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29 Gennaio 2026
16:16

Perché la legge Dexter approvata in Florida è un buon esempio per l’Italia: chi maltratta cani e gatti non potrà più averne

E' stata promulgata la "legge Dexter" in Florida che prevede un registro in cui sono inseriti i nomi di coloro che sono stati condannati per maltrattamento di animali. La normativa prende il nome da un cane che era stato adottato e che dopo 4 giorni è stato ritrovato cadavere. L'uomo che lo ha ucciso è stato condannato ma da ora in poi le associazioni che gestiscono i rifugi hanno l'obbligo di consultare il data base prima di affidare un animale a una persona.

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Dexter, il cane da cui è nata la legge

L'hanno chiamata "legge Dexter", in ricordo di un cane che sembrava aver trovato finalmente una vita diversa attraverso un'adozione. Ma la persona che lo ha preso con sé lo ha ucciso, praticandogli violenze indicibili, tanto da scatenare l'indignazione dell'opinione pubblica in Florida, lo Stato in cui è accaduto, e a livello nazionale e dando vita a un processo sociale e politico di cambiamento. L'esito è stato quello di arrivare ad una legge statale  in cui, finalmente, viene fatto divieto a chiunque abbia commesso un crimine nei confronti di cani e gatti di poter adottare o anche comprare un animale domestico. In buona sostanza, una "black list" che a differenza di quelle che vengono spesso proposte, puntualmente anche nel nostro paese, su razze o tipologie di cani ritenute "potenzialmente pericolose" sposta l'attenzione sulle persone di riferimento e mette così al bando chi ha praticato abusi o violenze sugli animali o ha attuato una cattiva gestione che ha portato poi a esiti tragici a causa di comportamenti aggressivi.

La storia di Dexter e del suo adottante che lo ha seviziato

Dexter era ospitato al  Pinellas County Animal Servicesun rifugio per cani che si trova a Largo, la terza città più grande della contea di Pinellas, in Florida, negli Stati Uniti. Questo Stato è uno dei pochi in Usa in cui si è abbandonata la pratica di procedere all'eutanasia per gli animali che entro un determinato arco di tempo non vengono adottati e la politica "no kill" ha apportato decisivi miglioramenti e un aumento anche delle adozioni. Ma quello di Dexter è un caso che ha messo in evidenza che anche quando ci sono gli estremi sulla carta perché si realizzi un percorso di adozione corretto, anche una persona che sembra la migliore cui affidare un cane può tramutarsi in un aguzzino. I responsabili del rifugio, infatti, hanno seguito il protocollo interno, ovvero valutato che Domingo Rodriguez, il 60enne che nel maggio 2024 ha portato via con sé il cane, non aveva precedenti penali e secondo loro si era dimostrato in grado di dare un futuro all'animale. Nonostante questa ricostruzione, il risultato è stato che dopo soli 4 giorni il cadavere di Dexter è stato ritrovato, fatto a pezzi, dopo che un cittadino lo ha visto. Come si legge dal report online sul sito dello sceriffo della contea, "quando gli agenti sono arrivati, hanno trovato un incrocio di Bulldog maschio con la testa decapitata, che galleggiava tra le mangrovie. I Servizi Animali della Contea di Pinellas hanno controllato il cane alla ricerca di un microchip, identificandolo come un incrocio di Bulldog di 4 anni di nome Dexter. Gli agenti hanno appreso che il sospettato, Domingo R. Rodriguez, 66 anni, aveva adottato Dexter dai Servizi Animali della Contea di Pinellas il 10 maggio 2024".

Domingo Rodriguez è stato condannato lo scorso febbraio per "crudeltà aggravata verso gli animali e smaltimento illegale di corpi di animali morti" a un anno e 60 giorni di carcere, pena massima prevista per questo tipo di reati. Ma l'uomo in realtà ha scontato poco della pena dietro le sbarre e già in estate era fuori attraverso il pagamento di una cauzione. Si attende ancora che si proceda al secondo grado di giudizio nei suoi confronti, ma intanto lo Stato della Florida ha preso la decisione di promulgare la "legge Dexter".

