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27 Febbraio 2026
7:59

Perché le renne sono gli unici cervi in cui le femmine hanno i palchi?

Un nuovo studio svela perché anche le femmine di renna hanno i palchi: non solo difesa, ma una preziosa riserva di minerali per sé e per i piccoli che si portano dietro e recuperano rosicchiando i palchi caduti a terra.

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Nelle renne o caribù (Rangifer tarandus), sia le femmine (a sinistra) che i maschi (destra) hanno i palchi, cosa unica tra tutte le specie di cervidi viventi

Tra tutti i cervidi, la famiglia che include caprioli, daini, alci e veri cervi, le renne (Rangifer tarandus) o caribù – come vengono chiamate in Nord America – sono una vera e propria "anomalia". Sono infatti l'unica specie in cui anche le femmine hanno i palchi, quelle strutture ossee ramificate che chiamiamo erroneamente corna. Ed è da tanto tempo che naturalisti e biologi si sono chiedono il perché.

Una risposta arriva ora da uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Ecology and Evolution e condotto da ricercatori della University of Cincinnati nell'Arctic National Wildlife Refuge, in Alaska. Qui vive la celebre mandria di caribù di Porcupine, famosa per una delle migrazioni più spettacolari del pianeta: oltre 2.400 chilometri tra andata e ritorno.

I palchi dei cervidi, di solito, "servono" ai maschi per far colpo sulle femmine. Sono fatti di osso, possono raggiungere anche oltre un metro di lunghezza e pesare diversi chili; nelle femmine sono invece molto più piccoli. Ogni anno, dopo la stagione riproduttiva, vengono poi persi e ricrescono da capo. Ma perché allora le femmine investono così tante energie per produrli? Secondo gli autori, una parte della risposta potrebbe trovarsi proprio nei palchi che cadono ogni anno a terra.

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I palchi, accumulandosi sul terreno, diventano una sorta di riserva di nutrienti e sali minerali che fertilizzano il terreno e vengono rosicchiati dalle stesse renne durante l’allattamento. Foto di Colleen Kelley

Nelle aree in cui le femmine migratrici danno alla luce i piccoli, quasi contemporaneamente, perdono anche i palchi. Questo è un dettaglio molto importante. Nel clima freddo e secco della tundra artica, questi resti ossei possono poi conservarsi per centinaia di anni, accumulandosi sul terreno e diventando parte integrante del paesaggio.

Analizzando 1.567 palchi raccolti tra il 2010 e il 2018, i ricercatori hanno scoperto che l'86% presentava segni di rosicchiamento. E nel 99% dei casi quei segni erano stati lasciati proprio dai caribù. Per capirlo hanno studiato le tracce dei denti: i carnivori, come lupi e orsi, lasciano danni diversi rispetto ai roditori o agli erbivori. E in questo caso i "colpevoli" erano quasi sempre le stesse renne.

Rosicchiando i palchi, gli animali assumono minerali preziosi come calcio e fosforo, elementi fondamentali per la salute delle ossa e, soprattutto per le femmine che hanno appena partorito, per produrre latte di qualità. Il fosforo, in particolare, è spesso scarso negli ambienti artici e diventa cruciale in una fase così delicata della vita.

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Le femmine, sviluppando i palchi, si portano dietro una riserva preziosa che rimane disponibile nel tempo proprio nel luogo in cui serve di più

Per anni si è pensato che i palchi servissero alle femmine soprattutto per difendere le migliori aree di pascolo o per allontanare i predatori. Ma questa spiegazione presenta alcune incongruenze: le femmine perdono i palchi proprio nei giorni attorno al parto, cioè nel momento in cui – se fossero un'arma difensiva – sarebbero più utili per proteggere il piccolo. Inoltre, le osservazioni sul campo mostrano che contro i predatori le renne preferiscono usare soprattutto zoccoli e calci ben assestati.

L'ipotesi nutrizionale, invece, aggiunge un tassello nuovo. Le femmine trasportano letteralmente con sé una riserva di minerali che, una volta caduta, rimane disponibile a lungo nel luogo in cui partoriscono e proprio nel momento in cui serve di più. Nel tempo, quei minerali ritornano naturalmente anche al suolo, fertilizzando la tundra e sostenendo la crescita di piante, erbe e licheni di cui le renne si nutrono.

In questo modo, le renne non sono solo consumatrici dell'ambiente artico, ma ne diventano anche vere e propria "ingegnere": è come se seminassero il paesaggio di nutrienti difficili da reperire, chiudendo così un ciclo che lega migrazione, maternità e territorio. E forse è proprio qui che si nasconde il vero motivo per cui, tra tutti i cervidi del pianeta, solo loro hanno "scelto" di far crescere i palchi anche sulle teste delle femmine.

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