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10 Marzo 2026
7:59

400 cani venduti con falso pedigree. Gli animali comprati a basso prezzo: esseri viventi sfruttati per business

Scoperto un allevamento abusivo di Bassotti, Pinscher, Maltesi e altre tipologie di cani a Chivasso. Venivano tenuti in condizioni igienico sanitarie non compatibili con il loro benessere e i cuccioli venduti con falsi pedigree. Scoperto dai Carabinieri un giro d'affari vicino ai 230 mila euro per aver venduto quasi 300 animali tra il 2018 e il 2023.

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I cuccioli dell’allevamento abusivo di Chivasso (foto Carabinieri Cites)

Ancora una volta la cronaca restituisce il quadro di una realtà comune e di un business sempre fiorente. I Carabinieri forestali hanno scoperto un allevamento abusivo a Chivasso, in provincia di Torino, che ha venduto tra il 2018 e il 2023 ben 396 cuccioli di razze come Maltesi, Bassotti, Pinscher e anche Golden Retriever con falsi pedigree e anche con certificazioni sanitarie obbligatorie non vere. Già associare la parola "razza" accanto all'assenza del certificato genealogico è di per sé un errore, ma quei cani sono frutto di accoppiamenti di queste tipologie e il messaggio più importante che deve passare, in queste occasioni, è che se proprio si vuole comprare e non adottare un cane quella certificazione serve  perché significa che ci si è rivolti ad allevatori seri che garantiscono le migliori condizioni di salute psicofisica di quello che a tutti gli effetti dovrebbe essere un membro della famiglia.

Ciò che è stato scoperto a Chivasso, nella frazione Boschetto, ha portato la Procura di Ivrea a iscrivere sul registro degli indagati tre persone. Si tratta di una donna di 65 anni e i suoi due figli di 27 e 35 anni. I reati contestati son associazione a delinquere, maltrattamento e anche abbandono di animali. I tre erano già stati sottoposti al sequestro dell'allevamento abusivo nell'ottobre del 2023 ma non si erano fermati e dalle indagini risultano diversi comportamenti illeciti perpetrati negli anni. Le cronache locali riportano episodi come l'aver simulato la morte di 23 cuccioli che in realtà sono stati venduti o la compravendita di un cucciolo di Bassotto che poi le persone cui è stato consegnato hanno scoperto essere cieco.

I tre avevano messo su un giro d'affari molto florido, pari ad almeno 230 mila euro. Questa cifra non si discosta da quelle che compongono un business milionario che è dovuto alla costante richiesta di chi cerca appunto cani di tipologie alla moda, soprattutto per quanto riguarda gli animali di taglia piccola. Ciò che emerge dalle indagini è il solito scenario che viene riscontrato in queste occasioni: gli animali erano tenuti in spazi angusti e in pessime condizioni igieniche, con relativo tasso elevato di mortalità per assenza di profilassi. Molti cuccioli sono stati anche venduti in queste condizioni, arrivando malati nelle case delle persone che mediamente erano ignare delle condizioni di provenienza.

Per quanto riguarda le certificazioni obbligatorie, emerge che vi fossero dei falsi pedigree e che nell'inchiesta sarebbero coinvolti anche due veterinari per alcuni casi di cessione con documenti falsi ma dei quali questi ultimi non erano a conoscenza. Ora con la chiusura delle indagini si vedrà come il giudice intende procedere per un eventuale rinvio a giudizio delle tre persone indagate e eventuali complici che hanno appunto favorito quest'attività aberrante.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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