;)
Un giovane squalo bianco è stato catturato accidentalmente da un pescatore nell'Adriatico, al largo delle coste del Montenegro, a circa 12 chilometri dalla riva e a una profondità di 115 metri. L'animale, apparentemente in buone condizioni, è stato poi rilasciato in mare, anche perché si tratta di una specie protetta la cui cattura è illegale. Le fotografie dell'incontro, invece, sono state consegnate all'Istituto di Biologia Marina dell'Università del Montenegro, che ha poi condiviso l'osservazione.
Si tratta di una segnalazione molto importante, poiché lo squalo bianco, una delle specie più iconiche al mondo, è anche una delle più minacciate del Mediterraneo. Nonostante nell'immaginario collettivo questa specie evochi spesso paure ataviche – alimentate anche da Lo squalo di Steven Spielberg, che ha appena compiuto 50 anni – i suoi avvistamenti nel Mediterraneo sono oggi eventi eccezionali, tanto che quello appena documentato rappresenta solo il terzo caso accertato nelle acque montenegrine negli ultimi trent'anni.
Una specie "di casa", ma in grave difficoltà
Gli squali bianchi (Carcharodon carcharias) non sono però estranei al Mediterraneo. Si tratta di una specie autoctona, storicamente segnalata anche le acque dell'Adriatico, comprese quelle lungo la costa italiana. Tuttavia, la loro presenza è oggi purtroppo estremamente ridotta. La popolazione mediterranea, infatti, è considerata "In pericolo critico (CR)" dalla IUCN e le segnalazioni sono molto rare e isolate. Tra gli ultimi avvistamenti accertati c'è un individuo avvistato nel 2023 lungo le coste croate e un altro filmato a Malta lo scorso maggio.
Nonostante ciò, il timore verso questa specie sempre più rara e minacciata (anche e dalla pesca) è sempre alto e ben radicato nell'immaginario collettivo. Tuttavia, secondo gli esperti, queste paure vanno ridimensionate. "Gli attacchi sono estremamente rari", hanno scritto dall'Istituto e anche i dati lo confermano: in Montenegro è stato registrato un solo attacco a un essere umano, risalente alla metà del Novecento, mentre in Italia, l'ultimo di appena due totali lungo l'Adriatico risale al 1988, in Puglia.
I tentativi (falliti) di trovare lo squalo bianco in Italia

Nel complesso, il rischio per i bagnanti è quindi praticamente nullo e ben inferiore rispetto a quello rappresentato da molti altri animali con cui conviviamo quotidianamente. Storicamente, il nostro paese era però considerato un luogo importate per la presenza e la riproduzione dello squalo bianco nel Mediterraneo, tuttavia, nessun individuo è stato avvistato o tracciato negli ultimi anni, nonostante diverse spedizioni mirate sia nel Tirreno e che nell'Adriatico. I biologi marini hanno provato a trovarli e a dotarli di tag satellitari, ma senza successo.
Recentemente, le analisi del DNA ambientale raccolto in mare hanno confermato la presenza di squali bianchi in Sicilia, eppure gli studiosi che da anni tentano di osservare questa specie tra le acque italiane non sono riusciti ad avvistarne nemmeno uno. Un'ulteriore dimostrazione di quanto questo squalo sia diventato raro e ormai a un passo dall'estinzione, al punto da risultare quasi invisibile nei nostri mari. La vera sfida, quindi, rimane quella di riuscire a tutelare una specie che, nonostante la pessima fama, ha un ruolo essenziale nei nostri mari.