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6 Marzo 2026
13:44

Si svegliano gli orsi e tornano anche Bambina e i suoi tre cuccioli: l’appello del Parco d’Abruzzo

Con la fine dell’inverno gli orsi marsicani escono dalle tane. Avvistata già da settimane anche l’orsa Bambina con i suoi tre cuccioli: il Parco d’Abruzzo invita tutti a non diffondere immagini e posizioni sui social.

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Con l’avvicinarsi della primavera, tornano anche gli orsi marsicani

Con la fine dell'inverno, gli orsi marsicani tornano lentamente a muoversi sulle montagne dell'Appennino centrale. È il periodo in cui escono dalle tane dopo i mesi più freddi trascorsi in letargo. Tra loro c'è anche Bambina, un'orsa molto conosciuta che vive e si muove nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, avvistata più volte di recente in diversi centri abitati insieme ai suoi tre cuccioli.

Negli ultimi anni gli studiosi hanno osservato che gli inverni sempre più miti stanno influenzando parecchio anche il comportamento di molti animali selvatici. I cambiamenti climatici non modificano solo temperature e precipitazioni, ma anche i cicli biologici che regolano attività come alimentazione, riposo e riproduzione. Per gli orsi questo significa anche cambiare il modo in cui affrontano l'inverno. Spesso si parla di letargo, ma nel caso degli orsi il termine più corretto è in realtà ibernazione.

Durante questo periodo gli animali non dormono in modo continuo, ma rallentano il metabolismo, consumano le riserve di grasso accumulate in autunno e possono svegliarsi o muoversi nella tana se le condizioni lo richiedono. Proprio gli inverni sempre più caldi e instabili stanno però modificando tempi e modalità di questa fase. Alcuni orsi restano in tana più a lungo, altri invece escono prima del previsto o si muovono più frequentemente già durante la stagione fredda, come sembra aver fatto proprio l'orsa Bambina.

Gli avvistamenti dell'orsa Bambina e dei suoi tre cuccioli

Negli ultimi mesi diverse segnalazioni hanno riguardato proprio l'orsa Bambina, identificata dagli esperti del Parco con il codice F21. Una telecamera di sorveglianza l'ha per esempio ripresa nella notte del 19 febbraio ad Ateleta, in provincia dell'Aquila, mentre si muoveva insieme ai suoi tre cuccioli, ormai grandi circa un anno.

La femmina ha frequentato fino alla fine del 2025 anche il versante orientale del Parco Nazionale della Maiella, per poi tornare verso le aree montane tra Abruzzo e Molise. A gennaio 2026, invece, sono stati segnalati danni tra Pietransieri e Castel di Sangro, mentre a inizio febbraio l'orsa è arrivata fino a Rionero Sannitico, in Molise, dove ha danneggiato alcune arnie.

Successivamente si è spostata di nuovo verso nord-est, continuando a muoversi tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e quello della Maiella. Durante questi spostamenti può attraversare anche paesi e aree abitate, dove talvolta provoca danni a pollai, piccoli allevamenti familiari, orti e apiari. Gli esperti del Parco d'Abruzzo stimano che Bambina utilizzi un territorio molto ampio: circa 350 chilometri quadrati.

L'appello del Parco per una coesistenza pacifica e sicura

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Nell’Appennino centrale, rimangono circa una sessantina di orsi bruni marsicani (Ursus arctos marsicanus), sottospecie in serio pericolo di estinzione

Il Parco fa sapere che la situazione è costantemente monitorata e che le attività di gestione coinvolgono diversi enti, tra cui Carabinieri Forestali, Regioni e associazioni (come Salviamo l'Orso e Rewilding Apennines). Molti degli episodi segnalati nelle scorse settimane, spiegano dall'ente, avvengono fuori dal territorio del parco e dalle sue aree contigue, dove le competenze amministrative sono diverse. L'obiettivo resta però sempre lo stesso: garantire la sicurezza delle persone e la tutela degli orsi, soprattutto nei paesi meno abituati alla loro presenza.

Per questo il Parco invita a evitare iniziative individuali come inseguimenti, tentativi di allontanamento improvvisati o cibo lasciato apposta per attirare o far spostare l'animale. Azioni di questo tipo, infatti, possono ottenere l'effetto opposto e abituare ancora di più gli orsi alla presenza umana. Quando accade – in gergo vengono chiamati individui confidenti – questo aumenta inevitabilmente il rischio di incidenti, sia per le persone che per questi rari e minacciati orsi: ne restano in tutto appena una sessantina.

L'importanza di non diffondere immagini e posizioni precise

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Il Parco invita a non diffondere immagini e posizioni degli avvistamenti

Un altro invito sempre più urgente negli ultimi anni riguarda anche l'uso dei social network. Sempre più spesso, infatti, si vedono foto e video di avvistamenti condivi quasi in diretta su Facebook, un fenomeno che in passato ha creato non pochi problemi per la sicurezza e la gestione di altri orsi, come la famosissima orsa Amarena, uccisa con un colpo di fucile nel 2023 mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli e con l'altro suo cuccio altrettanto noto Juan Carrito, morto investito da un auto nello stesso anno.

Il Parco chiede quindi di non diffondere foto o video accompagnati da indicazioni precise su luogo e orario degli avvistamenti. Informazioni di questo tipo possono attirare curiosi e aumentare la pressione sugli animali, soprattutto su una femmina con cuccioli. Per ridurre i rischi è invece fondamentale puntare sulla prevenzione, proteggendo pollai e recinti e gestendo correttamente i rifiuti organici che potrebbero attirare gli animali.

Con il risveglio primaverile, gli incontri tra orsi marsicani e persone diventeranno come ogni anno sempre più probabili. Per questo, ricordano gli esperti, la convivenza dipende soprattutto da comportamenti responsabili: meno attenzione mediatica sugli avvistamenti e più attenzione alla prevenzione.

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