UN PROGETTO DI
6 Febbraio 2026
16:58

Radiato dall’albo Mauro Guerra, il veterinario del “caso Balto”. Attesa per la sentenza: chiesti 13 anni e 4 mesi di reclusione

L'ex veterinario ora attende la sentenza finale del processo a suo carico per maltrattamento e uccisione di animali, detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti, falsificazione di libretti sanitari, frode in commercio e reati tributari.

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Un Labrador dal veterinario (foto d’archivio)

Per la conclusione del processo, dopo 19 udienze, ora manca solo la sentenza a carico di Mauro Guerra, per cui la Pubblico Ministero ha chiesto 13 anni e 4 mesi di reclusione. Ma per il veterinario di Ravenna, noto per il "caso Balto" e su cui pendono anche altre gravi accuse, una decisione già è arrivata: è stato radiato in via definitiva dall'ordine dei medici veterinari.

Per ricostruire la storia processuale di Guerra, necessariamente si deve partire da Balto, il cane la cui vita è finita dopo che l'uomo gli aveva praticato l'eutanasia. La morte di questo Labrador, però, ha portato all'indagine che ha fatto scoprire non solo la sua tormentata vicenda, in cui sono stati chiamati in causa anche le sue persone di riferimento, ma anche altri casi gravi di cui l'ex veterinario è accusato.

Balto fu soccorso da un agente della Polizia locale che era stato attirato dai suoi guaiti trovandolo solo, sotto al sole e senza acqua.  Portato da Guerra, fu ritenuto da quest'ultimo in pessime condizioni tanto da proporre via telefono ai suoi proprietari di procedere con l'eutanasia. I due la direttrice del carcere di Ravenna Carmela de Lorenzo e suo marito, diedero il consenso e anche loro erano stati poi iscritti nel registro degli indagati per maltrattamento e uccisione di animale, per poi essere prosciolti dal Tribunale di Ravenna. Il veterinario invece è accusato di non aver praticato le indagini necessarie per capire lo stato effettivo di salute del cane, ma di avergli appunto procurato la morte direttamente con l'iniezione letale nel piazzale di fronte al suo ambulatorio.

Il caso di Balto è diventato poi la punta dell'iceberg: indagini successive hanno portato alle accuse che pendono sul capo di Guerra e che riguardano diversi reati tra cui maltrattamento e uccisione di animali, detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti, falsificazione di libretti sanitari, frode in commercio e reati tributari.

Rileggendo questo folto elenco di accuse, si comprende più facilmente perché la PM ha chiesto la pena massima applicabile e dal punto di vista giudizario sono ben 120 i testimoni che sono stati ascoltati durante le 16 udienze che si sono tenute al Tribunale di Ravenna, con tanto di manifestazioni all'esterno della struttura di coloro che invece sostengono l'uomo, suoi ex clienti, che sono stati coinvolti dal veterinario stesso che via social spesso ha chiesto di supportarlo.

Ma la storia processuale racconta attraverso proprio le testimonianze di episodi gravi avvenuti all'interno del laboratorio, come quello che riporta la Lav della testimonianza della dottoressa Francesca Visalli Saliti, medico veterinario ed esperta in anestesia che ha descritto le condizioni in cui operava l'ex collega "in assenza totale di cartelle cliniche e di esami diagnostici, procedure inappropriate, lontane dalle linee guida suggerite dagli organismi preposti nonché dalle prescrizioni presenti sul bugiardino del farmaco eutanasico e quindi gli animali non venivano sottoposti ad eutanasia, ma ad uccisioni per asfissia e annegavano nel proprio sangue".

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