
Durante i mesi invernali, le temperature rigide possono diventare un pericolo mortale per i gatti liberi. Senza un riparo sono esposti al rischio di andare in ipotermia, una condizione in cui la temperatura corporea scende al di sotto dei 37 e il normale funzionamento dell'organismo viene compromesso. Anche se il gatto sembra solo infreddolito, è importante riconoscere i segnali precoci e intervenire tempestivamente.
Come capire se un gatto è in ipotermia
L’ipotermia nei gatti si manifesta con una serie di segnali fisici. Tra i sintomi più evidenti ci sono:
- Rigidità muscolare;
- Postura rannicchiata;
- Estremità gelate al tatto: orecchie, zampe e coda;
- Tremore;
- Pelo arruffato o bagnato.
In casi più gravi, la respirazione rallenta e il battito cardiaco diventa debole, mentre gli occhi possono sembrare opachi o poco reattivi. Spesso il gatto appare letargico, poco interessato a muoversi o a reagire agli stimoli esterni.
Cosa fare se troviamo un gatto infreddolito e a chi rivolgersi
Se si incontra un gatto randagio che mostra di essere molto infreddolito la prima cosa da fare è avvicinarsi con calma per non spaventarlo ulteriormente. Se si fa manipolare è consigliabile avvolgerlo delicatamente in una coperta o un asciugamano, cercando di mantenere il contatto con il corpo del gatto senza forzarlo, in modo da trasmettere calore gradualmente.
Non è indicato somministrare cibo o acqua immediatamente, soprattutto se appare molto letargico, perché lo stress o il freddo possono interferire con la digestione. Contattare subito un veterinario è il passaggio fondamentale: i professionisti possono valutare le condizioni del gatto e decidere il trattamento. In questi casi infatti si può mettere in atto reidratazione, riscaldamento controllato e cure specifiche in caso di ipotermia conclamata.