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“Gli Stati Uniti nascondono intere navi aliene”, l’accusa di un ex membro dell’intelligence

In un’intervista al magazine The Debrief, David Charles Grusch ha spiegato che il governo degli Stati Uniti è in possesso di una serie di veicoli utilizzati da forme di intelligenza aliena per arrivare sul nostro Pianeta. Al momento si tratta solo di dichiarazioni, Grush non ha fornito nessuna prova a sostegno.
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A cura di Valerio Berra
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Il termine più storico è UFO, l’acronimo che identifica gli oggetti volanti non identificati. Negli ultimi anni però ha cominciato a prendere piede UAP, fenomeni anomali senza spiegazione. Ed è di questi UAP che David Charles Grusch ha parlato con The Debrief, un piccolo magazine sta attraversando nelle ultime ore un discreto momento di gloria. David Charles Grusch ha 36 anni, per 14 dei quali ha lavorato all’interno di un’agenzia del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti che si occupa di analizzare gli UAP. Dal piccolo del The Debrief, l’intervista è passata su altri media come The Guardian e The Independent.

Grusch ha rilasciato una serie di dichiarazioni per svelare due cose. La prima è il governo degli Stati Uniti ha collezionato una serie di manufatti alieni, soprattutto esemplari interi di navi spaziali o comunque parti di mezzi di trasporto creati con tecniche e materiali che non trovano riscontro nella storia dell’uomo. Grush ha definito i manufatti in possesso del governo degli Stati Uniti come come creati da un tipo di intelligenza “non umano, di origine extraterrestre o sconosciuta”. E, spiega Grush, non si tratta di frammenti ma di “veicoli intatti e parzialmente intatti”.

Ma questa non è l’unica rivelazione di Grush. Nella sua intervista Grush ha spiegato anche che queste informazioni sono note a diversi livelli del Congresso degli Stati Uniti ma che sono sempre state insabbiate. Non solo. Dopo aver manifestato la volontà di diffondere il materiale indicato, Grush ha dichiarato anche di aver ricevuto una serie di ritorsioni che lo hanno portato ad abbandonare la sue carriera.

L’affidabilità della fonte e le teorie sugli alieni

Il 2 luglio del 1947 un pallone sonda degli Stati Uniti è precipitato vicino a Roswell, nel New Mexico. Nei giorni successivi su alcuni giornali era apparsa un’altra versione della notizia. Invece di un pallone sonda, il Roswell Daily Record parlava di oggetti precipitati sulla Terra sarebbero stati degli UFO e tutto il materiale, compresi dei cadaveri alieni, sarebbero stati sequestrati dal governo. Questo episodio è diventato la base di una serie di teorie del complotto ed è entrato nella cultura pop. Incalcolabili tutte le citazioni, da Independece Day a Futurama. Il motivo per cui un’intervista pubblicata su un piccolo magazine è stata ripresa anche da quotidiani attenti alla verifica dei fatti è che Grush non è un vecchio nerd cresciuto a pane e cinecomic che ha fondato un blog di ufologia. Stando a quanto dichiarato, Grush ha una carriera lunga e di alto livello nelle strutture governative e questo farebbe di lui una delle prime fonti credibile del passaggio di alieni sul nostro Pianeta.

David Charles Grusch non è un personaggio noto. Non ha molte reference sui motori di ricerca e soprattutto nella versione dei fatti presentata fino a questo momento non ci sono prove di nessun tipo a sostegno. The Debrief spiega di aver parlato con altre fonti che hanno garantito l’affidabilità dell’ex funzionario ma solo una ha confermato di fatto l’esistenza di questi reperti. Nello specifico si tratta di Jonathan Gray, attuale funzionario della National Air and Space Intelligence Center (Nasic). Insomma. Tutta la storia si regge solo sulle dichiarazioni di Grush che ora, dovrà dimostrare. O ritrattare.

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