro è entrata in vigore, una riforma sulla materia della "proprietà responsabile" del cane finalizzata al diffondere una cultura per le adozioni responsabili e acquisti consapevoli. I canili, del resto, sono pieni anche di cani di razza abbandonati e il dettato normativo è rimasto lettera morta rispetto al motivo per cui era stato previsto, mentre le strutture del Belpaese sono strapiene di animali che non hanno più una famiglia di riferimento.

"Nell’ultima settimana di novembre e nei primi giorni di dicembre, i rifugi dell’Enpa hanno registrato un aumento degli ingressi legati esclusivamente a cessioni provenienti da cittadini che si sono rivolti direttamente all’associazione. Tra la fine di novembre e i giorni che precedono l’Immacolata, si è passati da una media di tre cessioni a settimana dello scorso anno a tre cessioni al giorno di quest’anno. Un incremento netto, che conferma come l’abbandono non abbia più una stagionalità, ma accompagni ormai tutto l’arco dell’anno", è il triste bilancio dell'Enpa.

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