
Venerdì 27 marzo, un grosso squalo è stato avvistato durante una regata a Maiorca, nell’arcipelago spagnolo delle Baleari. Lo squalo ha nuotato tra le imbarcazioni senza causare alcun incidente. A riprendere la scena è stato uno dei velisti in gara, che ha filmato l'animale mentre si muoveva con calma tra i partecipanti, suscitando sorpresa, ma anche un po' preoccupazione.
Dalle immagini non è chiaro di quale specie si tratti, ma secondo gli esperti, dalla forma e dalle dimensioni, potrebbe trattarsi di uno anche di uno squalo bianco o di un mako, tra i predatori più grandi presenti nel Mediterraneo. Identificare con certezza la specie, però, non è semplice: senza analisi più approfondite, si può solo avanzare un'ipotesi basata sulla forma del corpo e sul comportamento osservato.
Al di là dello stupore iniziale, la presenza di questi grandi predatori è considerata comunque un segnale molto positivo dagli scienziati. Nel Mar Mediterraneo, infatti, molte specie di squali hanno subito un drastico calo a causa soprattutto della pesca intensiva. Alcune sono oggi in serio pericolo di estinzione e per questo motivo osservare uno di questi animali in mare è un evento molto importante dal punto di vista ecologico.

Gli squali svolgono infatti un ruolo fondamentale per la salute e il funzionamento degli ecosistemi marini. In quanto predatori apicali – cioè al vertice della catena alimentare – contribuiscono a mantenere l'equilibrio tra le varie specie, regolando le popolazioni di pesci e altri organismi. Un mare con gli squali è, in generale, un mare più sano e produttivo.
L'ipotesi che possa trattarsi di uno squalo bianco (Carcharodon carcharias) è ancora più significativa, poiché si tratta probabilmente di una delle specie più minacciate all'interno del bacino del Mediterraneo. E proprio per migliorare la conoscenza e la tutela di questi predatori, negli ultimi anni sono aumentati notevolmente gli studi nel Mare Nostrum.

Un esempio recente riguarda la cattura di un giovane squalo bianco sempre nelle acque spagnole, confermata attraverso analisi genetiche. Si tratta di osservazioni rare, ma preziose, che aiutano a capire meglio la distribuzione e lo stato di conservazione di specie ancora poco conosciute in quest'area.
Negli ultimi anni, alcune prove dirette e non avevano già rafforzato l'idea che la specie fosse ancora presente nel Mar Mediterraneo. Nel maggio del 2025, per esempio, un individuo è stato avvistato a Malta, mentre nello stesso anno un altro giovane bianco è stato pescato accidentalmente e poi liberato nell'Adriatico, al largo del Montenegro. Episodi molto rari, ma documentanti, che confermano la presenza di queste specie nel Mediterraneo.
Anche l'avvistamento a Maiorca si inserisce in questo contesto: un'osservazione ancora da confermare, certo, ma che racconta qualcosa di più ampio. Non solo la presenza di uno squalo, ma lo stato di salute – ancora fragile – di un Mediterraneo che, lentamente, potrebbe tornare a ospitare con numeri più alti i suoi più grandi e preziosi predatori.