
Ogni anno vengono scoperte tantissime specie nuove, eppure la natura riesce ancora a sorprendere. Questa volta lo ha fatto nelle foreste nebulose della Serra do Quiriri, una catena montuosa nel sud del Brasile, all'interno della Foresta Atlantica, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità – e allo stesso tempo più minacciati – del pianeta. Qui un team di ricercatori ha appena scoperto una nuova specie di rana minuscola e dal colore arancio brillante, battezzata Brachycephalus lulai.
Il nome è un omaggio a Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente del Brasile per tre mandati noto semplicemente come Lula. Non si tratta di una scelta casuale o puramente simbolica: dedicare una specie a una figura pubblica serve spesso a richiamare l'attenzione sull'urgenza di proteggere gli ambienti naturali in cui questi animali vivono. In questo caso, l'obiettivo dichiarato degli autori è promuovere nuove iniziative per la conservazione della Foresta Atlantica e, in particolare, per le piccole rane del genere Brachycephalus.
Una rana arancione e grande quanto un'unghia

La rana Brachycephalus lulai appartiene a un gruppo di anfibi noti anche come "rospi zucca" in inglese per il loro colore acceso. Il corpo è infatti di un arancione brillante, punteggiato da piccole macchie verdi e marroni. Anche le dimensioni sono piuttosto "impressionanti": i maschi misurano tra 8,9 e 11,3 millimetri, le femmine tra 11,7 e 13,4 millimetri. Parliamo quindi di alcuni tra i più piccoli vertebrati terrestri conosciuti.
Queste rane vengono anche definite microendemiche, un termine che indica specie presenti solo in aree geografiche estremamente limitate. Nel loro caso, pochi chilometri quadrati di foresta montana. Proprio questa caratteristica le rende particolarmente vulnerabili: basta una piccola modifica dell'habitat, come il taglio degli alberi o gli effetti del surriscaldamento globale, per metterne a rischio la sopravvivenza dell'intera specie.
Non solo colori brillanti: un canto che fa la differenza

A rendere possibile l'identificazione della nuova specie non è stato però tanto l'aspetto, molto simile a quello di tante altre rane dello stesso genere, quanto soprattutto il canto durante il corteggiamento. I maschi di B. lulai emettono infatti un richiamo molto specifico, usato per attirare le femmine, composto da gruppi di due brevi impulsi sonori. Un canto diverso da quello di tutte le altre specie note nella zona.
Ma per essere davvero certi di trovarsi davanti a una specie nuova, i ricercatori hanno utilizzato anche altri strumenti. Hanno per esempio eseguito una TAC per studiare la struttura dello scheletro e analizzato il suo DNA, confrontando il materiale genetico con quello delle altre specie simili. I risultati hanno confermato che questa rana è a tutti gli effetti una nuova specie, anche se strettamente imparentata con altre due che vivono nella stessa catena montuosa.
Un nome per proteggere un intero ecosistema

La scoperta, pubblicata sulla rivista PLOS One, è accompagnata inoltre da un appello molto chiaro. Con la dedica al presidente Lula, gli autori chiedono azioni di conservazione immediate per proteggere queste rane e il loro habitat. Tra le proposte c’è per esempio la creazione del Refúgio de Vida Silvestre Serra do Quiriri, un'area protetta che consentirebbe di tutelare le specie endemiche senza espropriare i terreni privati.
Oltre alla necessaria tutela, i ricercatori sottolineano anche l'importanza del monitoraggio continuo delle popolazioni, per individuare tempestivamente nuove minacce, e di ulteriori esplorazioni in aree montane simili dove potrebbero vivere altre specie ancora sconosciute. Insomma, il messaggio è molto chiaro: la rana del presidente Lula può diventare "l'ombrello" per proteggere e un'intero ecosistema.