Che cosa prevede la legge Dexter e perché è un buon esempio anche per l'Italia

Dal primo gennaio 2026 in Florida chiunque abbia compiuto reati contro gli animali non potrà in alcun modo adottare o comprarne uno. E' questo il principale risultato della pressione sociale causata dal caso di Dexter che ha portato alla  "Florida Senate Bill 272", ovvero la legge che prevede l'istituzione di un registro pubblico in cui sono inseriti i nomi di chi è stato condannato per reati di crudeltà nei confronti degli animali. L'accesso ai dati è consentito ai responsabili dei canili e dei rifugi ma è anche un obbligo che queste associazioni hanno prima di affidare un cane o un gatto a qualcuno, a fronte proprio di quanto avvenuto a Dexter in base alla valutazione fatta da chi ha acconsentito alla sua adozione da parte di Rodriguez. La "Dexter law" prevede esplicitamente che chi è iscritto nel data base per almeno 10 anni o per tutta la durata della vita qualora collezioni altre condanne non potrà non solo adottare ma nemmeno fare richiesta di lavoro in luoghi dove c'è contatto con gli animali. Non vengono dimenticati anche gli allevatori o chiunque venda animali: qualora non consultino il registro e cedano un animale a un pregiudicato per crimini contro gli altri esseri senzienti sarà a sua volta perseguito legalmente. La "legge di Dexter" prevede anche delle pene maggiori ora per i casi di "crudeltà aggravata".

Ci sono degli aspetti poi molto interessanti di questa legge, inseriti apposta per evitare "scappatoie legali" cui ricorrono avvocati e soggetti sottoposti a giudizio spesso per evitare la pena. E nascono proprio dal fatto che l'uscita dal carcere su cauzione di Rodriguez ha indignato ancora di più l'opinione pubblica da far riflettere bene il legislatore nella stesura della normativa. Negli Stati Uniti, infatti, spesso si ricorre al cosiddetto "plea deal", simile al nostro patteggiamento, in cui il responsabile sostanzialmente se la cava con una pena sospesa in determinate condizioni se il giudice ritiene di poter applicare l' "accordo". La nuova legge stabilisce che se una persona se l'è cavata così in aula, comunque il suo nome deve essere inserito nella "black list", ovvero all'interno del registro. Altra cosa importante è l'aspetto che abbiamo già sottolineato ma che merita un ulteriore passaggio: l'obbligo dei rifugi e canili di consultare il registro pena la loro responsabilità legale qualora succeda poi qualcosa di violento all'animale da parte della persona cui l'hanno consegnato.

Il registro ha anche delle limitazioni, purtroppo. Essendo una legge locale, fondamentalmente restituirà solo i nomi delle persone che hanno compiuto reati contro gli animali in Florida ma sicuramente è un primo passo perché si arrivi poi a un data base nazionale.

Ecco, queste sono in sintesi le novità che ha apportato lo Stato americano in materia di tutela degli animali e sicuramente si tratta di un passaggio interessante che potrebbe essere davvero utile considerare anche qui in Italia. In realtà si dovrebbe andare oltre la "valutazione" e passare ai fatti: si discute infatti già da anni nel nostro Paese dell'ipotesi di poter avere una banca dati di questo tipo, che superi la questione della privacy appunto concedendo l'accesso solo a operatori formati e Forze dell'ordine, ma che continua a rimanere lettera morta.

Insomma, il fatto è che un registro di questo tipo rappresenta comunque un passo avanti rispetto alla consapevolezza che i primi su cui ci dovremmo concentrare nella relazione tra cani e persone sono proprio questi ultimi, ovvero allargando il campo sul concetto in generale di "proprietà responsabile" che deve prevedere da parte di tutti (personale di canili e rifugi, allevatori e adottanti) maggiore attenzione.

Nel nostro paese, invece, ora ci ritroviamo di nuovo a discutete di "black list" (anche se la chiamano ora "save list") di tipologie di cani "potenzialmente pericolose", che la scienza ci ha già spiegato essere un punto di partenza scorretto, e ci concentriamo su leggi come quella proposta dalla Regione Lombardia che aspira a diventare nazionale in cui si parla sì di patentino obbligatorio ma che tale è solo per chi non compra un cane da un allevatore riconosciuto dall'Enci, e le cui indicazioni per acquisirlo poi si rifanno a test vetusti e inefficaci.

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