
Assume contorni sempre più grandi ed inquietanti quella che è stata definita la "discarica degli orrori" a Scossicci, accanto al cavalcavia dell'a14 nelle Marche, precisamente nella zona nord di Porto Recanati, al confine con Marcelli e Numana. L'unica certezza che si ha in questo momento è che si tratta chiaramente di un luogo in cui sono stati abbandonati i resti di molti, troppi cani. Il bilancio infatti continua a salire e ieri dei volontari dell'Oipa che si erano recati nell'area alla ricerca di eventuali microchip hanno denunciato la presenza di altri 17 scheletri. Un numero impressionante che fa salire, ad ora, il totale dei cadaveri rinvenuti a 45.
La ricerca dei dispositivi era ed è finalizzata al tentativo di arrivare a identificare eventuali persone di riferimento, lì dove i corpi che sono stati recuperati erano a un livello tale di decomposizione che qualora ci siano potrebbe essere possibile il ritrovamento dei dispositivi. Ma in realtà nulla è stato trovato in questo senso ma, addentrandosi in una zona boschiva più impervia, i volontari hanno incontrato altri sacchi della spazzatura con dentro i resti di altri cani.
Con il supporto dei Carabinieri forestali, i cadaveri sono stati prelevati dalla zona e inviati all’istituto zooprofilattico di Tolentino dove saranno effettuate le autopsie. Ciò che però è già stato riscontrato sul posto è che ci sono altre buste nere ancora e che il bilancio è destinato a salire.
Su questo orribile caso sta indagando la procura di Macerata per il reato di uccisione di animali a carico di ignoti e c'è stata anche un'interrogazione parlamentare volta a fare luce su possibili falle nel sistema di controllo delle anagrafi canine. A fare la prima scoperta era stata il 6 febbraio una volontaria dell' associazione locale Amici Animali Osimo che si trovava sul posto durante una passeggiata con il suo cane. Sulla loro pagina Facebook i volontari hanno raccontato quanto hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona e anche lanciato un appello: "Se qualcuno ha visto qualcosa, se sa qualcosa – anche il più piccolo dettaglio che sembra insignificante – vi invitiamo a parlare … la vostra identità verrà protetta".