UN PROGETTO DI
29 Novembre 2025
11:29

Una giornata internazionale per conoscere i giaguari attraverso le storie di alcune “Panthera onca”

Il 29 novembre si celebra la giornata internazionale dedicata al più grande felino del continente americano che rischia di scomparire per sempre. Ecco alcune storie che ci fanno comprendere quanto sia importante tutelare le specie selvatiche.

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Il 29 novembre di ogni anno si rende omaggio a un felino raro e sempre più minacciato dalle attività umane: la Panthera onca, ovvero il giaguaro. L'International Jaguar Day è nato proprio per puntare la luce su uno dei più belli e vulnerabili predatori che rischia appunto di scomparire dal suo areale di distribuzione: le Americhe.

Ad oggi, infatti, come riporta il WWF  la presenza del giaguaro è stimata intorno a circa 170.000 individui, con una netta diminuzione della densità di popolazione in aree fortemente deforestate o frammentate. "La connettività tra le popolazioni di giaguari è vitale per garantire il flusso genetico e la sopravvivenza a lungo termine di questo carnivoro che necessita di estese foreste integre per sopravvivere – spiegano dall'associazione – Con la distruzione delle foreste e il conflitto crescente con agricoltori e allevatori, il rischio di vedere un declino delle principali popolazioni di questa specie resta elevato. I giaguari oggi occupano meno della metà del loro areale storico".

La specie è classificata nelle liste rosse dell'IUCN come "quasi minacciata" e ciò avviene a causa principalmente della deforestazione dell'Amazzonia e di altre aree in cui vive  a causa delle piantagioni di soia che vengono utlizzate  anche per alimentare milioni di animali d’allevamento. Come precisa sempre il WWF "si sta distruggendo il polmone del Pianeta: consumiamo in media 61 kg di soia l’anno, ma il 93% di questo vegetale va nei mangimi utilizzati nell’allevamento degli animali che finiscono nei nostri piatti. A livello globale, la coltivazione di soia sta devastando alcuni dei più preziosi ecosistemi: Amazzonia, Cerrado, il Pantanal e il Gran Chaco, dove vive il 10% di tutte le specie animali conosciute, tra cui il giaguaro, il più grande felino sudamericano2.

Il giaguaro, "colui che caccia in volo”

"Colui che caccia in volo": così viene chiamato dalle popolazioni indigene questo felino selvatico che è l'unico originario del Continente americano e anche il più grande di tutta la zona in cui la popolazione è distribuita. Un maschio adulto può arrivare a misurare due metri e mezzo in lunghezza e pesare fino ai 120 chili.

Ciò che ha sempre affascinato l'essere umano, purtroppo, è il manto della Pantera onca: quella precisa distribuzione dei colori giallo e ocra dominata poi da delle "rosette" nere che ne hanno fatto una specie molto ricercata per la sua pelliccia.

La possanza del giaguaro poi è parte della grande fascinazione che questo carnivoro selvatico ha sulla nostra specie: la sua agilità nell'arrampicarsi sugli alberi, la velocità con cui nuota e la grande abilità nella caccia lo hanno reso un animale iconico tanto localmente quanto nel resto del mondo.

I giaguari sono dei "predatori opportunisti", ovvero hanno un'alimentazione che varia a seconda del bisogno, riuscendo a cacciare dai caimani fino alle tartarughe perché nulla, o quasi, ferma la potenza delle loro fauci.

L'areale di questa specie attraversa in realtà tutta l’America: Messico, Brasile, Bolivia, Argentina e Paraguay sono solo alcuni degli stati in cui le "pantere" si muovono cercando di sopravvivere all'antropizzazione dei territori e, come detto, al disboscamento causato dalle attività umane: negli ultimi decenni la specie ha perso circa la metà del territorio che un tempo occupava.

Storie vere di giaguari che "resistono"

E' successo poco tempo fa: un giaguaro è salito agli onori della cronaca in tutto il mondo. Le immagini dell'animale che ha nuotato per otto ore nel fiume Rio Negro in Brasile sono diventate virali e rappresentative del dato di fatto che ancora sono tanti i bracconieri che cacciano gli animali selvatici. L'esemplare, infatti, aveva decine di ferite causate dai proiettili e ciò nonostante ha sfidato per ore la corrente prima di essere salvato da una squadra del Batalhão Ambiental di Manaus, la polizia specializzata nella tutela ambientale.

E' del 2024, invece, la notizia della reintroduzione in natura di un giaguaro che era stato recuperato in pessime condizioni dopo un terribile incendio avvenuto nel Mato Grosso.  Dopo ben due anni di cure e con un team dedicato alla sua riabilitazione, l'animale è potuto ritornare in libertà nella sua Amazonia grazie alla collaborazione tra associazioni di tutela animale e comunità locali che hanno lavorato insieme per preservare questo individuo.

Altro rilascio in natura degno di nota è stato quello di una madre con due cuccioli di giaguaro in Argentina. La reintroduzione sul territorio è stata fatta nel Parco nazionale Iberá National Park in un Paese in cui la specie era praticamente ridotta all'orlo dell'estinzione con soli 12 individui ancora presenti sul territorio.

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