9 Maggio 2022
16:56

Ora sappiamo perché gli adolescenti non ascoltano i genitori

Lo ha scoperto un team di neurobiologi dell’Università di Stanford, rilevando un importante cambiamento legato all’età nel modo in cui il cervello risponde alle voci familiari.
A cura di Valeria Aiello

Sarà probabilmente capitato a tutti i genitori di avere dei figli adolescenti che sembrano non ascoltare cosa viene detto loro, specialmente quando si tratta di rimettere in ordine la stanza o finire i compiti. Secondo i ricercatori dell’Università di Stanford, alla base di questa difficoltà di comunicazione ci sarebbe, stando a un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, un legame con sviluppo cerebrale dei ragazzi, ovvero un cambiamento neurobiologico legato all’età che porterebbe il cervello degli adolescenti a non trovare più gratificante la voce della propria mamma.

Proprio come un bambino sa sintonizzarsi con la voce di sua madre, un adolescente sa sintonizzarsi con nuove voci – ha affermato Daniel Abrams, autore principale dello studio e professore associato di psichiatria e scienze comportamentali presso l’Università di Stanford – . Da adolescente, non sai che questo sta accadendo. Sei solo te stesso: hai i tuoi amici e nuovi compagni e vuoi passare del tempo con loro. La tua mente è sempre più sensibile e attratta da queste voci sconosciute”.

Perché gli adolescenti non ascoltano i genitori

Utilizzando scansioni cerebrali MRI funzionali per fornire una spiegazione neurobiologica dettagliata del fenomeno, gli studiosi hanno scoperto che il cervello degli adolescenti è più recettivo a tutte le voci, compresa quella della madre, rispetto al cervello dei bambini, che invece è maggiormente sintonizzato sulle voci del contesto familiare. I ricercatori hanno anche verificato che, nei cervelli degli adolescenti, i circuiti di ricompensa e i centri cerebrali che danno la priorità a stimoli importanti vengono attivati maggiormente ​​dalle voci sconosciute che da quella della madre. Uno spostamento che, spiegano gli studiosi, è un aspetto di una sana maturazione. “Si tratta di un segnale che aiuta gli adolescenti a interagire con il mondo e a formare connessioni che consentano loro di essere socialmente esperti al di fuori delle loro famiglie” ha aggiunto il team di Stanford.

In precedenza, lo stesso team aveva scoperto che, nel cervello dei bambini di età pari o inferiore a 12 anni, sentire la voce della mamma innesca un’esplosione di risposte uniche, attivando una serie di risposte uniche in aree cerebrali non attivate dallo stimolo di voci sconosciuti,  inclusi i centri di ricompensa, le regioni di elaborazione delle emozioni, i centri di elaborazione visiva e le reti cerebrali che decidono quali sono le informazioni salienti. “La voce della madre è la fonte sonora che insegna ai bambini tutto sul mondo socio-emotivo e sullo sviluppo del linguaggio – ha precisato Percy Mistry, co-autore principale dello studio e ricercatore in psichiatria e scienze comportamentali all’Università di Stanford – . A un certo punto dello sviluppo, il bambino diventa indipendente e questo cambiamento deve essere accelerato da un segnale biologico sottostante”.

Il cambiamento nel cervello degli adolescenti

Per arrivare a identificare tale fenomeno, i ricercatori hanno fatto ascoltare la registrazione di tre parole senza alcun senso a un gruppo di adolescenti di età compresa tra i 13 e 16 anni e mezzo, tutti con un QI di almeno 80 e senza disturbi neurologici, psichiatrici o di apprendimento. Queste tre parole (il cui utilizzo ha assicurato che i partecipanti non rispondessero al significato o al contenuto emotivo delle parole) sono state pronunciate sia dalla mamma di ciascun adolescente e sia da altre due donne che non avevano alcuna familiarità con i partecipanti allo studio.

Dal confronto delle scansioni MRI effettuate durante i diversi ascolti, i ricercatori hanno osservato le differenti risposte cerebrali, scoprendo che queste aumentavano con l’età degli adolescenti e che, rispetto ai bambini più piccoli, le voci sconosciute suscitavano una maggiore attività rispetto alla voce della madre. “I nostri risultati dimostrano che questo processo è radicato nei cambiamenti neurobiologici – ha indicato gli studiosi – . Quando gli adolescenti sembrano ribellarsi, non ascoltando i propri genitori, è perché sono pronti per prestare maggiore attenzione alle voci fuori dal contesto familiare”.

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