
Pulcini vivi come regalo di Pasqua per i bambini. Può sembrare assurdo, eppure succede a Giugliano, in provincia di Napoli, dove una scuola dell'infanzia ha distribuito ai bambini dei pulcini vivi, chiusi in piccole scatole di cartone decorate con nastri e biglietti auguri. Un'iniziativa che sta suscitando comprensibilmente forti polemiche, tra genitori spiazzati, animalisti indignati e interventi da parte di politici.
A rendere pubblica la vicenda è stato infatti il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha condiviso sui suoi canali social le immagini e i video dei pulcini confezionati come oggetti. Le segnalazioni parlano di famiglie colte di sorpresa e inevitabilmente impreparate a gestire un animale vivo, con i genitori che si sono ritrovati improvvisamente con un essere vivente in casa senza sapere cosa fare.
Nel frattempo, le critiche si sono moltiplicate col passare delle ore. C'è chi sottolinea come i bambini, convinti di aver ricevuto un giocattolo, non fossero nemmeno consapevoli della fragilità dell'animale. E c'è chi chiede chiarimenti alla scuola: da dove arrivano questi pulcini? Sono state rispettate le norme sanitarie? L'iniziativa, secondo alcune testimonianze, sarebbe dovuta proseguire anche nei giorni successivi, ma sarebbe poi stata fermata.
Al di là dei tanti dubbi, il vero punto centrale è uno solo: i pulcini non sono oggetti. Sono esseri viventi senzienti, estremamente sensibili, che nei primi giorni di vita dipendono completamente da condizioni ambientali molto precise. Hanno bisogno di calore costante, di un ambiente protetto e di cure continue. Senza queste condizioni, il rischio di mortalità è altissimo. Rinchiuderli in una scatolina e trasportarli da un luogo all'altro significa esporre a freddo, stress e possibili traumi, cioè a una sofferenza che si potrebbe facilmente evitare.
C'è poi una questione ancora più profonda, che riguarda l'educazione. La scuola dovrebbe insegnare il rispetto per gli animali, non il contrario. Consegnare un essere vivente come fosse un gadget manda un messaggio molto chiaro e sbagliato da qualsiasi punto di vista: gli animali possono essere trattati come oggetti, regalati per una ricorrenza e poi gestiti in modo improvvisato e senza preavviso. È lo stesso meccanismo che ogni anno porta a comprare animali per Natale senza una reale consapevolezza, con conseguenze come sappiamo nefaste.

Un bambino, naturalmente, non ha gli strumenti per prendersi da un giorno all'altro cura di un pulcino. E una famiglia che non ha nemmeno potuto scegliere di accoglierlo si trova improvvisamente un essere vivente in casa. Se non si hanno spazio, tempo o competenze, come possono prendersene cura? E poi resta una domanda inevitabile: che fine faranno questi pulcini quando cresceranno se riusciranno a sopravvivere?
È difficile non chiedersi come si sia potuto pensare anche lontanamente che tutto questo fosse una buona idea. Chi ha deciso, si sarà fatto almeno qualcuna di queste domande? E come è stato possibile approvare comunque una cosa del genere? Persino mettendo da parte per un attimo il benessere dei pulcini, avrà provato a immaginare come ci sia può sentire a ritrovarsi un pulcino in casa da un giorno all'altro? Nel frattempo, LAV e altre associazioni hanno chiesto chiarimenti al dirigente scolastico.