
Ci vuole ancora una volta un'opera di fantasia per realizzare il "sogno" di tanti esseri umani: capire cosa pensano gli altri animali. Altri, sì, perché noi questo siamo, animali tra animali che passano la vita (nella migliore delle ipotesi) ad interrogarsi su come vivono le altre specie che abitano il mondo. Arriva così sul grande schermo "Jumpers, un salto tra gli animali", diretto da Doug Liman: un film firmato Disney e Pixar che promette di divertire e, allo stesso tempo, di far riflettere utilizzando il nostro tipico antropocentrismo che si trasforma però in una narrazione che apre il cuore e trasmette empatia verso tutte le specie che abitano il mondo.
La trama è presto detta: Mabel, una giovane studentessa amante degli animali, viene coinvolta in un esperimento in cui può "trasferirsi" nella mente di un castoro robot, riuscendo così a comprendere il linguaggio di tutte le altre specie e può anche comunicare con loro. Il film d'animazione si dipana poi con l'intreccio di amicizie e la scoperta di un nemico comune da debellare. I personaggi sono cuciti su misura come in tutte le "favole" disneyane e con la modernità della Pixar e il fatto che la sceneggiatura sia opera degli autori di altri film d'animazione come "Inside Out 2" ci aiuta già a capire quanta ricerca c'è dietro rispetto alla psicologia umana e e all'etologia delle altre specie.
Il salto di Mabel è simbolo di una stringente necessità che gli esseri umani continuano però a mettere da parte: la comprensione che la Terra non è un luogo in cui homo sapiens ha più diritti di altri ma che il suo ruolo lì dove non comprenderà mai una visione del tutto "laica" del "vivi e lascia vivere" deve concentrarsi almeno sulla tutela e il rispetto delle altre creature viventi.
Un cartone può cambiare l'atavica posizione verticistica in cui ci siamo posti sopra tutti gli altri? No, ma un'opera di fantasia come questa, e come altre che si sono susseguite in passato, ha sempre lo stesso obiettivo: va a parlare alle menti dei più piccoli, unica speranza per un futuro diverso fatto di convivenza pacifica. Poi c'è da dire che queste favole colpiscono anche gli adulti, proprio per la cura del contenuto rispetto alla conoscenza della psicologia umana e dell'etologia degli altri animali scelti come rappresentativi delle diverse specie. Nel trailer, del resto, si capisce quanto poco si giochi sulla falsariga di una "dolcezza" che diventerebbe melliflua se Jumpers fosse solo una favoletta. E' il passaggio in cui Mabel interviene per salvare, dal suo punto di vista, un altro castoro dall'attacco di un orso. Ma il risultato è che sia l'orso che il castoro trovavano giusto quello che stava accadendo, nell'ordine della legge della natura che prevede che vi siano predatori e prede. E accettare chi è altro da noi prevede anche questo, forse una delle cose più complesse poi per chi dice di "amare gli animali": non ergersi a salvatori, non usarli come simulacri su cui riversare la nostra necessità di compiere buone azioni solo per compensare il nostro ego o semplicemente cui riversare quelle che sono le nostre regole morali.