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3 Gennaio 2026
8:48

Stop del Tar alla la caccia in Veneto: la stagione venatoria si ferma prima per tre specie di uccelli

La decisione del Tribunale amministrativo veneto si inserisce nel dibattito continuo legato alla caccia nel nostro Paese in un periodo in cui altre decisioni pendono sulla questione della convivenza con le altre specie in modo particolarmente rilevante: dagli uccelli al lupo.

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Il Tar del Veneto ha deciso: stop in anticipo alla stagione venatoria rispetto a quattro specie di uccelli, grazie al ricorso presentato da un gruppo di associazioni animaliste (Lav, Lac, Lipu, Oipa e Lndc). A sancire che le doppiette non potranno più sparare in Veneto è stato il decreto cautelare n. 651 del 30 dicembre in cui  sono indicati quali sono gli uccelli da preservare e i tempi di attuazione. In particolare, non potrà essere più cacciato il tordo tassello a iniziare dal 10 gennaio, con un anticipo di 21 giorni rispetto a quanto era stato stabilito sulla data della chiusura della stagione venatoria locale (il 31 gennaio). Per canapiglia, germano reale e gallinella d'acqua i fucili dovranno fermarsi il 10 gennaio.

Questa decisione è stata avvalorata dalla documentazione allegata alla richiesta al Tar dalle associazioni che hanno sottolineato quanto poco si siano tenuti in conto i pareri dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) relativamente all'attenzione da riservare ad animali come questi che sono in fasi delicate come la migrazione e la riproduzione in questa stagione dell'anno.

La decisione del Tar veneto assume maggiore rilevanza anche alla luce di altri episodi simili già avvenuti nel corso del tempo che mostrano sostanzialmente sempre un aspetto legato alla gestione della caccia e del patrimonio faunistico che è regolata da una legge del 1992, la 157. Il dettato normativo di riferimento affronta questi aspetti ma deroga alle Regioni poi la regolamentazione dei calendari venatori e puntualmente si arriva ad un braccio di ferro tra gli enti che tendono ad allargare le maglie e i tribunali amministrativi che seguono maggiormente le indicazioni della normativa nazionale.

La stagione venatoria in Italia, in generale, è prevista tanto per le specie migratorie quanto per quelle autoctone in un periodo che va dalla seconda metà di settembre, gennaio, febbraio e anche a marzo, sempre a seconda delle specie e delle regioni.

Tutto ciò si inserisce anche in un dibattito particolarmente attuale che riguarda anche la polemica rispetto il cosiddetto "ddl caccia e montagna", approvato in via definitiva l'11 settembre scorso e che prevede la ripartizioni di fondi pari a 200 milioni l’anno (2025-27) per sanità, istruzione e lotta allo spopolamento. Ma il testo non riguarda solo l’economia montana ma, ad esempio, sono stati inseriti anche due articoli che riguardano la caccia nei valichi montani e l'abbattimento dei lupi.

Su Kodami ce ne siamo occupati mettendo in evidenza gli aspetti critici di questo ddl promosso dell'onorevole Calderoli, Ministro per gli affari regionali e le autonomie. L'articolo 15, in particolare, è frutto di un emendamento voluto dal parlamentare della Lega Roberto Bruzzone, che da tempo ha sposato e appoggiato le istanze dei cacciatori, in cui le associazioni animaliste hanno da sempre riscontrato elementi utili ad aggirare il divieto di caccia sui valichi montani, vietata proprio dalla legge 157. L’articolo 13 invece si inserisce sulla scia della decisione europea di declassare il lupo da "specie rigorosamente protetta" a "specie protetta" dando la possibilità alle Regioni di definire il numero massimo di "prelievi" di questi animali.

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