
Il suono dei campanacci accompagna da secoli il pascolo di mucche, capre e pecore nelle zone di montagna e nelle aree rurali di mezzo mondo. È un rumore che per molti fa parte del paesaggio sonoro "naturale" di questi ambienti, tanto da sembrare quasi indispensabile. Ma a cosa servono davvero questi strumenti? E soprattutto, possono dare fastidio o causare problemi agli animali che li portano al collo quando sono grandi, pesanti o molto rumorosi?
Il campanaccio nasce come strumento molto pratico, non di certo decorativo. Serve principalmente a localizzare gli animali quando pascolano liberi, spesso su grandi superfici o in zone difficili da controllare a vista. Negli ultimi anni, però, alcuni studi scientifici hanno iniziato a interrogarsi sul suo impatto sul benessere animale, in particolare sul rumore continuo e sul peso esercitato sul collo. E la risposta, come spesso accade, non è né un sì né un no assoluto, ma dipende da come e da quanto viene usato.
A cosa servono i campanacci che si mettono ai bovini

La funzione principale del campanaccio è molto semplice: permettere al pastore di sapere dove si trovano gli animali. In sistemi di allevamento estensivo, cioè quando mucche, capre o pecore pascolano libere su prati, alpeggi o pascoli montani, non è sempre possibile tenerle sotto controllo visivo gli animali e il suono diventa così una sorta di "segnale acustico" continuo che indica la presenza della mandria e permette di seguire e suoi spostamenti.
Questa pratica è naturalmente antichissima. Resti di campane e sonagli per animali sono stati trovati in contesti archeologici risalenti anche a diverse migliaia di anni fa, dall'Europa all'Asia. Con la domesticazione e l'allevamento dei bovini e degli ovicaprini, la necessità di non smarrire e ritrovare gli animali, proteggerli dai predatori e recuperare quelli che si allontanavano troppo ha infatti reso il suono uno strumento fondamentale, molto prima dell’arrivo di recinzioni moderne o sistemi GPS.
In alcune culture, il campanaccio ha poi assunto anche un valore simbolico e identitario. In molte zone alpine, per esempio, esistono campanacci decorati, spesso usati durante feste e cerimonie tradizionali o durante la transumanza. Oggi, almeno in teoria, il campanaccio non è più indispensabile come un tempo, visto che esistono collari satellitari e altri strumenti di monitoraggio. Tuttavia, resta ancora molto diffuso perché è semplice, immediato, non richiede tecnologia e funziona sempre, senza batterie o segnale telefonico.
Alle mucche dà fastidio il campanaccio al collo?

È qui che iniziano le domande più delicate. Dal punto di vista dell'animale, il campanaccio è una fonte costante di rumore, molto vicina alle orecchie. Alcuni modelli possono superare facilmente i 90 decibel, un livello paragonabile al rumore del traffico più intenso. Per questo motivo, diversi ricercatori si sono chiesti nel tempo se questo suono continuo possa influire sul comportamento, sullo stress o persino sull'udito dei bovini.
Uno studio pubblicato nel 2015 su PLOS One ha per esempio rilevato un aumento dei comportamenti anomali o legati allo stress, come irrequietezza, battito cardiaco accelerato e movimenti ripetitivi, soprattutto con campanacci più pesanti e rumorosi. Un altro pubblicato invece nel 2017 su Frontiers in Veterinary Science ha dimostrato invece che l'esposizione continua al suono dei campanacci può anche compromettere l'udito e quindi la reazione a stimoli acustici.
Oltre al rumore, c'è poi il tema del peso. Alcuni campanacci tradizionali possono pesare infatti diversi chili. Un carico eccessivo sul collo può naturalmente causare fastidi muscolari, alterazioni della postura e, nei casi peggiori, piccole lesioni da sfregamento. Questo vale soprattutto se il collare non è ben regolato o se l'animale lo indossa continuamente.
Detto questo, non tutti i campanacci sono uguali e non tutte le mucche reagiscono allo stesso modo. Campanacci leggeri, con suono attenuato, usati solo in determinati periodi dell'anno, possono avere un impatto molto minore sul benessere animale. Nel tempo, poi, gli animali possono inoltre abituarsi parzialmente al suono, anche se questo non significa necessariamente che non sia percepito come fastidioso.
Il campanaccio, quindi, non è di per sé uno strumento "crudele", ma la tipologia e il modo in cui viene usato può fare la differenza. Oggi sappiamo che il benessere animale non riguarda infatti solo l'assenza di dolore evidente, ma anche fattori come stress, rumore e stimoli costanti. Ridurre il peso, limitare il rumore, usarlo solo quando serve davvero e valutare alternative più moderne sono scelte che possono conciliare tradizione, praticità e soprattutto maggiore rispetto per gli animali e il loro benessere.