Lo Stato Islamico potrebbe aver utilizzato armi chimiche in Iraq contro i guerriglieri curdi. Secondo il Pentagono le informazioni circa il possibile uso di iprite, anche conosciuto come gas mostarda, nell'attacco condotto mercoledì, vicino alla città di Makhmour, a 50 chilometri da Irbil, sarebbero "molto credibili". "Abbiamo informazioni credibili sul fatto che l'agente usato nell'attacco era l'iprite" ha affermato un funzionario americano al Wall Street Journal.

Le conferme del Pentagono arrivano in seguito alle parole del portavoce del ministero della Difesa tedesco, che per primo aveva rivelato il probabile utilizzo di armi chimiche da parte dell'Isis nei confronti dei combattenti curdi, i quali dopo l'attacco avevano avuto in molti casi seri problemi alle vie respiratorie. I tedeschi fiancheggiano, con 90 esperti militari sul territorio, delle forze curde sin dal mese di settembre, aiutandole a respingere l'avanzata dello Stato Islamico.

Non si tratta della prima volta che il califfato viene accusato di aver utilizzato armi chimiche. Già lo scorso marzo, stando a quanto riportano i media statunitensi, il governo curdo aveva dichiarato di essere in possesso di prove incontrovertibili circa l'uso da parte dello Stato Islamico di cloro in un attacco bomba di gennaio. L'eventuale uso di "gas mostarda", tuttavia, segnalerebbe un forte aumento – riporta il Wall Street Journal – delle capacità dell'Isis sul campo di battaglia. Secondo fonti autorevoli citate dal quotidiano, l'Isis avrebbe "ottenuto il gas mostarda in Siria, dove il governo ha ammesso di averne a disposizione grandi quantità nel 2013, quando si è accordato" per smantellare il suo arsenale di armi chimiche. L'uso dell'iprite contro le forze curde non avrebbe causato nessun morto, ma problemi fisici – dolori e mobilità limitata – per coloro che vi sono stati esposti.