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20 Gennaio 2026
11:05

Ragazza di 19 anni trovata morta in spiaggia in Australia: perché si indaga su un branco di dingo

Una 19enne canadese è stata trovata morta sull'isola di Fraser. Il suo corpo era circondato da un branco di dingo. Gli attacchi di dingo in Australia sono rari, ma possibili, e sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso.

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Il corpo della ragazza era circondato da circa dieci dingo

Una ragazza canadese di 19 anni è stata trovata morta in Australia su una spiaggia di K'gari, conosciuta anche come isola di Fraser, nello Stato del Queensland. Il corpo era circondato da un branco di dingo, i canidi selvatici simbolo di questo territorio. La Polizia locale ha avviato un'indagine per chiarire le cause del decesso, che al momento restano ancora incerte, ma è possibile che siano stati proprio i dingo ad attaccarla e ucciderla.

Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 6:30 del mattino di lunedì 19 gennaio, nei pressi del relitto della Maheno, una nave arenatasi nel 1935 e oggi meta turistica molto frequentata. Due uomini che stavano percorrendo la spiaggia in auto hanno notato un gruppo di circa dieci dingo radunati attorno a quello che inizialmente sembrava un oggetto. Avvicinandosi, hanno capito che si trattava del corpo di una giovane donna e hanno subito allertato le autorità.

La ricostruzione dell'accaduto

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Il corpo è stato trovato all’alba nei pressi del relitto della Maheno, oggi metà turistica molto frequentata

Secondo quanto riferito dalla Polizia ai media australiani, sul corpo sono presenti segni "compatibili con un contatto e un'interferenza da parte dei dingo". Tuttavia, al momento non è possibile stabilire con certezza se la ragazza sia morta a causa dell'attacco diretto degli animali o se sia annegata e solo successivamente il corpo sia stato raggiunto e toccato dai canidi. Sarà l'autopsia, prevista per mercoledì, a chiarire cosa sia realmente accaduto.

La giovane lavorava da circa sei settimane in un ostello per turisti ed escursionisti sull'isola e, secondo quanto raccontato da alcuni amici, aveva detto che sarebbe andata a fare una nuotata all'alba, intorno alle 5 del mattino. Un dettaglio che apre entrambe le ipotesi: un possibile annegamento, magari favorito dalle correnti o dal buio, oppure un incontro ravvicinato con i dingo in un'area turistica che però resta, a tutti gli effetti, un ambiente selvaggio.

Gli attacchi di dingo sono rari, ma possibili

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Gli attacchi di dingo sono rari, ma possibili. L’ultimo caso fatale sull’isola risale al 2001 e ha coinvolto un bambino di 9 anni

Gli attacchi di dingo alle persone restano eventi rari, ma non impossibili. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di episodi non letali, come morsi o comportamenti aggressivi legati alla difesa del territorio o del cibo. Gli incidenti gravi sono quindi eccezionali e, proprio per questo, attirano sempre molta attenzione mediatica. Il primo caso documentato di un attacco di dingo a K'gari risale al 1988, ma già 60 anni prima i giornali locali riportavano incidenti e problemi con questi animali.

Tra il 1996 e il 2001, sono stati segnalati in totale 279 incidenti con dingo, tra cui l'ultimo episodio fatale avvenuto proprio sull'isola, quando un bambino di 9 anni è stato ucciso da un dingo nei pressi di un campeggio. L'episodio più noto resta però quello del 1980, quando una bambina di appena due mesi scomparve da un campeggio nei pressi del noto massiccio roccioso Uluru: un caso che ha segnato profondamente l'immaginario collettivo australiano, anche perché inizialmente venne accusata di omicidio la madre.

Proprio per ridurre i rischi di incidenti, sulle isole e nelle aree frequentate dai dingo vigono regole molto rigide: è vietato dargli da mangiare, avvicinarli o interagire con loro. Gli animali che perdono la naturale diffidenza verso esseri umani – che in gergo vengono definiti "confidenti" – sono quelli più pericolosi, soprattutto in contesti come spiagge isolate, campeggi o orari notturni e mattutini, quando l'attività dei dingo è più intensa.

Chi è il dingo, a metà strada tra un cane e un lupo

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I dingo discendono da antichi cani rinselvatichiti arrivati in Australia con i primi esseri umani migliaia di anni fa

L'isola di Fraser, oggi conosciuta con il nome aborigeno K'gari, che significa paradiso, è la più grande isola di sabbia al mondo, patrimonio dell'UNESCO, ma anche un'area naturale protetta per la presenza di una delle popolazioni di dingo più "pure" geneticamente di tutta l'Australia. I dingo (Canis dingo) discendono da antichi cani arrivati in Australia insieme ai primi esseri umani tra 5.000 e 8.500 anni fa, ma oggi sono considerati una specie selvatica e protetta a tutti gli effetti.

Si tratta di animali molto affascinanti e spesso fraintesi, in un certo senso a metà strada tra un lupo e un cane, perché dopo essere arrivati in Australia, nel tempo, sono tornati a uno stile di vita completamente selvatico. Non è un lupo, ma non è nemmeno un cane: è un predatore sociale opportunista, intelligente e molto adattabile. Cacciano soprattutto piccoli marsupiali e raramente attaccano gli esseri umani. Tuttavia, come accade sia per i lupi che per i cani rinselvatichiti, può succedere.

Saranno però le indagini e l'esito dell'autopsia a stabilire con certezza se i dingo abbiano avuto un ruolo diretto nella morte della 19enne o se siano intervenuti solo successivamente.

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