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17 Febbraio 2026
17:53

Perché si chiamano cani molossoidi: chi era il Molosso e cosa ha in comune con le razze di oggi

Chi erano i Molossi dell’antica Grecia e perché hanno dato il nome ai molossoidi? Origini, storia e caratteristiche dei grandi cani da guardia di ieri e oggi.

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Il Rottweiler è una delle razze molossoidi più conosciute e diffuse

Le razze molossoidi sono tra le più apprezzate e diffuse tra gli appassionati e gli amanti dei cani. In questo gruppo, infatti, rientrano cani come il Corso, l'Alano, il Boxer, il Rottweiler e tanti altri, animali dalla struttura massiccia, caratterizzati da teste molto grandi, musi non troppo lunghi e dotati di mandibole molto potenti.

Il loro nome deriva dal Molosso, un antico cane oggi estinto originario dell'Epiro, una regione dell'antica Grecia abitata, appunto, dal popolo dei Molossi. Di questo cane non abbiamo descrizioni dettagliate come per le razze moderne, ma sappiamo – grazie agli scritti di autori greci e romani – che era un animale grande, potente, con testa massiccia e corporatura robusta. Venne allevato almeno dal IV secolo a.C. e scompare gradualmente con il passare dei secoli, probabilmente assorbito e trasformato in altre linee canine durante l'epoca romana e medievale.

Il Molosso non è l'antenato diretto di tutte le razze molossoidi moderne, ma ne rappresenta il modello ideale: un cane forte, coraggioso, selezionato per la guerra, la guardia e la difesa degli animali da allevamento. È proprio questa eredità – fisica, motivazionale e funzionale – ad aver dato il nome a un intero gruppo di cani.

La storia del Molosso, l'antico cane da guerra

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La ricostruzione di una statua greca che raffigura il possibile aspetto dell’Antico Molosso o cane dell’Epiro. Immagine da Wikimedia Commons

Il Molosso era il cane dei Molossi, una popolazione guerriera dell'Epiro. Le fonti storiche raccontano che questi cani venivano utilizzati in battaglia come cani da guerra: accompagnavano i soldati, proteggevano gli accampamenti e, in alcuni casi, venivano persino lanciati contro il nemico. Gli scrittori latini, come Varrone e Columella, descrivono i cani dell'Epiro come imponenti e molto temuti e anche i Romani li impiegarono sia in ambito militare sia come cani da guardia per ville e greggi.

Il Molosso doveva avere una struttura solida, un torace ampio, mascelle forti e un temperamento determinato. Non era un cane "aggressivo" nel senso moderno del termine, ma un animale selezionato per la difesa e la protezione. In un'epoca in cui l'allevamento rappresentava ricchezza e sopravvivenza, avere un cane capace di respingere predatori come lupi e orsi e intrusi era infatti fondamentale.

Con la fine dell'Impero romano e i cambiamenti sociali ed economici, quella tipologia "pura" di cane andò perduta ed è oggi considerato estinto. Tuttavia, la sua impronta genetica, morfologica e culturale è rimasta e sopravvivere ancora oggi in molte razze moderne.

Chi sono oggi i molossoidi e perché si chiamano così

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i molossoidi di oggi, come il Mastino Napoletano, hanno storie e origini diverse, ma condividono alcune caratteristiche come corpo massiccio, testa larga, muso corto e muscolatura possente

Oggi con il termine molossoide non si indica una singola razza, ma una precisa tipologia morfologica. In altre parole, si classificano in questa famiglia diverse razze in base alla forma del corpo e altre caratteristiche fisiche, non alla loro origine geografica. La parola "molossoide" richiama infatti proprio la somiglianza fisica con l'antico Molosso: testa larga, muso relativamente corto, ossatura robusta, torace sviluppato, muscolatura potente.

È un tipo di classificazione simile a tante altre utilizzate per altre tipologie canine, come i lupoidi, che ricordano nell'aspetto il lupo, e i braccoidi, cani da ferma dal corpo più slanciato e muso allungato. Molossoide, di fatto, significa "simile al molosso" nell'aspetto.

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Un bassorilievo raffigurante una scena di caccia con cani a leoni ed equidi (645–635 a.C.). Immagine da Wikimedia Commons

Le razze molossoidi moderne non hanno infatti tutte la stessa origine. Alcune sono nate in Europa, altre in Asia. Tuttavia, condividono una storia funzionale simile: sono stati selezionati come cani da guardia, da difesa o come protettori degli animali allevati. Le prime raffigurazioni di cani simili ai molossoidi di oggi risalgono infatti addirittura all'epoca degli Assiri, in Mesopotamia. Bassorilievi antichi mostrano grandi cani impiegati per la caccia al leone o all'asino selvatico, ma anche per proteggere terreni e greggi.

Per questo motivo ancora oggi molti molossoidi sono considerati eccellenti cani da guardia o guardiani degli armenti: la loro selezione è stata orientata per secoli verso la protezione, la vigilanza e la deterrenza.

Le razze di cani molossoidi

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I molossoidi sono suddivisi in almeno tre gruppi: cani da montagna, dogue (come il Dogo Argentino) e molossoidi di piccola taglia

Oggi la famiglia dei molossoidi comprende numerose razze (l'ENCI ne include 42, più le 3 razze di piccola taglia), suddivise in almeno tre gruppi: cani da montagna, dogue e molossoidi di piccola taglia. Alcune di queste sono molto diverse per dimensioni e motivazioni, ma tutte sono accomunate da una struttura fisica massiccia e da una forte predisposizione alla protezione.

Tra le principali e più diffuse troviamo:

  • Mastino Napoletano
  • Cane Corso
  • Rottweiler
  • Bullmastiff
  • Dogo Argentino
  • Boxer
  • Alano
  • Cane da Pastore del Caucaso
  • Bulldog Inglese
  • San Bernardo
  • Terranova
  • Cane dei Pirenei

Alcuni sono stati selezionati prevalentemente per la guardia, altri per la conduzione e la difesa delle greggi, altri ancora anche per i combattimenti e, oggi, come cani da compagnia.

I cani molossoidi: caratteristiche e motivazioni

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Anche il gigantesco Alano rientra nella famiglia dei molossoidi

Quando si parla di "motivazioni" nei cani si intende l'insieme delle spinte comportamentali innate e selezionate dall'essere umano che guidano le loro azioni, i loro desideri e i loro bisogni. Ogni individui è naturalmente diverso da un altro e ha proprio preferenze e una personalità unica, ma ogni razza è stata selezionata in passato soprattutto per esprimere determinate inclinazioni comportamentali e funzionali.

Tra le varie motivazioni più spiccate nella maggior parte dei molossoidi, troviamo soprattutto la motivazione territoriale (tendono a controllare e presidiare uno spazio considerato "proprio", quella protettiva (sviluppano un forte legame con il proprio gruppo familiare e lo difendono), quella affiliativa (nonostante l’aspetto "cattivo" e imponente, molti molossoidi sono molto legati alla propria famiglia umana) e quella collaborativa (mostrano una buona predisposizione al lavoro, se guidate correttamente).

Conoscere queste predisposizioni, tuttavia, non basta per scegliere di convivere con alcune di queste razze: c'è bisogno di tanta consapevolezza. La loro struttura fisica e la loro potenza richiedono una gestione molto attenta e responsabile, un percorso educativo con dei professionisti e uno stile di vita e un contesto adatto. I grossi molossoidi non sono cani "pericolosi" per natura, ma sono stati selezionati per compiti molti precisi: proteggere e difendere con forza. Ed è da qui che bisogna partire.

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