
Le mucche difficilmente vengono considerate tra gli animali più svegli e "intelligenti". E a rafforzare questa idea ci ha pensato anche una celebre vignetta realizzata nel 1982 dal fumettista statunitense Gary Larson e intitolata Cow Tools, in cui una mucca espone con orgoglio alcuni strumenti costruiti in modo approssimativo e poco funzionale. La battuta funziona proprio perché parte da un presupposto: i bovini non sono abbastanza intelligenti da usare strumenti. Oggi, però, quella convinzione inizia a scricchiolare.
A metterla pesantemente in discussione è Veronika, una mucca di razza Bruna Svizzera, protagonista di uno studio appena pubblicato sulla rivista Current Biology. Grazie a lei, e per la prima volta in assoluto, i ricercatori hanno documentato e descritto l'utilizzo di strumenti in un bovino, dimostrando che le capacità cognitive di questi animali potrebbero essere state fortemente sottovalutate più per mancanza di osservazione che per reali limiti. Ed è bastata un singola mucca con la passione per i grattini e gli spazzoloni.
La spazzola per la schiena, il manico per la pancia: come Veronika utilizza lo spazzolone per grattarsi

Veronika non vive in un allevamento intensivo e non viene sfruttata per la produzione di latte. È un animale da compagnia, accudito da oltre dieci anni da Witgar Wiegele, agricoltore e panettiere austriaco che vive nella Carinzia, al confine con l'Italia, e che la considera parte integrante della sua famiglia. È stato proprio lui a notare per la prima volta un comportamento insolito: la mucca afferrava dei bastoni con la bocca e li usava per grattarsi.
Quando i video di Veronika sono arrivati ad Alice Auersperg, biologa dell'Università di Medicina Veterinaria di Vienna, è stato subito chiaro che si trattava di qualcosa di mai visto prima e così, insieme al collega Antonio Osuna-Mascaró, la ricercatrice ha deciso di approfondire la questione e di mettere alla prova la mucca con alcuni test.
Durante una serie di test, gli studiosi hanno quindi messo a disposizione di Veronika uno spazzolone da esterni, lasciato a terra in posizioni diverse. La mucca non solo lo raccoglieva con la bocca per grattarsi, ma usava in maniera flessibile e consapevole entrambe le estremità, adattando i movimenti a seconda della parte del corpo che desiderava grattare. Per le zone ampie e robuste, come la schiena, preferiva le setole, compiendo movimenti ampi e decisi. Per le aree più morbide e sensibili, come la pancia, optava per il manico, con gesti più lenti e controllati.
Uso flessibile e multifunzionale di uno strumento, capacità rarissima negli animali

In etologia, e nello studio del comportamento animale, l'utilizzo di strumenti è considerato una delle massime espressioni delle capacità cognitive di una specie. Sono infatti pochi gli animali che, come noi esseri umani, sono in grado di manipolare un oggetto in maniera intenzionale e consapevole per raggiungere uno scopo preciso attraverso un'azione meccanica complessa. E Veronika non solo è in grado di farlo, ma va anche ben oltre.
La mucca non sono è in grado di utilizzare uno strumento, ma lo fa anche in maniera flessibile e – soprattutto – multifunzionale, scegliendo parti diverse dello stesso oggetto per scopi e zone del corpo differenti. Si tratta di una capacità rarissima e documentata finora, in modo convincente, solo in pochissime specie, come per esempio gli scimpanzé.
È vero che Veronika usa lo strumento esclusivamente sul proprio corpo, una forma di utilizzo "egocentrica" e considerata meno complessa rispetto a quella rivolta verso oggetti esterni, per esempio per ottenere cibo. Ma a differenza di un essere umano e di uno scimpanzé, il bovino deve fare i conti con dei limiti fisici evidenti: può manipolare lo spazzolone solo con la bocca. Ciò che colpisce di più, spiegano i ricercatori nello studio, è però la sua capacità di anticipare il risultato delle azioni e di adattare presa e movimenti di conseguenza.
Perché Veronika è la prima mucca a utilizzare strumenti?

Secondo gli autori dello studio, le condizioni di vita di Veronika – purtroppo rare per la maggior parte dei bovini domestici – hanno avuto un ruolo chiave in questa scoperta. Una lunga aspettativa di vita, un ambiente ricco e stimolante e la possibilità di esplorare e interagire con oggetti diversi sono fattori raramente concessi ai bovini allevati. Ed è forse proprio per questo che certi comportamenti passano spesso inosservati, soprattutto negli animali "da reddito".
Veronika non è più "intelligente" di altre mucche e non ha capacità cognitive superiori alla media. Molto più semplicemente, sta vivendo una vita libera e degna di essere vissuta, esprimendo al massimo – o magari ancora no – capacità e abilità "normali" che la maggior parte dei bovini domestici non ha tempo e modo di esprimere.
Questa mucca non costruisce strumenti come quella della vignetta di Larson, ma li sceglie, li adatta e li usa con una consapevolezza e una destrezza che ci costringe a rivedere molti pregiudizi sui bovini domestici e su altri animali d'allevamento. Forse l'idea davvero assurda non è tanto quella di una mucca che usa uno spazzolone per grattarsi, ma pensare che un animale così non possa farlo solo perché non abbiamo mai provato a guardarlo per davvero.